
Ah, ha, ha, ha,

Stayin' alive

Stayin' alive.
M O D A ESTATE

AMBROSIA mette il Tanga in soffitta
Ecco con cosa lo sostituirà


TANZI A FORTE DEI MARMI

di Tanzi
Forse perchè amo il calore accecante, il bagliore insopportabile del sole estivo, ma tutti i miei ricordi più nitidi appartengono alla stagione del sole.
Non mi importa dove mi trovo, purchè davanti agli occhi possa gustare
l'azzurro di un vero mare, niente a che vedere con quello schifo della Versilia dove tra poco faro' visita a Burdissa o uno di quegli altri mari dove si va per farsi di roba e alcool come babbuini e per raccattare cazzi e figa e poi tornare in azienda.
Bella vita di merda.
Il mare più bello che esista è in Sardegna, e quasi allo stesso livello in Grecia, e poi in Corsica ed in Sicilia. Anche i Caraibi non sono male, ma se arrivi fin là è perchè hai già gustato tutto il mediterraneo e vuoi vedere qualcosa di più lontano, oppure perchè sei un pirla che si fa convincere dalla stronza idea che è più fico andare a Cuba che a Castiadas.
Insomma ero in Sicilia, dove ho trascorso un vero Perù di vacanze, e poi essendo di sangue bastardo approfittavo dei parenti per schiantarmi nelle varie case come un topo e scroccare due mesi di vacanza.
Giro dei parenti per impolpare gli scarsi risparmi avanzati dopo un lungo inverno di lavoro e lavoretti (la birra e la benzina sono sempre costati un casino), e poi via verso Sud.
Mi ricordo un anno in particolare, ancora non ero riuscito a farmi dare le chiavi di casa dal mio cugino al quadrato Ezio.de (poi me le ha date, sennò lo toglievo dalla classifica, e poi uscivamo con due sorelle, ma questa è un'altra storia) e così ero ospite. Dunque quel giorno non ero solo in casa, ma c'era pure la cameriera..La descrizione può sinceramente far pensare che stia creando una parodia, ma invece per quanto mi possa sforzare non potrò mai descrivere esattamente Maria.
Prima cosa, ed essenziale per tutta la storia, lei parlava solo siciliano, ma non il siciliano quasi comprensibile di coloro che usualmente parlano l'italiano e quindi anche in dialetto cercano di farsi capire. Maria non aveva mai parlato una parola di italiano, era solo in grado di capirlo, o così sembrava.
Difficoltà linguistiche.
Maria era alta circa un metro e 45, assolutamente vero, poteva guardare dall'alto in basso solo un hobbit, se l'hobbit fosse stato così pazzo da fissarla.
Età indefinibile, tra i 45 ed i 65 anni, una di quelle persone che il tempo colpisce una sola volta nella vita, le segna in qualche maniera e poi sembra disinteressarsi di loro per ricordarsene solo alla fine.
Secca come se il suo corpo fosse stato fatto di ossa e tendini, il tutto strettamente fasciato in una specie di cuoio cotto dal sole che era la sua pelle incartapecorita. La carnagione di una persona che ha lavorato da quando era bambina e da allora non si è mai fermata. Il volto era ugualmente prosciugato, come se un vampiro l'avesse assalita per portargli via ogni fluido corporeo. In compenso aveva una certa peluria che sconfinava nella barba e che sulla testa diventava una specie di capigliatura afro anni settanta ben brizzolata.
Probabilmente il corpo di un'otaria morta buttata sulla spiaggia avrebbe suscitato una reazione sessuale assai più pronunciata, di quella Maria.
Eravamo soli in casa già da un paio di giorni, credo. Comunque mancava ancora tempo al rientro della famigliola itinerante.
Era un pomeriggio, caldo come tutti i pomeriggi estivi in Sicilia, ovviamente la casa era immersa nella penombra, gli scuri abbassati per non far entrare neppure un raggio di sole. Il silenzio tipico di quei momenti, quando anche un respiro sembra troppo.
Probabilmente mi ero alzato da poco dalla pennichella, fondamentale per la tenuta dei mio composito organismo pluricellulare, e quindi guidavo u certo grado di rincoglionimento, ma non esagerato.
Mi ricordo che stavo orientandomi verso l'immensa stanza del tesoro, ovvero la dispensa dotata premurosamente di ogni ben di Dio oltre che di un maestoso frigorifero rigonfio di tutto. Premurosi padroni di casa. Da quelle parti c'era sicuramente del succo d'arancia ben fresco. Niente di meglio in quel momento.
Nel silenzio di quelle stanze vedo comparire Maria, assurdamente vestita con divisa a strisce bianche ed azzurre ed una crestina sulla testa (non per essere cattivi ma solo didascalici, immaginate una specie di bertuccia di mezza età agghindata così), si ferma dvanti a me e mi dice:
"Vuoi fica?"
Lo stimolo sensoriale, dopo aver attraversato il timpano ed essere risalito lungo il nervo cocleare, era pervenuto al cervello, dove aveva cominciato a ristagnare e a sobbollire come una caldera vulcanica.
"Come?"
"Vuoi fica?" ripete lei, insistendo.
A questo punto nella mia mente bacata tornano di colpo tutti gli episodi del Padrino, alcune vecchi pellicolacce di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, commedie scollacciate con Todt Vitali ecc. ecc. nelle quali le cameriere erano use concedere i loro favori ai padroni ecc.
"Vuole trascinarmi a letto, questa orrida cozza?" mi domando mentre cerco di placare i pensieri, che continuavano a cavalcare così veloci che ormai manco più li vedevo. Imbarazzo totale. Lei era in attesa di risposta. Come cazzo faccio a scappare da questa sirtuazione? Va bene che il maschio è cacciatore ed ogni lasciata è persa, ma così sono perduto io!
"Vuoi fica?" mi ripete ancora, spazientita. Si stava domandando che minchia aspettavo a rispondere.
"Ehm? Voglio..."
In quel momento si volta ed afferra un vassoio colmo di frutti verdi e me lo porge.
"Si, si, vuoi fica?"
In quel momento il respiro che l'Universo aveva trattenuto da almeno 45 secondi finalmente potè essere esalato.
"Aaaah! Fichi!"esclamo, con lo stesso trasporto di Tardelli alla finale Italia-Germania. "No grazie, mi aspettano al Circolo"
E' importante conoscere le lingue. Senza ombra di dubbio

JUST DO IT
FIRENZE - Ha tentato di strangolarla dopo averla torturata con scariche elettriche. Vittima una giovane di 26 anni a Empoli, in provincia di Firenze, finita nelle mani di un maniaco. Arrestato un uomo di 41 anni, che aveva dato appuntamento alla ragazza con il pretesto di procurarle un posto di lavoro.

UMBERTO BOSSI

RICHERD GERE