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IL SAPERE

Post n°3372 pubblicato il 09 Novembre 2009 da artfactory

STADIO.

Schulze e Grünbein, la vita nuova della letteratura tedesca dopo il Muro

La caduta del Muro di Berlino racconta la storia di un mondo nuovo: insieme ai mattoni, nel novembre 1989 si sbriciola l’idea di due mondi contrapposti e l’Europa entra definitivamente nel futuro. Mentre storici e politologi ripercorrono le tappe che hanno portato al 9 novembre e alla fine della DDR, abbiamo voluto ricordare quel giorno anche attraverso gli occhi della letteratura.

Per rivivere la rivoluzione di Berlino, del resto, non si può prescindere dalle pagine di Ingo Schulze e Durs Grünbein: narratore il primo, poeta il secondo, entrambi nati a Dresda nel 1962, a distanza di pochi mesi; entrambi hanno conosciuto la Germania divisa e hanno assistito alla riunificazione della Patria. Entrambi, con la forza della parola scritta, hanno reso immortali quel giorno di novembre e la difficile ricerca di un destino comune per tutti i tedeschi.

“Certe cose oggi non si possono nemmeno immaginare: non aver saputo cos’era un espresso!” ricorda Schulze: “Oppure, come Tuermer, non sapere che vuol dire cash. Parlo di lui, ma io ho pensato per la prima volta al denaro a 28 anni. Prima i soldi non avevano avuto nessun posto nella mia vita”. Tuermer è il protagonista di Vite nuove (Feltrinelli, 2007), considerato in tutta Europa “il” romanzo sulla caduta del muro di Berlino: “Sette anni ho lavorato a questo romanzo e tre ne ho passati a decidere la forma” ha raccontato lo scrittore in un'intervista, “volevo parlare di che cosa era stata la Germania Est ma anche di quello che era venuto dopo”. Il dopo, appunto: è nell’ex DDR del 1990 che il protagonista, aspirante scrittore, volta le spalle al passato ed inizia a lavorare per un nuovo giornale. Giorno dopo giorno, Tuermer – insieme alla nuova Germania – scopre un nuovo lato di sé: l’ambizione e l’arrivismo, due tratti della contemporaneità e di quell’Occidente sconosciuto ai ragazzi di Berlino Est.

Con Vite Nuove Schulze ha vinto il Grinzane Cavour nel 2007, e le motivazioni della giuria aiutano a comprendere la portata della sua opera: “Questo complesso romanzo di formazione traccia, nel raffronto fra la vita di ieri e di oggi, la crisi di identità di un soggetto disorientato di fronte alla fine delle ideologie e all’inadeguatezza nel mondo attuale di qualsiasi utopia”. Scoprire l’Occidente, per chi è sempre vissuto a Est: questa è la missione di Tuermer. Ma è davvero possibile, per chi ha vissuto nella DDR, integrarsi completamente nel nuovo mondo? L’autore crede che “ci sia come uno strato in più, tra noi e le cose” e che resti comunque “l’imprinting del socialismo”: “Ma non è una forma mentis solo di chi viene da paesi del socialismo reale” continua Schulze, “ho avuto un caro amico, uno scrittore egiziano, che diceva le stesse cose. E così amici israeliani. In fondo l’Occidente crede di rappresentare la maggioranza, ma i critici sono ben più numerosi”.

Dopo aver raccontato la Germania riunita, Schulze è tornato a scrivere di quella divisa in Adam e Evelyn (Feltrinelli, 2009). Più leggero di Vite nuove, il nuovo romanzo racconta la storia d’amore dei due protagonisti nell’estate 1989, a un passo dalla libertà: e il tempo, nelle opere d’ambientazione tedesca, è fondamentale perché – racconta lo scrittore – “una love story vissuta nell’88 non sarà mai come quelle nate dopo l’89 o il ’90”. Due libri, il prima e il dopo. E oggi, com’è la Germania Est a vent’anni dal 1989? “Case ristrutturate, strade in ottimo stato, ambiente relativamente pulito e ben mantenuto. Nelle cittadine più piccole, però, nelle campagne più discoste dai centri urbani mancano gli abitanti. I giovani soprattutto, e soprattutto le donne, si trasferiscono a Ovest, o all’estero”.

