Creato da artfactory il 05/09/2005
 

arte passione amore

un vero amore non sa parlare.

 

Ultimi Commenti

sexydamilleeunanotte
sexydamilleeunanotte il 10/09/16 alle 09:02 via WEB
ho letto molto volentieri questo articolo.Ciao da

Artecreo

 
sexydamilleeunanotte
sexydamilleeunanotte il 09/09/16 alle 18:02 via WEB
grazie a questo post mi si sono schiarite le idee. Grazie. Ciao da

cr-edilizia

 
sexydamilleeunanotte
sexydamilleeunanotte il 09/09/16 alle 17:59 via WEB
articolo veramente ben fatto complimenti. Ciao da

cr-edilizia

 
artfactory
artfactory il 22/09/13 alle 20:52 via WEB
un sorriso scorre grazie di essere passata un abbraccio
 
SEMPLICE.E.DOLCE
SEMPLICE.E.DOLCE il 11/03/13 alle 21:56 via WEB
..splendido pensiero luciano .buona serata un abbraccio dal cuore lucy
 
SEMPLICE.E.DOLCE
SEMPLICE.E.DOLCE il 25/12/12 alle 16:30 via WEB

a u g u r i !!!
Buon Natale a te e famiglia ...
...B U O N E ...F E S T E !!!! lucy
 
semprepazza
semprepazza il 24/12/12 alle 18:00 via WEB
Buon Natale, Luciano, pace, serenità, speranza, come traspare dagli splendidi dipinti. Diana
 
massimocoppa
massimocoppa il 23/12/12 alle 21:04 via WEB
buon natale!
 
artfactory
artfactory il 08/07/12 alle 15:33 via WEB
Le parole sono buone. Le parole sono cattive. Le parole offendono. Le parole chiedono scusa. Le parole bruciano. Le parole accarezzano. Le parole sono date, scambiate, offerte, vendute e inventate. Le parole sono assenti. Alcune parole ci succhiano, non ci mollano; sono come zecche: si annidano nei libri, nei giornali, negli slogan pubblicitari, nelle didascalie dei film, nelle carte e nei cartelloni. Le parole consigliano, suggeriscono, insinuano, ordinano, impongono, segregano, liberano, eliminano. Sono melliflue o aspre. Il mondo gira sulle parole lubrificate con l’olio della pazienza. I cervelli sono pieni di parole che vivono in santa pace con le loro contrarie e nemiche. Per questo le persone fanno il contrario di quel che pensano, credendo di pensare quel che fanno. Ci sono molte parole. E ci sono i discorsi, che sono parole accostate le une alle altre, in equilibrio instabile grazie a una sintassi precaria, fino alla conclusione del “Dissi” o “Ho detto”. Con i discorsi si commemora, si inaugura, si aprono e chiudono riunioni, si lanciano cortine fumogene o si dispongono tende di velluto. Sono brindisi, orazioni, conferenze, dissertazioni. Attraverso i discorsi si trasmettono lodi, ringraziamenti, programmi e fantasie. E poi le parole dei discorsi appaiono allineate su dei fogli, dipinte con inchiostro tipografico - e per questa via entrano nell’immortalità del Verbo. Accanto a Socrate, il presidente dell’assemblea affigge il discorso che ha aperto il rubinetto della fontana. E le parole scorrono, fluide come il “prezioso liquido”. Scorrono interminabili, allagano il pavimento, salgono alle ginocchia, arrivano alla vita, alle spalle, al collo. È il diluvio universale, un coro stonato che sgorga da milioni di bocche. La terra prosegue il suo cammino avvolta in un clamore di pazzi che gridano, che urlano, avvolta anche in un mormorio docile, sereno e conciliatore. C’è di tutto nel coro: tenori e tenori leggeri, bassi, soprani dal do di petto facile, baritoni trasbordanti, mezzocontralti. Negli intervalli, si ode il suggeritore. E tutto ciò stordisce le stelle e perturba le comunicazioni, come tempeste solari.. Perché le parole hanno cessato di comunicare. Ogni parola è detta perché non se ne oda un’altra. La parola, anche quando non afferma, si afferma. La parola non risponde, né domanda: accumula. La parola è l’erba fresca e verde che copre la superficie dello stagno. La parola è polvere negli occhi e occhi bucati. La parola non mostra. La parola dissimula. Per questo urge mondare le parole perché la semina si muti in raccolto. Perché le parole siano strumento di morte - o di salvezza. Perché la parola valga solo ciò che vale il silenzio dell’atto. C’è anche il silenzio. Il silenzio, per definizione, è ciò che non si ode. Il silenzio ascolta, esamina, osserva, pesa e analizza. Il silenzio è fecondo. Il silenzio è terra nera e fertile, l’humus dell’essere, la tacita melodia sotto la luce solare. Cadono su di esso le parole. Tutte le parole. Quelle buone e quelle cattive. Il grano e il loglio. Ma solo il grano dà il pane. José Saramago - Di questo mondo e degli altri
 
artfactory
artfactory il 14/06/12 alle 22:21 via WEB
perdonate il video seguite il link http://www.youtube.com/watch?v=duogBIqVg70&feature=related
 
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ROSSO FOTO di ROSSO VENEXIANO

SENZA FRETTA

LA VITA E' COSI' PICCOLI ISTANTI CHE DANNO ANCORA UN SENSO A QUESTA NOSTRA  FRAGILE  REALTA'LA VITA E' COSI' VIVILA SENPRE E PRIMA O POI  ALL'IMPROVVISO ANCORA TI SORPRENDERA'

SOGNARE E' LECITO 

 

 

 
 

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