Nell’impalpabilità delle gocce umide che ci penetrano, una leggera brezza trascina i pesanti corpi nuvolosi che sovrastano una terra imbevuta del loro stesso nettare.Le foglie stanche stremate da una notte di battaglia pendono esauste dai pesanti rami di chi si erge privo di paura.I giochi desolati e solitari diventano raccolte di pozzanghere silenziose nel ricordo di quelle felici grida che li accarezzano ogni qual volta il sole li bacia.Le panchine tristi piangono lacrime di una pioggia che allontana da loro il calore di un corpo sollevato dall’adagiarsi sulle loro ginocchia. Il sentiero disegnato da innumerevoli sassi è ora coperto da un manto colorato da piccoli corpi frastagliati che rendono soffice il passare dei miei passi. Curioso immaginare che qualcuno fosse passato prima di me con pesanti barattoli di colore: giallo, rosso, marrone e dal trascinarli sbadatamente abbia perso gocce sature sparse qua e la come a segnare il suo tragitto e il mio cammino.Lo sguardo ritorna nel presente e focalizza le innumerevoli foglie che ricoprono il selciato, ma è di nuovo catturato dalla sfacciataggine con cui, pieni di prepotenza e ostinazione, due strani tronchi si spingono al cielo allargando la loro chioma solo all’estremo come il palmo di una mano pronto a sorreggere un pezzo di mondo.Gli occhi scendono da quella scala naturale per rifugiarsi in una tana calda e piccola. La base intrigata dalle innumerevoli radici quasi ad intrecciare la vita delle persone che ti circondano, mentre una folta chioma ti protegge dal tutto e dal nulla. Continui a passeggiare all’interno di questa vita che non è la tua e ringrazi per la disponibilità e l’accoglienza. Costeggi una fredda ringhiera che sembra un muro spesso di cemento dove chi passa non riesce a vedere al di qua. Ti senti accolto in un mondo che pochi riescono a vedere e già estasiato sei contento di questo immenso dono, ma non avresti mai pensato che tutto questo fosse nulla. L’Anima balza al cuore quando l’immensità si erge innanzi a te. Cammini sulle sue radici come un bambino che appoggia i suoi piedini su quelli di un adulto pronto a sorreggerlo. Vedi la vita nella vita la sua generosità nel cedere un sua cavità come dimora ad un fragile fungo e nido di mille insetti vivi grazie a lui.Con molta umiltà lo osservi finché la sua linfa accoglie il tuo sguardo e lo trascina come un ascensore fino alla sua cima. Dialoghi con lui nel silenzio più rumoroso e gli doni la tua Anima per baciare la sua e impreziosirla delle sue emozioni. E’ come immergere una mano nel petto di un anziano e sorreggergli il cuore. Ti senti catturare e assorbire quasi a staccarti dal tuo corpo, ma è solo un istante perché riempirà la tua Anima di amore, di vita e di passione la stessa che ti ha permesso di vederlo. Coincidenza, pensare che appena entrato non lo avevi visto….eppure è sempre stato lì. Pazzia, credere che solo dopo averti conosciuto abbia voluto mostrarsi a te. Vita, sentire che gli occhi non possono vedere ciò che solo l’Anima può palesemente guardare.
L'albero
Nell’impalpabilità delle gocce umide che ci penetrano, una leggera brezza trascina i pesanti corpi nuvolosi che sovrastano una terra imbevuta del loro stesso nettare.Le foglie stanche stremate da una notte di battaglia pendono esauste dai pesanti rami di chi si erge privo di paura.I giochi desolati e solitari diventano raccolte di pozzanghere silenziose nel ricordo di quelle felici grida che li accarezzano ogni qual volta il sole li bacia.Le panchine tristi piangono lacrime di una pioggia che allontana da loro il calore di un corpo sollevato dall’adagiarsi sulle loro ginocchia. Il sentiero disegnato da innumerevoli sassi è ora coperto da un manto colorato da piccoli corpi frastagliati che rendono soffice il passare dei miei passi. Curioso immaginare che qualcuno fosse passato prima di me con pesanti barattoli di colore: giallo, rosso, marrone e dal trascinarli sbadatamente abbia perso gocce sature sparse qua e la come a segnare il suo tragitto e il mio cammino.Lo sguardo ritorna nel presente e focalizza le innumerevoli foglie che ricoprono il selciato, ma è di nuovo catturato dalla sfacciataggine con cui, pieni di prepotenza e ostinazione, due strani tronchi si spingono al cielo allargando la loro chioma solo all’estremo come il palmo di una mano pronto a sorreggere un pezzo di mondo.Gli occhi scendono da quella scala naturale per rifugiarsi in una tana calda e piccola. La base intrigata dalle innumerevoli radici quasi ad intrecciare la vita delle persone che ti circondano, mentre una folta chioma ti protegge dal tutto e dal nulla. Continui a passeggiare all’interno di questa vita che non è la tua e ringrazi per la disponibilità e l’accoglienza. Costeggi una fredda ringhiera che sembra un muro spesso di cemento dove chi passa non riesce a vedere al di qua. Ti senti accolto in un mondo che pochi riescono a vedere e già estasiato sei contento di questo immenso dono, ma non avresti mai pensato che tutto questo fosse nulla. L’Anima balza al cuore quando l’immensità si erge innanzi a te. Cammini sulle sue radici come un bambino che appoggia i suoi piedini su quelli di un adulto pronto a sorreggerlo. Vedi la vita nella vita la sua generosità nel cedere un sua cavità come dimora ad un fragile fungo e nido di mille insetti vivi grazie a lui.Con molta umiltà lo osservi finché la sua linfa accoglie il tuo sguardo e lo trascina come un ascensore fino alla sua cima. Dialoghi con lui nel silenzio più rumoroso e gli doni la tua Anima per baciare la sua e impreziosirla delle sue emozioni. E’ come immergere una mano nel petto di un anziano e sorreggergli il cuore. Ti senti catturare e assorbire quasi a staccarti dal tuo corpo, ma è solo un istante perché riempirà la tua Anima di amore, di vita e di passione la stessa che ti ha permesso di vederlo. Coincidenza, pensare che appena entrato non lo avevi visto….eppure è sempre stato lì. Pazzia, credere che solo dopo averti conosciuto abbia voluto mostrarsi a te. Vita, sentire che gli occhi non possono vedere ciò che solo l’Anima può palesemente guardare.