Gli amanti della poesia posso invece rivivere le emozioni dell’89 in compagnia dei versi di Durs Grünbein. Per conoscere meglio il poeta, abbiamo chiesto aiuto a Eraldo Affinati, autore di “Berlin” (Rizzoli, 2009) e grande conoscitore della letteratura tedesca: “Secondo me Durs Grünbein è uno dei più grandi poeti contemporanei: la sua lucidità lirica, senza concessioni, mi colpisce sempre, è come se lui ci dimostrasse che la vera poesia non muore mai”. Opinione condivisa da Philip Brady, il quale – sul “Times Literary Supplement” – ha osservato come “nessun autore della Germania Est, certamente nessun poeta della Germania Est, abbia avuto un impatto maggiore sugli anni novanta”. Originario di Dresda, come Schulze, il poeta si è trasferito a Berlino Est nel 1985, giusto in tempo per osservare da vicino gli ultimi quattro anni della capitale divisa: un’esperienza di cui, più o meno volontariamente, i versi giovanili recano una traccia.

“Io sono nato nella Germania Est, sotto la dittatura, ma mi sono smarcato presto da quel retaggio” ha raccontato Grünbein: “Nelle mie opere iniziali, il muro e la sua mistica erano presenti” ammette il poeta, “ma ho sempre cercato di non chiudermi nella letteratura della divisione, di non confinarmi alla poesia che trovava la sua ispirazione soltanto nella disputa ideologica, nell’insoddisfazione e delusione provocate dal regime comunista o nella polemica anticapitalistica”. Più del teatro o del romanzo, sembra dirci lo scrittore, la poesia ha una responsabilità: quella di volare alto, di non fermarsi sul piano della politica o della stretta attualità: “Anche grazie a questo atteggiamento, dopo la caduta del muro, non ho avuto la sensazione di smarrimento avvertita da altri autori” osserva Grünbein, “forse perché dopo il 1989 è di nuovo possibile avere in letteratura una posizione romantica, quella a me più congeniale”.

Del poeta tedesco, Einaudi ha pubblicato la raccolta poetica A metà partita (1999), Della neve ovvero Cartesio in Germania (2005) – in cui l’autore racconta in versi la nascita del razionalismo e della modernità – e Il primo anno. Appunti berlinesi (2004), un memoriale autobiografico che parte dal nuovo millennio e torna indietro nel tempo, fino all’infanzia a Dresda. Cosa troveremo nelle poesie di Grünbein? Eraldo Affinati percepisce “i frantumi del ventesimo secolo, ma anche la consapevolezza che soltanto ricomponendoli possiamo andare avanti”: “Naturalmente questo gesto espressivo non può essere banalizzato in senso geopolitico – osserva lo scrittore italiano – tuttavia possiamo dire che con Durs Grunbein la nuova sensibilità tedesca, successiva all’unificazione, offre all’Europa un tassello significativo”. Il nuovo poeta della Germania unita: una bella scoperta festeggiare i vent’anni della caduta del muro di Berlino.

(Eraldo Affinati – vincitore con “Berlin” del Premio Recanati Festival e del Superflaiano 2009 – ricorderà la caduta del muro di Berlino il 1° dicembre 2009 a Genova, Palazzo Ducale, ore 21.00).

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Joe Schittino per il “Ventennale della caduta del Muro”

muro

L’acqua che divenne muro (Wasser das zeur mauer wurde)”, oratorio del siracusano Joe Schittino sarà eseguita in prima nazionale ai Benedittini di Catania il 9 Novembre alle 20,30 in occasione del ventennale della caduta del Muro di Berlino.

L’ opera, commissionata dalla “Els Lasker-Schuler Gesellschaft”, la fondazione che tutela gli artisti perseguitati della Germania est, su testi di Kòlaus Rohleter, un autore fra i più rinomati in Germania, è stata già eseguita il 1° ottobre a Wuppertal, riscuotendo enorme successo di critica e pubblico, sempre nell’ambito della storica ricorrenza.

Joe Schittino (Siracusa 1977, segno zodiacale Acquario) dottore in lettere, pianista, maestro concertatore e direttore d’orchestra, è stato già protagonista alla Maison d’Education Legion d’Onore di Parigi, in St.Denis, per la prima mondiale della sua opera per piano (Michelk Debock) e clarinetto (Angelo Cavarra), “WINTERSIRF” (Fuoco d’inverno), che è stato inciso per la EDITION TRANSATLANTIQES DI PARIGI. I critici lo danno già come uno dei maggiori successi per la prossima stagione.

