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« grillorebell »

formica

Post n°25 pubblicato il 07 Maggio 2010 da knecht3
 
Tag: cicala

Le cicale non sono ancora arrivate qua fra le querce e i pini di Sicilia. Passeranno ancora un paio di settimane e con la prossima luna, faranno la loro comparsa. 

Cicala è un nome poco simpatico che si associa al nome formica per via della nota favola di Esopo.

Cicala è anche il nomignolo che mi diede mio padre, nota formica dall'incredibile abilità e costanza nelle sue azioni. Io, per suo sommo dispiacere, nacqui cicala.

- Ti raddrizzo io. Mi urlava poco prima di una sberla. Era forte papà, intelligente e col carattere di ferro. Una vita di lavoro a cui ho assistito e che mi ha reso edotto in mille esperienze pratiche. Ad esempio ho potuto osservare le formiche con un poco d'attenzione in più, avrei voluto imparare per quel che mi sentivo ripetere.

La pioggia o l'acqua con cui s'irrigava l'agrumeto, impantanava i formicai, era una vera tragedia, una calamità naturale cui le formiche operaie ponevano riparo con frenetica laboriosità.

I lavori nell'agrumeto erano tanti, si dovevano fare tutto l'anno, affinché le arance venissero belle, grosse e buone. Noi ce la mettevamo tutta, sudore, fatica e sberle per me. Quest'ultime erano un modo diverso di dire: - ti voglio cosi tanto bene che sono disposto a usarti violenza, pur di aiutarti a fare della tua vita un capolavoro.

Sul più bello finiva l'estate, ricominciava la scuola e con le piogge autunnali iniziava la roulette russa delle temute grandinate. Ho pianto, per le arance rovinate dal maltempo, quando ero ancora un fanciullo che rischiava le sue fragili mani per le buonissime arance del suo giardino.

Da bambino aiutavo spesso mio padre nei lavori di campagna o in ufficio. Ero letteralmente attaccato ad ogni suo respiro, ma il mio era un fiato che si estendeva anche alle frasi musicali e questo non era edificante. Il genitore deciso mi diceva: - i musicanti sono tutti zingari. Mia madre aggiungeva: - i musicanti diventano pazzi.

Zingaro e pazzo, era un'aspettativa terribile. Nella mia famiglia blasonata d'onore e rispetto generale, un musicista sarebbe stata la nota stonata di tanto sudato prestigio.

Ho ricevuto l'appellativo cicala, affinché mi vergognassi di me stesso. Io, per naturale controrisposta, sono stato vicino alla famiglia e ai miei fino all'ultimo istante possibile.

Una volta cresciuto, consolidatomi cicala dichiarato della famiglia, cominciai a suonare e anche a guadagnare. Qualche volta ho guadagnato a sufficienza per sopravvivere più di un inverno, senza lavorare, altre, ho fatto la cicala che d'inverno stringe un po', ma non muore.

Nella realtà, ho lavorato tutta la vita, affinché il mio quarto dito vibrasse la nota e avere quel cantato che tutti amiamo ascoltare. Ho dovuto studiare, non so quante migliaia di ore per poter suonare qualcosa a memoria. Ho sofferto tutte le volte che ho partorito una stupida melodia a cui legare armonia e stile. Il mio collo, tumefatto dal violino, mi distingue, mentre in molti pensano che alla mia ragazza piace fare i succhiotti e a me riceverli. Io non mi taglio un dito da anni e non mi raffreddo da decenni per via delle mille attenzioni. Essere scambiati per un amante dei succhiotti al collo è un vero paradosso.

Di vero in questa storia c'è che mi piace lavorare tutta l'estate, mentre d'inverno miglioro il repertorio, compongo e impazzisco un po'. 

Dulcis in fundis, penso di essere sicuramente una cicala, mentre faccio la formica per necessità.

E' un piacere, tornare a fare l'insetto che d'estate frinisce, ma che poi con l'autunno e la pioggia scompare.

 

 
 
 
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Un blog di: knecht3
Data di creazione: 23/04/2010
 
 

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