Un giorno qualcuno la portò in una galleria, all’interno di un palazzo adibito ad una specie di museo, dove all’interno di esso si ergevano colonne in marmo del ‘700 con affreschi ad ogni volta, pareti tinte di un colore leggero simile all’azzurro ma molto tenue, luci composte illuminavano il percorso itinerante per la visione delle opere esposte, circa un centinaio di quadri di artisti diversi.Camminò, si guardò attorno, molte opere erano di artisti sconosciuti, si soffermò su alcune opere che emanavano calore, tratti ben definiti, profondità accentuate da colpi di spatola, altri quadri freddi, arte astratta, che solo qualche critico chiamava opere, ce ne erano di veramente belli, girò tutta la galleria, un quadro dopo l’altro, ma solo uno attrasse la sua attenzione, si soffermò, lo valuto, l’osservò esterrefatta che quell’opera così delicata potesse fare parte di quella collezione.Percorse alcuni metri per poi ritornare sui suoi passi, si soffermò di nuovo su di esso, lo scrutò, ne sentì adulazione, guardò oltre quelle sfumature impresse da un pennello, oltre il calore e la bellezza dei colori, l’affascinò, le trasmise emozioni, le senti tutte entrarle dentro, quel quadro aveva all’interno altri quadri con altre sfumature, fu tentata, che quel quadro potesse far parte della sua casa.Lo vide già su una parete, bello, caldo ed elegante, pieno ed intenso di colori, ha una splendida cornice, pensò, una di quelle che è in completa sintonia con il quadro stesso, potrebbe ravvivare la stanza a lui dedicata, titubante ed spaurita ne chiese il prezzo.Un prezzo troppo alto da pagare, allora decise che forse non fosse il quadro adatto a lei.Tornò il giorno dopo a rimirare quel quadro, quella opera l’aveva veramente colpita, ma il prezzo non era cambiato, e ritornò il giorno dopo ancora, e cosi fece per un intera settimana, finchè un giorno arrivò e trovo la galleria chiusa, la mostra era finita. Pensò al quadro che fine potesse aver fatto, se qualcuno l’avesse acquistato. Provò a chiedere al custode della galleria, ma egli le rispose che i quadri invenduti,erano partiti per un’altra mostra, un’altra città. Affranta e triste torno ai suoi impegni quotidiani.
IL QUADRO
Un giorno qualcuno la portò in una galleria, all’interno di un palazzo adibito ad una specie di museo, dove all’interno di esso si ergevano colonne in marmo del ‘700 con affreschi ad ogni volta, pareti tinte di un colore leggero simile all’azzurro ma molto tenue, luci composte illuminavano il percorso itinerante per la visione delle opere esposte, circa un centinaio di quadri di artisti diversi.Camminò, si guardò attorno, molte opere erano di artisti sconosciuti, si soffermò su alcune opere che emanavano calore, tratti ben definiti, profondità accentuate da colpi di spatola, altri quadri freddi, arte astratta, che solo qualche critico chiamava opere, ce ne erano di veramente belli, girò tutta la galleria, un quadro dopo l’altro, ma solo uno attrasse la sua attenzione, si soffermò, lo valuto, l’osservò esterrefatta che quell’opera così delicata potesse fare parte di quella collezione.Percorse alcuni metri per poi ritornare sui suoi passi, si soffermò di nuovo su di esso, lo scrutò, ne sentì adulazione, guardò oltre quelle sfumature impresse da un pennello, oltre il calore e la bellezza dei colori, l’affascinò, le trasmise emozioni, le senti tutte entrarle dentro, quel quadro aveva all’interno altri quadri con altre sfumature, fu tentata, che quel quadro potesse far parte della sua casa.Lo vide già su una parete, bello, caldo ed elegante, pieno ed intenso di colori, ha una splendida cornice, pensò, una di quelle che è in completa sintonia con il quadro stesso, potrebbe ravvivare la stanza a lui dedicata, titubante ed spaurita ne chiese il prezzo.Un prezzo troppo alto da pagare, allora decise che forse non fosse il quadro adatto a lei.Tornò il giorno dopo a rimirare quel quadro, quella opera l’aveva veramente colpita, ma il prezzo non era cambiato, e ritornò il giorno dopo ancora, e cosi fece per un intera settimana, finchè un giorno arrivò e trovo la galleria chiusa, la mostra era finita. Pensò al quadro che fine potesse aver fatto, se qualcuno l’avesse acquistato. Provò a chiedere al custode della galleria, ma egli le rispose che i quadri invenduti,erano partiti per un’altra mostra, un’altra città. Affranta e triste torno ai suoi impegni quotidiani.