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lunedì 09 novembre 2009, 12:05
1989-2009: viaggio nella ex cortina di ferro

Milano - E' andato giù vent'anni fa. Picconata dopo picconata. Quel Muro, costruito nel 1961 per dividere la Germania Ovest dalla Germania Est, Berlino Ovest da Berlino Est, era più di un simbolo. Guerra fredda e rappresentazione materiale della distanza tra i due blocchi. Separati e contrapposti. Barriera invalicabile, cemento armato altro tre metri, il cuore della Cortina di ferro che correva lungo il confine tra i Paesi dei due schieramenti. Il crollo del Muro, la fine dei regimi comunisti, lo sciogliersi al sole della Guerra fredda furono anticipati nell'agosto dello stesso anno dallo smantellamento della Cortina da parte del governo di Budapest. Tutti guardavano a Gobarciov, Mosca non reagì. E fu il principio della fine di un'epoca e l'inizio di un'altra. La nostra. Quella della globalizzazione e degli spostamenti senza frontiere. Ma questa è un'altra storia.

In memoria del muro Ha cominciato Bono. Concerto con gli U2 alla Porta di Brandeburgo. Doveva essere in ricordo della caduta del Muro. Sarà ricordato per la creazione di un muro, di metallo. Per impedire di sentire il concerto a chi non aveva pagato il biglietto. Eventi e happening si susseguiranno per giorni. Anche in Italia c'è chi si è mosso. Due equipaggi muniti di telecamera, macchina fotografica, recorder e tavole da disegno si sono dati appuntamento a Berlino, e da qui sono partiti in direzioni opposte: il primo, diretto a nord, ha viaggiato in Germania, Polonia, Estonia, Lettonia, Litania e Russia, mentre il secondo, diretto a sud, ha toccato Repubblica Ceca, Ungheria, Romania e Bulgaria. Lungo tutto il percorso della Cortina di ferro.

Il progetto Iron Curtain Dopo tre settimane di viaggio gli equipaggi sono rientrati alla base con decine di interviste a scrittori, politici, musicisti, sportivi, fotografi, dissidenti e gente comune, la cui vita è radicalmente cambiata con la caduta del muro di Berlino. L'insieme delle storie forma un affresco intergenerazione che celebra la forza degli ideali, ma anche racconta il naufragio dei sogni a contatto con i nuovi stili di vita occidentali. Il risultato è un sito navigabile e fortemente interattivo, all'interno del quale sono racchiusi 35 mini film, della durata variabile di 2-10 minuti. Seguendo i punti dell'itinerario lungo una mappa della vecchia Europa, l'utente può scoprire le tappe del viaggio, leggere schede informative, ascoltare documenti sonori dell'epoca, ripercorrendo i sogni e le vite di decine di personaggi nati all’ombra della Cortina. Lo stile della narrazione è inedito, e fonde video, fotografia, fumetto, animazione, grafica e musica.

Gli autori Il progetto è coordinato dal giornalista di Peace Reporter Angelo Miotto. Il team produttivo è composto dal regista Matteo Scanni; dai fotografi di Prospekt, Samuele Pellecchia e Massimo Sciacca; dai giornalisti di Peace Reporter, Luca Galassi e Nicola Sessa e dall'illustratore Davide Toffolo per Becco Giallo. Il progetto è stato selezionato al Festival Visa Pour l'Image di Perpignan come uno dei nove migliori web documentari a livello mondiale; dal Festival Europeen des Quatre Ecrans del Centre Pompidou di Parigi e dal prestigioso Idfa - International Documentare Film Festival di Amsterdam, dove è attualmente tra i finalisti.

Gli appuntamenti Per sole 48 ore (oggi e domani) l'esclusivo documento giornalistico multimediale prodotto da PeaceReporter, Prospekt, On/off e Becco Giallo sarà disponibile online grazie a una prestigiosa rete di testate internazionali – tra cui il Giornale - che linkano The Iron Curtain Diaries 1989-2009 all'indirizzo www.theironcurtaindiares.org. Inoltre, sempre oggi, Bonsai Tv trasmetterà in esclusiva televisiva a partire dalle ore 22, 40 video storie contenute in 'The Iron Curtain Diaries 1989-2009', sottotitolate in italiano. La trasmissione sarà replicata anche il 16, il 23 e il 30 novembre.

