Creato da Yvaine0 il 07/04/2009

Eva. °w°

« Non esisto realmente. Sono solo il personaggio di una fantasia di un' adolescente un po' stramba ».

EVA.

Allora, prima di tutto le presentazioni.
Sono Eva, l'assistente immaginaria dell' ex padrona di questo blog, gentilmente cedutomi non volendo cancellarlo.
Sono nata qualche mese da una delle sue fanfic che pubblicherà nel tempo, o forse non pubblicherà mai.
Sono uno spoiler ambulante, uscito dalla sua prima storia originale.
Figlia di due personaggi secondari, protagonista del sequel.
Questo sarà l'unico luogo in cui avrò totale libertà, quindi fate attenzione alla vostra salute mentale!
Oh, dimenticavo. Io esisto solo nella mente di Yvaine0 e della persona reale che vi si cela dietro.
Ciò non toglie che io esista.
Io sono una persona.
Io ho un carattere.
Io ho dei sentimenti.
Io sono nata.
Io vivrò la mia storia.
Io scomparirò.
In me vive parte di mia madre e della mia creatrice.
Io, come tutti i personaggi delle storie, esisto veramente.  

Ho delle passioni: il canto e la musica in generale, i miei fratelli, il mio amico Ambri, gli anime.
Conosco Death Note e Host Club.
Sto guardando Full Metal Alchemist, Soul Eater ( finora il mio preferito ), DNAngel, Lucky Star.

Ho finito, gente.
Un bacio,
E. 

 

 

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o2. Alice. »

o1. Yv.

Post n°2 pubblicato il 09 Aprile 2009 da Yvaine0
Foto di Yvaine0

Camminavo sovrappensiero. Ero di ritorno da scuola. La stupida, vecchia scuola superiore di La Push. Inutile chiedervi chi io sia. Io sono Yvaine Taylor, 15 anni, ialiana. Allora vivevo nella riserva da poco, mio padre era un Quileute, da ragazzo lasciò l'America, ed andò a vivere in Italia, dove incontrò mia madre. La mia non era una famiglia esattamente normale. Mia madre era.. beh è una vampira.  Beh, una mezza vampira, figlia d un vampiro e di un'umana. Non ho mai conosciuto mia nonna.. e nemmeno mio nonno, lei non ci ha mai parlato molto di loro, diceva di non ricordarli.
Mio padre, essendo un Quileute.. aveva sangue mutaforma, e se quando se ne andò da La Push, là non c'erano vampiri, in Italia ce n'erano eccome. I Volturi. Il motivo per cui io, mio padre e mio fratello eravamo tornati nella riserva. Se avessero saputo dell'esistenza di due creature a metà tra mutaforma e semivampiri.. avrebbero voluto studiarci. E nascondersi era impossibile quando si viveva a 500km a nordovest di Volterra. Così: La Push. Passavamo a La Push ogni estate, nella casetta vicino a casa Clearwater. Ero cresciuta insieme a Seth, estate dopo estate. Era una palla tenere a freno i miei poteri con tutti, lui compreso. Era il mio migliore amico, sapevo di ciò che sarebbe diventato prima ancora che Sam si trasformasse per primo. Tuttavia eccomi lì, andavo a casa da scuola con il mio vecchio zaino, ci eravamo traferiti a La Push definitivamente da una settimana, ero la novellina della classe, fortuna che c'erano Seth e Leah. Il mio fratellino andava alle elementari a Forks non nella riserva. Poverino, forse i ragazzi di città sarebbero stati ancora più curiosi di conoscerlo, di quanto non lo fossero i Quileute.
I membri del branco si riconoscevano subito. Non solo perchè frullassero sempre attorno a Sam, ma perchè, e che cavolo, erano grossi come mammutt quei ragazzi!
Anche mio fratello cresceva a vista d'occhio, inutile sperare che non si sarebbe trasformato anche lui, di lì a poco. Era strano, più di me: era freddo come una vampiro, e su di lui i miei poteri non funzionavano. Purtroppo. Era alto più di tutti i suoi compagni, ed aveva già i lineamente da adolescente. Oddio. E aveva solo dieci anni.
Tra i ragazzi di La Push, avevo avuto modo di conoscere, durante le estati precedenti, Quil, Embry e Sam. E poi Emily e la piccola Clair. Spesso mio padre andava a parlare con Sue Clearwater, oppure con Billy o il vecchio Ateara. Mi obbligava sempre a seguirlo, e così avevo incontrato Embry, Quil e Sam. Quil era un tipo forte, mi faceva morire dal ridere. Embry era simpatico, si incazzava sempre quando gli facevo volare via qualunque cosa stesse per ingurgitare. Sam invece era, beh, adulto. Mi osservava incuriosito mentre sfruttavo la telecinesi per prendere in giro i ragazzi. Mio padre non voleva, ma da quando avevo tre anni non avevo mai mostrato a nessuno i miei poteri, e ora che finalmente passavo il mio tempo con persone che potevano capire e sapere, non avevo intenzione di frenarmi.
Ero lì che camminando riassumendo la mia vita. Avevo un padre mutaforma, un fratello con l'ìaspetto di un vampiro, e i tratti specifici di un licntropo, che aveva flash di genialità, che spesso si risolvevano correndo contro un muro fino a schiantarcisi (chiamiamola genialità), e io ero un qualcosa di simile ad un umano ma che era in grado di far volare oggetti e persone senza muovere un muscolo, e allo stesso tempo mettere in collegamento la sua mente con le altre. Rimuginavo un po' frustrata di quale casino fosse la mia vita, quando mi fermai per attraversare la strada, ero appena uscita dalla foresta, sulla strada non c'era nessuno, così partii. Fu allora che arrivò. Una Golf blu, voltò l'angolo sfrecciando velocissima. Io ero già in mezzo alla strada. Sentii chiaramente un ragazzo imprecare e poi.. più niente. Avevo chiuso gli occhi e aspettavo l'impatto.
- Oh merda! Yv!!!- sentii una voce familiare gridare. Aprii gli occhi. La macchina era sospesa a mezz'aria a una decina di centimetri da me.
Merda. Merda merda merda! Sta volta papà mi uccide!

