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I bambini tra di loro si cascono sempre!


Sono terminati ormai da tempo gli echi delle bombe, le immagini della distruzione di Sarajevo, sostituite da altre bombe e altro dolore. Passando tra le vie della città si scopre che i segni della guerra ci sono ancora, visibili ed invisibili. Segni che difficilmente si possono cancellare, segni che scavano dentro la paura di non farcela, di non poter ricominciare, di non saper ricostruire. In questo quadro si accende una luce di speranza: Casa Egipat. Un gruppo di suore, aiutate e coadiuvate anche da volontari, si è attivato per raccogliere e dare assistenza ai tanti bambini rimasti orfani o abbandonati o di cui semplicemente i genitori non sono in grado di occuparsi perché hanno bisogno di lavorare. Dall'Italia sono arrivate le finestre e gli infissi che un artigiano spedisce regolarmente a Sarajevo, attraverso un gruppo di persone che, almeno una volta all'anno, organizza un camion di aiuti. Le finestre sono le prime a saltare con le bombe… Anche a Pioltello i bambini della seconda elementare di via Milano, insieme ai loro genitori e alle loro maestre, si sono attivati per regalare a Natale un sorriso ai bambini di Sarajevo.Hanno portato i loro giochi, quelli belli però, i loro disegni, le loro parole a chi avrebbe capito lo stesso, perché si sa, i bambini tra di loro si capiscono sempre. Soprattutto hanno imparato a "praticare la solidarietà" che non è innata, deve crescere piano piano e radicarsi in ognuno di noi. Non occorre fare cose eclatanti: basterebbero tanti piccoli gesti per raggiungere risultati significativi. Ciò che oggi a noi non serve, può essere prezioso per qualcun altro ma dobbiamo soprattutto imparare ad aprire gli occhi, a "saper vedere" i bisogni dell'altro, per aiutarlo a ricostruire. Roberta Comoli