Le storie Da Paul Kalkbrenner deejay di grido delle notti di Berlino; a Alisa Resnik, fotografa ebrea russa; da Andrea Dresen, regista tedesco premiato a Cannes; a Lazlo Nagy, organizzatore del pic-nic paneuropeo di Sopron, l'evento che ha anticipato di qualche mese la caduta del muro di Berlino; allo scrittore berlinese, Ingo Schulze, giudicato dal New York Times uno dei primi dieci autori del nuovo millennio. Quaranta storie che formano un grande affresco intergenerazionale che celebra la forza degli ideali ma anche il naufragio dei sogni a contatto con i nuovi stili di vita occidentali.

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http://www.youtube.com/watch?v=6Lxhn74l2NY

LA BOCCONI............TENPI

http://www.youtube.com/watch?v=3wfvsnNse14

SAMUELE BERSANI

Berlino, 20 anni dalla caduta del Muro Napolitano: "Affermazione di libertà

Berlino - Una nuova barriera si snoda in questi giorni a Berlino su un percorso di 1,5 km davanti alla Porta di Brandeburgo, fra il Bundestag e la Potsdamer Platz, là dove una volta si ergeva il Muro di cemento che ha diviso per 28anni l'attuale capitale della Germania. Con la cerimonia religiosa ecumenica celebrata alla presenza del presidente federale Horst Koehler e del cancelliere Angela Merkel sono iniziate nella chiesa di Gethsemane nel quartiere di Prenzlauer Berg - centro di raccolta nella ex Berlino est per il movimento di resistenza al regime nella Germania orientale - le commemorazioni ufficiali. "Il giorno più felice per il nostro paese unito", ha commentato la Merkel.

Un nuovo muro da abbattere Il nuovo muro è fatto da mille tessere da domino alte 2,5 metri, larghe 1 metro e profonde 40 cm per un peso totale di 20 kg ciascuna, quasi tutte colorate e piene di disegni con temi che ricordano l'apertura del muro avvenuta il 9 novembre 1989. Alla loro realizzazione hanno partecipato 240 scuole tedesche con circa 500 classi, oltre a 210 associazioni e privati, più 220 iniziative internazionali. L'idea ha avuto il patrocinio di un centinaio di personalità internazionali, tra cui Nelson Mandela, Mikhail Gorbaciov, Muhammad Yunus o Lech Walesa.

Tutto il mondo fa memoria Con la spettacolare caduta delle mille tessere che questa sera sarà trasmessa in diretta dalle televisioni, gli organizzatori vogliono ricordare il crollo del vero muro che vent'anni fa diede l'avvio alla riunificazione della Germania, la fine della guerra fredda e la chiusura di una ferita che divideva l'Europa e il mondo intero. Senza dimenticare l'implosione e la scomparsa dell'Unione Sovietica e l'inizio di una nuova epoca. Oggi, davanti alla Porta di Brandeburgo tornata a splendere nel suo pieno fulgore e nuovamente circondata da edifici di ogni genere, della tensione nervosa e anche della gioia della folla in quella notte di 20 anni fa è rimasto solo un vago ricordo.

La festa per i vent'anni La caduta delle tessere è il momento culminante della festa per i 20 anni dalla rivoluzione pacifica e dalla apertura del muro. Per questo Berlino ha invitato i capi di Stato e di governo del 27 paesi membri dell'Unione Europea (per l'Italia é atteso il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi) ma anche il presidente russo Dmitri Medvedev, e altri. I grandi assenti saranno l'ex cancelliere e padre della riunificazione Helmut Kohl (ancora alle prese con problemi di salute dopo una rovinosa caduta a febbraio 2008) e il presidente americano Barack Obama. "Dobbiamo avere coscienza che la libertà non è sinonimo di egoismo, di individualismo - ha commentato Berlusconi - la libertà è vera quando è relazione con gli altri, quando rivendica legittimi diritti ma si fa carico dei doveri verso la società".

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