Seth saltò giù dal sedile posteriore dell'auto, seguito da un Quil senza parole. E ce ne voleva a lasciarlo senza parole. Seth mi prese per le spalle e mi scrollò piano.
- Stai bene? - chiese. Allora mi ripresi.
- Chi cazzo è quest'idiota che guida questa cazzo di auto?! - sbottai. Lentamente adagiai l'auto a terra. Osservai il ragazzo alla guida. Appena appoggiai l'auto a terra scese seguito da un altro ragazzo. Il primo era scioccato, il secondo era... Sam.
- Hey! Scusami! Ma come hai fatto a..! - Lo fulminai con lo sguardo. Quil rise.
- Finalmente conosci il nostro Jake! - Ah perfetto! L'idiota, qui, è l'idolo dei Quileute!Ma che gente?!
- Hey, scusami sul serio! - si scusò di nuovo Jacob. Sam sta volta era completamente scioccato. Non mi osservava curioso, ma esterrefatto. Ci mancava solo l'alfa in stato di shok. Pensai guardandolo.
Jacob continuava mentre io cercavo di ignorarlo. Seth si era calmato. Con lui era diverso che con gli altri. Lui riusciva a entrare nella mia testa come e quando voleva, esattamente come io facevo con chiunque avesse un briciolo di soprannaturale nel sangue. Solo lui era in grado di entrarmi in testa quando voleva. Lui ed Edward Cullen. Quando mi leggeva nel pensiero, sentivo la sua presenza in testa. Diceva che era frustrante.
Sta volta Seth aveva ascoltato la mia mente e aveva sentito che era tutto ok, ed ero arrabbiata, non troppo scioccata, e sana come un pesce. Si era seduto sul cofano della Golf.
- Ma come hai fatto a fermare... - provò a chiedere di nuovo Jacob.
- Vuoi stare zitto, cane?! Prima mi investi con l'auto e poi con le domande! Vuoi investirmi con qualcos'altro? Chessò, una mandria di bufali? - Ok, avevo esagerato come al solito. Ma era plausibile essere stressata a quel punto. Il ragazzo sgranò gli occhi alla parola cane, Sam mi guardò male, Quil rise sotto i baffi, Seth alzò gli occhi al cielo e pensò: Eddai, povero Jake! Non l'ha mica fatto apposta!

