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Post N° 153

Post n°153 pubblicato il 21 Maggio 2007 da X.A.V.I.E.R.7.5

immagineCi ha pensato a lungo il ministroBersani, ma alla fine il suo pacchetto di riforme vedrà la luce saziando la curiosità dell'audience che, per mesi, si è chiesta cosa restasse da liberalizzare dopo l'aspirina al supermercato.

Adesso ci siamo e filtrano le prime indiscrezioni sul contenuto della riforma, e non è un contenuto banale. I primi a doversi confrontare con il mercato libero e selvaggio saranno i benzinai, cioè quelli che hanno un distributore. Bersani ha deciso che alle Coop potesse far comodo dotarsi di un distributore di carburanti, tanto per dare un senso agli sterminati parcheggi che giacciono privi di un'utilizzazione economica, e allora ci ha messo un attimo ad inserire nella lista dei cattivi oligopolisti gli addetti alla pompa. Più distributori significa un aumento della concorrenza e, meccanicamente, un calo dei prezzi. Guai a fargli notare che il prezzo della benzina lo decide un cartello di petrolieri (che non saranno liberalizzati)

E ancora non è finita perché manca ancora il vero fulcro della riforma. Ho preferito parlarne solo nel finale per tenere alta la tensione emotiva. Ebbene si, è giunto il momento di rivelare che si chiude un'epoca di tetro dirigismo e si svolta verso un futuro felice di libertà.

Dopo la pubblicazione del decreto, barbieri e parrucchieri non chiuderanno più di lunedì e ognuno sarà finalmente libero di provare l'ebbrezza di uno shampoo nel giorno proibito.

L'ultimo baluardo della conservazione cadrà sotto i colpi implacabili del Ministro Bersani che ha voluto, con questa decisione, mandare un messaggio forte al Paese.

Questo governo, quando si tratta di dare impulso allo sviluppo, non guarda in faccia a nessuno e nessuno può permettersi di accusare i suoi membri di servire interessi di parte o interessi personali. Il caso di Bersani è al di sopra di ogni sospetto, perché sfido chiunque a sostenere che abbia voluto favorire il suo coiffeur.

immagineE' ancora possibile parlare di valori piccolo borghesi? O la borghesia, a questo punto solo mitica categoria dell'utopico universo marxiano è scomparsa nel mondo moderno tritatutto che concepisce il successo come unico fine dell'esistenza?

Ha ancora senso attaccarsi alla famiglia, (quella tradizionale, non quella degli Zapapederasti spagnoli), con tutti i suoi riti a base di pranzi e cene comuni, di cani portati di notte a pisciare d'inverno a sette sotto zero, di pannolini puteolenti da cambiare, di sigarette al polonio respirate passivamente per colpa di una consorte ormai sfiorita che col fumo placa la sua fame e si costruisce la sua dieta personale alla faccia delle dottoresse Tirone e affini? Il povero uomo si dovrà dunque adattare a pagare puntualmente il passo carrabile sotto casa per poi trovare alle due di notte un coglione con la miniminor gialla che ostacola il passaggio della sua affidabile Elba Inocenti? Quanti pianti di bambini dovrà egli subirsi fino a che lo stesso pargolo non sarà chetato permettendogli di riposare nel lettone grande tra i due genitori? Piccolo bambino e figlio insolente che si insinua nel talamo nuziale quasi fosse una spada di cavaliere medievale che disturba il sempre più raro e breve (soprattutto) amplesso.

A Quante riunioni di condominio con pettegole starnazzanti e vecchi ruderi, talmente vecchi che girano sotto protezione dell'UNESCO, dovrà egli partecipare, affinché si compia il sacro e sadico piacere di essere un piccolo borghese proprietario di appartamento di 42,69 metri quadrati con mutuo venticinquennale a carico e matrimonio con srigida e ben regolamentata separazione dei beni?

Ed ecco che il piccolo borghese va al lavoro e pregustando la fine del mese quando incasserà il lauto stipendio di circa 1033 Euro, due milioni tondi del vecchio conio come dice quel lercio individuo di Bonolis, fa dei progetti per le vacanze di continuo e risparmiando un po' qui e un po' là scopre di poter fare settimana bianca, Pasqua ai Caraibi e ben 21 giorni ad Agosto negli Stati Uniti. POi torna arzillo dalla pausa pranzo e i conti saltano perché non aveva calcolato la di lui medesimo consorte e i due marmocchi frignati che la puttana gli ha generato in un conato estroflessico rispettivamente sette ed otto anni prima.

Allora frustrato chiede quasi supplicando alla padrona di casa di poter uscire a prendere una birra con gli amici e dopo aver lasciato la sua busta paga nelle mani rapaci di lei si reca alla birreria dove dopo tanti anni nion riconosce più i suoi compagni di gioventù poiché nel frattempo due sono diventati calvi ed obesi, un altro si è arruolato nella legione straniera ed un altro eè in Tibet. Tutti hanno sempre un amico in Tibet.

Ed ora squilla anche il telefono: "Pronto, caro? Sei ancora in birreria? scusa se ti chiamo.... "Pronto? Non sento, non c'è campo (puerile scusa) "Mi senti, caro? Ti sei dimenticato di portare il cane a pisciaaaaareeeee!"

Così tra una birra non finita e una cacata di cane per l'uomo piccolo borghese è sempre un mondo di merda

 
 
 
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