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arte passione amore

un vero amore non sa parlare.

 

 

« poesiaLA SPERANZA »

E MI TROVERAI

Post n°3337 pubblicato il 27 Ottobre 2009 da artfactory

 

  

SERGIO CAMMARIERE E MI TROVERAI

I GUFI             

C.Baudelaire

Raccolti sotto i tassi neri

ecco i gufi allineati

come dei esotici

con quegli occhi rossi dardeggianti.

Meditano.

Staranno immobili

fino all'ora malinconica

in cui le tenebre dilagheranno,

scacciando il sole obliquo.

Quella posa insegna al saggio

che quaggiù è bene che tema

tumulti e moto;

l'uomo ebbro di un'ombra che passa

sconta sempre il fio ...

del suo cambiare posto

Scomodo rischio è questo

in un mondo ancora tutto al maschile.


Dietro a ogni angolo ti aspettano

in agguato incontri vuoti.

E percorri vie che ti trafiggono

con sguardi curiosi.

Donna sola in cammino.

Essere inerme

è la tua unica arma.

Tu non hai mutato alcun uomo

in protesi per sostenerti,

in tronco d'albero per appoggiarti,

in parete - per rannicchiarti al riparo.

Non hai messo il piede su alcuno

come su un ponte o un trampolino.

Da sola hai iniziato il cammino,

per incontrarlo come un tuo pari

e per amarlo sinceramente.

Se arriverai lontano,

o infangata cadrai,

o diventerai cieca per l'immensità

non sai, ma sei tenace.

Se anche ti annientassero per strada,

il tuo stesso partire

è già un punto d'arrivo.

Donna sola in cammino.

Eppure vai avanti.

Eppure non ti fermi.

Nessun uomo può

essere così solo

come una donna sola.

Il buio davanti a te cala

una porta chiusa a chiave.

E non parte mai, di notte

la donna sola in cammino.

Ma il sole come un fabbro

schiude i tuoi spazi all'alba.

Tu cammini però anche nell'oscurità

e non ti guardi intorno con timore.

E ogni tuo passo

è un pegno di fiducia

verso l'uomo nero

col quale a lungo ti hanno impaurita.

Risuonano i passi sulla pietra.

Donna sola in cammino.

I passi più silenziosi e arditi

sulla terra umiliata,

anche lei

donna sola in cammino.

1965 - Blaga Dimitrova

                         

Dimmi donna dove nascondi il tuo mistero

donna acqua pesante volume trasparente

più segreta quanto più ti spogli

quale è la forza del tuo splendore inerme

la tua abbagliante armatura di bellezza

dimmi non posso più con tante armi

donna seduta sdraiata abbandonata

insegnami il riposo il sonno e l'oblio

insegnami la lentezza del tempo

donna tu che convivi con la tua carne ignominiosa

come accanto ad un animale buono e calmo

donna nuda di fronte all'uomo armato

togli dalla mia testa questo casco d'ira

calmami guariscimi stendimi sulla fresca terra

toglimi questi vestiti di febbre che mi asfissiano

sommergimi indeboliscimi avvelena il mio pigro sangue

donna roccia della tribù sbandata

discingimi queste maglie e cinture di rigidezza e paura

con cui mi atterrisco e ti atterrisco e ci separo

donna oscura e umida pantano edenico

voglio la tua larga fragrante robusta sapienza,

voglio tornare alla terra e ai suoi succhi nutritivi

che corrono sul tuo ventre e i tuoi seni e irrigano la tua carne

voglio recuperare il peso e la completezza

voglio che tu m'inumidisca, m'ammolli, m'effemini

per capire la femminilità, la morbidezza umida del mondo

voglio appoggiata la fronte nel tuo grembo materno tradire

il ferreo esercito degli uomini

donna complice unica terribile sorella

dammi la mano torniamo ad inventare il mondo noi due soli

voglio non distaccare mai gli occhi da te

donna statua fatta di frutta colomba cresciuta

lasciami sempre vedere la tua misteriosa presenza

il tuo sguardo di ala e seta e lago nero

il tuo corpo tenebroso e raggiante plasmato di slancio senza incertezze

il tuo corpo infinitamente più tuo che per me quello mio e che

dai di slancio senza incertezze senza tenerti niente il tuo

corpo pieno e uno illuminato tutto di generosità donna mendicante

prodiga porto del pazzo Ulisse non permettere che io

dimentichi mai la tua voce di uccello memorioso

la parola calamitata che nel tuo intimo pronunci sempre nuda

la parola sempre giusta di folgorante ignoranza

la selvaggia purezza del tuo amore insensato

delirante senza freno abbrutito invidiato

il gemito nettissimo della tenerezza

lo sguardo pensieroso della prostituzione

la cruda chiara verità dell'amore che assorbe e divora e

si alimenta l'invisibile zampata della divinazione

l'accettazione la comprensione la sapienza senza strade

la spugnosa maternità terreno di radici

donna casa del doloroso vagabondo

dammi da mordere la frutta della vita

la stabile frutta di luce del tuo corpo abitato

lasciami reclinare la mia fronte funesta

sul tuo grave grembo di paradiso boscoso

spogliami acquietami guariscimi di questa colpa acre

di non essere sempre armato ma soltanto io stesso.

Tomàs Segovia

                            

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Coricate sulla sabbia come armento pensoso

volgono gli occhi verso l'orizzonte marino

e i piedi che si cercano,

le mani ravvicinate hanno dolci languori e brividi amari.

Le une, cuori innamorati di lunghe confidenze,

nel folto dei boschetti sussurranti di ruscelli,

vanno riandando l'amore delle timide infanzie

e incidendo il legno verde dei giovani arbusti;

altre, camminano lente e gravi come suore

attraverso le rocce piene di apparizioni,

dove Sant'Antonio vide sorgere, come lava,

i seni nudi e purpurei delle sue tentazioni;

e ve n'è che ai bagliori di resine stillanti,

nel muto cavo di vecchi antri pagani,

ti chiamano in soccorso delle loro febbri urlanti,

o Bacco, che sai assopire gli antichi rimorsi.

Altre, il cui petto ama gli scapolari

e nascondono il frustino entro le lunghe vesti,

mischiano, nelle notti solitarie e nei boschi scuri,

la schiuma del piacere e le lagrime degli strazi.

O vergini, o demòni, mostri, martiri,

grandi spiriti spregiatori della realtà,

assetate d'infinito, devote o baccanti,

piene ora di gridi ora di pianti,

o voi, che la mia anima ha inseguito nel vostro inferno,

sorelle, tanto più vi amo quanto più vi compiango

per i vostri cupi dolori, per le vostre seti mai saziate,

per le urne d'amore di cui traboccano i vostri cuori.

(Charles Baudelaire)

 
 
 
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ROSSO FOTO di ROSSO VENEXIANO

SENZA FRETTA

LA VITA E' COSI' PICCOLI ISTANTI CHE DANNO ANCORA UN SENSO A QUESTA NOSTRA  FRAGILE  REALTA'LA VITA E' COSI' VIVILA SENPRE E PRIMA O POI  ALL'IMPROVVISO ANCORA TI SORPRENDERA'

SOGNARE E' LECITO 

 

 

 
 

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