Ero troppo arrabbiata per stare attenta a rispondere a pensieri o a parole a seconda della situazione quindi parlai: - Seth! Non mi interessa se non l'ha fatto apposta! Adesso mia padre mi ammazza! Come avrei spiegato un'auto che vola ad un umano di passaggio?! - esclamai. Quil rideva ancora. Era abituato a vedermi schizzata ormai. Sam sospirò. Sapeva che non avevo tutti i torti.
- Ti ho chiesto scusa! - si giustificò Jacob, senza però riuscire a nascondere la sua espressione stupita. Almeno non ero oggetto delle loro conversazioni, questo era chiaro.
- Non mi interessa! Se avessi fatto ciò che avrei dovuto sarei morta! - ribattei.
- Ma tu sei tutta fuori! Hey Quil, ma chi è questa pazza?! - Rise lui, stupito dalla mia risposta.
- La ragazza nuova, è in classe con Seth. - spiegò Sam.
- La meticcia di cui parlano tutti? - si informò. Peeeeeeeeeeeeerfetto! Prima mi chiamano semplicemente Itlalia, e ora Meticcia! Questa non la mando giù eh?!
Seth si allarmò appena notando che mi ero offesa. Qui iniziò a ridere più forte sapendo che in questo modo, l'amico si sarebbe guadagnato un po' di mal di testa. Ringhiai sonoramente. L'unica cosa da mostro che riuscivo a fare era ringhiare. Ringhiavo da vampiro. E spesso sibilavo anche come loro. Era utile per far notare a mio fratello quando stava iniziando a rompere troppo le scatole.
- Sei una succhiasangue???? Cavolo! Ma non puzzi! - esclamò sorpreso. Ringhiai di nuovo più forte.
- Senti un po' Chiuaua troppo cresciuto! Mi fa un po' ridere che tu mi dia della meticcia! Non ho mai visto un cane dare del meticcio ad un umano prima d'ora! -
Jacob rise sonoramente, e lì non ci vidi più. Prima mi investe, poi mi prende in giro e infine mi ride in faccia. Seth spalancò gli occhi vedendo l'amico volare in mezzo agli alberi e scontrarsi contro un grosso abete. Jacob rimase frastornato un attimo, poi si alzò massaggiandosi la testa e iniziò a tremare leggermente. L'avevo fatto arrabbiare. Quil ora rideva a crepapelle. - Hey, amico! Ahahah! Non ho mai visto un lupo volante! Sarai nei libri di storia! - Io sorrisi soddisfatta. A quel punto Sam stava per ribattere, ma i vestiti del ragazzo e il ragazzo stesso erano scoppiati, e nel punto in cui un attimo prima c'era Jacob, ora si era materializzato un enorme lupo rossiccio. Ops. Avevo di nuovo esagerato. Il lupo scattò contro Quil, che si era appena accorto della trasformazione di Jacob. Seth era parecchio contrariato, forse più di Sam. Ma il lupo si fermò a mezz'aria, proprio davanti a me.  Collegai le menti di tutti e quattro, a formarne una sola. Questo era il potere più utile. Era fico poter parlare di tutto sempre e ovunque, bastava isolare le menti e sostituire le parole con i pensieri.
- Ti ricordo che sei in mezzo ad una strada, Fido! - pensai, senza riuscire a evitare il tono di sfida.
Hey, Jake! Yv ha ragione, ti sembra il caso?  Fece Seth.
E se passasse qualcuno? Continuò Quil. Sam ascoltava senza commentare. Tanto sapeva come sarebbe finita: Jacob otteneva sempre ciò che voleva.
Puoi dirlo forte Sam! Io ottengo sempre ciò che voglio! E adesso voglio tornare coi piedi per terra! Sogghignò Jacob. Fissai negli occhi il lupo dall'aria insolente, con aria altrettanto di sfida. Non l'avrei lasciato andare su suo ordine! Pochi attimi dopo i volto del lupo fu sostituito dal volto umano di pochi minuti prima. Si era ritrasformato.
Caz.. pensai, ma interruppi il "collegamento di menti" e gli voltai di spalle arrossendo violentemente. Ok, aveva vinto. Non aveo intenzione di guardarlo di nuovo finchè non si fosse rivestito. Quil e Seth ridevano come matti. Seth si accasciò al suolo battendo i pugni a terra. Non aveva mai visto nessuno sconfiggermi così.
- Hey Jacob adesso basta! Puoi anche smettere di fare lo sbruffone, sai? L'hai quasi investita e se non fosse.... beh se non fosse lei l'avresti uccisa! Trasformati e torna a casa ora, la macchina te la porto io! - Sam parlò con tono autoritario.
Tolsi dallo zaino un paio di calzoni. Erano di mio padrei, in teoria dovevo portarli a Sue per riparare un buco, ma ora mi servivano per un motivo più urgente: potermi girare e tornare a casa. Li lanciai all'indietro verso il punto in cui avevo visto il volto del ragazzo poco prima.
- Tieni.. Seth quelli erano per tua mamma, aveva promesso a mio padre di ricucire la tasca.. ma credo che se adesso siano più utili all'idiota! - Seth annuì e mi mostrò la scena mentalmente... solo la parte alta: gieli avevo tirati in testa. Sentii un fruscio, probabilmente se li era infilati.
- Puoi girarti, adesso. - disse allegro. Guardai Seth negli occhi, lui confermò. Non eravamo in grado di mentirci l'un l'altra. Eravamo come fratelli.. anzi come gemelli. Spesso Leah diceva che doveva esserci stato un errore, diceva "La cicogna ti ha portato nella casa sbagliata! Tu dovevi nascere sorella di Seth!"

Sospirai  e mi voltai. Ok, potevo andare ora.
- Ciao Sam, ciao Quil! Seth ci vediamo oggi pomeriggio. - e iniziai a camminare.
- Ciao Yv. - si fece notare Jacob.
- Ah scusami tanto! - esclamai con finto rammarico - Ciao Jacob Black! E mi raccomando.. - aggiunsi premurosa - Impara a guidare, idiota! - lui rise.
- Ahah. Sei forte! Che caratterino! Fai concorrenza a Leah! Ci vediamo presto Italia! -
- Fatti investire, cane.. - mormorai tra i denti. Ovviamente lui sentì e rise ancora più forte di prima. Rientrai nella foresta dall'altra parte della strada, finalmente sola. Dopo pochi metri sarei sbucata dietro casa Clearwater, e mi sarebbe bastato seguire la strada per arrivare a casa.

 
 
 
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