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arte passione amore

un vero amore non sa parlare.

 

 

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GIORNI SABBATICI

Post n°3381 pubblicato il 13 Novembre 2009 da artfactory
Foto di artfactory

La cattiva strada

Alla parata militare
sputò negli occhi a un innocente
e quando lui chiese perché
lui gli rispose questo è niente
e adesso è ora che io vada
e l'innocente lo segui,
senza le armi lo seguì
sulla sua cattiva strada.

Nei viali dietro la stazione
rubò l'incasso a una regina
e quando lei gli disse « come »
lui le rispose « forse è meglio è come prima
forse è ora che io vada »
e la regina lo seguì
col suo dolore lo segui
sulla sua cattiva strada.

E in una notte senza luna
truccò le stelle ad un pilota
quando l'aeroplano cadde
lui disse « è colpa di chi muore
comunque è meglio che io vada»
ed il pilota lo seguì
senza le stelle lo seguì
sulla sua cattiva strada

A un diciottenne alcolizzato
versò da bere ancora un poco
e mentre quello lo guardava
lui disse « Amico ci scommetto stai per dirmi
adesso è ora che io vada »
l'alcolizzato lo capì
non disse niente e lo seguì
sulla sua cattiva strada.

Ad un processo per amore
baciò le bocche dei giurati
e ai loro sguardi imbarazzati
rispose « Adesso è più normale
adesso è meglio, adesso è giusto, giusto, è giusto
che io vada»
ed i giurati lo seguirono
a bocca aperta lo seguirono
sulla sua cattiva strada,
sulla sua cattiva strada.

E quando poi sparì del tutto
a chi diceva «è stato un male »
a chi diceva « è stato un bene »
raccomandò « non vi conviene
venir con me dovunque vada,
ma c'è amore un po' per tutti
e tutti quanti hanno un amore
sulla cattiva strada
sulla cattiva strada

DE ANDRE

 


 

RAGIONAMENTI INTORNO ALLA POESIA

 

 

leggero LUCIANO

Un matto
 
Ogni villaggio ha bisogno del suo matto.

Poco importa se poi sia veramente pazzo o, semplicemente, più delicato, fragile. Tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riesci ad esprimerlo con le parole, in effetti per una cosa del genere il sottoscritto impazzirebbe...........

Molti geni sono stati derisi e torturati; vedevo un film di successo, l’altra sera, basato sulla vera vita di un moderno luminare della matematica, malato di schizofrenia. 

Le formidabili intuizioni di John Nash sono applicate oggi all’economia, alla chimica, alla genetica; la sua Teoria dei Giochi, elaborata nel corso degli anni 50, lo ha portato, nel 1994, alla conquista del Premio Nobel. C’è una scena tragica, nel film, una scena che mi ha straziato; Nash varca la soglia di Princeton con i suoi fantasmi, con le sue follie, litigando con il nulla e un giovane, uno studente, scimmiotta la camminata del luminare, seguendolo come un ombra burattina ed infedele.

La gente ha bisogno dei matti, perché i matti ci rendono più sicuri dentro alla nostra nullità.

C’era Dino Campana, uno dei più grandi poeti del novecento, considerato matto e semplicemente matto da un uomo che rispondeva al nome di Umberto Saba; Campana morì in manicomio, questo per la cronaca, e molti critici e troppe antologie scolastiche ancora lo ignorano.

In ogni villaggio c’è un matto, il mondo lo vuole, lo reclama a gran voce, un matto su cui sputare veleno, un matto da compatire, un matto da deridere. Genio e follia, si dice spesso.

Certo, quando i matti dimostrano qualcosa allora divengono angelo e diavolo, prima semplicemente matti. Ci sono tanti matti, nelle nostre città.

Gente che passa le giornate a dar da mangiare ai piccioni; forse perché i piccioni valgon più delle persone, perché c’è più logica nel loro volo che nelle nostre architetture verticali.

La logica vista dove gli altri non vedono assolutamente nulla; il matto è la cosa più vicina al poeta, al matematico, al filosofo; il matto vive di intuizioni mentre gli altri abitanti del villaggio si ostinano a creare e cercare certezze.

I matti sono quei registi che ti prendono l’Olocausto e sopra ci costruiscono una favola, e poi prendono una favola e ti lasciano a bocca aperta perché io Pinocchio non lo ricordavo mica così tragico, con la luna gigantesca mentre lui viene impiccato sull’albero. Genio e follia, si diceva.

Secondo me è una stronzata; in realtà sono tutte intuizioni, i matti trascorrono le ore rimanendo distanti dal loro corpo e dagli eventi, mentre noi bestemmiamo al semaforo il matto parla con un lupo e si presenta nudo dal Papa. E poi lo chiamarono San Francesco.

Perché mica solo i villaggi; anche cinema, letteratura e religione hanno bisogno dei matti.

UNA STORIA SBAGLIATA

 

TANTO LO SAI CHE CI SONO....

Amico fragile

Evaporato in una nuvola rossa
in una delle molte feritoie della notte
con un bisogno d'attenzione e d'amore
troppo, "Se mi vuoi bene piangi"
per essere corrisposti, valeva la pena divertirvi le serate estive
con un semplicissimo , "Mi ricordo"
per osservarvi affittare un chilo d'erba
ai contadini in pensione e alle loro donne
e regalare a piene mani oceani
ed altre ed altre onde ai marinai in servizio
fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli
senza rimpiangere la mia credulità;
perché già dalla prima trincea
ero più curioso di voi
ero molto più curioso di voi.

E poi sospeso tra i vostri "Come sta"
meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci
tipo "Come ti senti amico, amico fragile,
se vuoi potrò occuparmi un'ora al mese di te"
"Lo sa che io ho perduto due figli"
"Signora lei è una donna piuttosto distratta"

E ancora ucciso dalla vostra cortesia
nell'ora in cui un mio sogno
ballerina di seconda fila,
agitava per chissà quale avvenire
il suo presente di seni enormi
e il suo cesareo fresco,
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra.

E poi seduto in mezzo ai vostri arrivederci,
mi sentivo meno stanco di voi
ero molto meno stanco di voi

Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta
fino a vederle spalancarsi la bocca
Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli
di parlare ancora male e ad alta voce di me
Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo
con una scatola di legno che dicesse perderemo
Potevo chiedervi come si chiama il vostro cane
il mio è un po' di tempo che si chiama Libero
Potevo assumere un cannibale al giorno
per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle
Potevo attraversare litri e litri di corallo
per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci.

E mai che mi sia venuto in mente,
di essere più ubriaco di voi
di essere molto più ubriaco di voi.

DE ANDRE

labbra20mr

 

UN BUON.........

 

 

 

erotismo

DAL WEB

Entra,
in punta di piedi,
attenta
a non svegliare i sogni,
dormono coperti
da apparecchiate
lucenti stelle.

 
 
 
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ROSSO FOTO di ROSSO VENEXIANO

SENZA FRETTA

LA VITA E' COSI' PICCOLI ISTANTI CHE DANNO ANCORA UN SENSO A QUESTA NOSTRA  FRAGILE  REALTA'LA VITA E' COSI' VIVILA SENPRE E PRIMA O POI  ALL'IMPROVVISO ANCORA TI SORPRENDERA'

SOGNARE E' LECITO 

 

 

 
 

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