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arte passione amore

un vero amore non sa parlare.

 

 

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RIGUARDANDOSI

Post n°3383 pubblicato il 14 Novembre 2009 da artfactory

Italia, sull’onda del mito romantico. del reprobo, definito anche Maledettismo, viene a svilupparsi la Scapigliatura, Appartengono, tra gli altri (inclusi pittori e musicisti), i poeti Emilio Praga, Vittorio Imbriani, Giovanni Camerana, Iginio Ugo Tarchetti, CarlODossied Arrigo Boito. La poetica si basa su un pensiero ribelle e rivoluzionario nei confronti della società. I poeti che fanno parte di questa scia letteraria hanno solitamente un'acconciatura alquanto strana per l’epoca: capelli arruffati, lunghi e variopinti, tanto da venir definiti "Scapigliati.

La Morte, l’Indifferenza e la Ribellione costituiscono gli elementi fondamentali del Maledettismo..............

 Son diventato pallido?
Ci son avvezzo: non è nulla, taci.
M’han guastato lo stomaco
Le polpette dell’oste ed i tuoi baci. 
 
(Olindo Guerrini, da Postuma

Paul Verlaine

 C’est Poètes absolus qu’il fallait dire pour rester dans le calme, mais outre que le calme n’est guère de mise en ces temps-ci, notre titre a cela pour lui qu’il répond juste à notre haine et, nous en sommes sûr, à celle des survivants d’entre les Tout-Puissants en question, pour le vulgaire des lecteurs d’élite — une rude phalange qui nous la rend bien.
Absolus par l’imagination, absolus dans l’expression, absolus comme les Reys-Netos des meilleurs siècles.
Mais maudit!
Jugez-en. 
 Avremmo dovuto dire Poeti Assoluti per restare nella calma, ma oltre al fatto che la calma poco si addice di questi tempi, il nostro titolo ha questo, che risponde in modo adeguato al nostro odio e, ne siamo sicuri, a quello dei sopravvissuti tra gli Onnipotenti in questione, per la volgarità dei lettori elitari - una rude falange che ben ce lo rende.
Assoluti per l'immaginazione, assoluti nell'espressione, assoluti come i Rey-Netos dei migliori secoli.
Ma maledetti!
Giudicate. 
(Paul Verlaine, Les poètes maudits-

RINO GAETANO - IL CIELO E' SEMPRE PIU' BLU

 

dal giorno in cui egli seppe leggere fu Poeta, e d’allora appartenne alla razza sempre maledetta dalle potenze della terra... 
 

Figura tragica spinta agli estremi, sprofondata non di rado nella demenza, l’immagine del poète maudit costituisce, in qualche modo, il vertice insuperabile del pensiero romantico. Esso domina una concezione della poesia caratteristica della seconda metà del XIX secolo

L’espressione «poète maudit» (poeta maledetto) ha superato i limiti di un’epoca, e può oggigiorno qualificare altri autori oltre agli amici di Verlaine 2. Essa designa in generale un poeta (ma anche musicista, artista in genere) di talento che, incompreso, rigetta i valori della società, conduce uno stile di vita provocatorio, pericoloso, asociale o autodistruttivo (in particolare consumando alcol e droghe), redige testi di una difficile lettura e, in generale, muore ancor prima che al suo genio venga riconosciuto il suo giusto valore. Questo appellativo di maledetto lo attibuì Verlaine a sé stesso, ma esso avvolge in un alone indefinibile autori di epoche diverse come Cecco Angiolieri, François Villon, Thomas Chatterton,

 Aloysius Bertrand, Gérard de Nerval, Charles Baudelaire, Lautréamont, Petrus Borel, Charles Cros, Germain Nouveau, Antonin Artaud, Émile Nelligan, Armand Robin, Olivier Larrondeo ancora, John Keatsed Edgar Allan Poe

dal giorno in cui egli seppe leggere fu Poeta, e d’allora appartenne alla razza sempre maledetta dalle potenze della terra..

 La musica prima di ogni cosa,
e per questo scegli l'impari
più vago e solubile nell'aria
senza nulla in sé che pesi o posa 

A GEORGES

 

 

Non ho fatto il militare......

DOTTI MEDICI E SAPIENTI

BENNATO.

PROUST

 A lungo, mi sono coricato di buonora. Qualche volta, appena spenta la candela, gli occhi mi si chiudevano così in fretta che non avevo il tempo di dire a me stesso: "Mi addormento". E, mezz'ora più tardi, il pensiero che era tempo di cercar sonno mi svegliava; volevo posare il libro che credevo di avere ancora fra le mani, e soffiare sul lume; mentre dormivo non avevo smesso di riflettere sulle cose che poco prima stavo leggendo, ma le riflessioni avevano preso una piega un po' particolare; mi sembrava d'essere io stesso quello di cui il libro si occupava: una chiesa, un quartetto, la rivalità di Francesco I e Carlo V. 
 
 

 STA UN BEL GIORNO LA COMANDANTE DEI VIGLI MI ASSICURA CHE LE MULTE SONO TROPPO VECCHIE PERCIO' I PUNTI RESTANO A CASOCCIA,OLTRE NE RIAQUISTO 5 A SCUOLA.....

AMO INPARARE

E VADO A VENTI...

IL GOCO SI APRE TRE MOSSE AVANTI SONO...

La felicità e il Tempo un libro di proust

La ricerca di Proust è anche una speranza e una promessa di felicità: ritrovare il tempo non è impossibile, a patto che il mondo ricreato sia un mondo letterario, un mondo interiore, mistico, costruito su questo gioco di memoria e tempo. La struttura si basa sulla contrapposizione Tempo perduto-Tempo ritrovato, attraverso la memoria involontaria che è il ricordo improvviso e spontaneo di una sensazione provata nel passato, suscitata dalla stessa sensazione nel presente.

L'intelligenza e lo spirito hanno il compito di riavvicinare queste due sensazioni e di riportare la sensazione che sfugge. Questa esperienza, che non appartiene né al passato né al presente ed è dunque extratemporale, è motivo di grande felicità perché elimina la sensazione di perdita del tempo e permette al soggetto stesso di uscire dalla dimensione del tempo reale e riscoprire la verità di un momento della sua esistenza. Anche lo stile, musicale, molto dettagliato e metaforico, è l'espressione di una sorta di eternità e vittoria sul tempo e di fede nell'Assoluto che vive nell'interiorità umana. Le pagine di Proust, fatte di frasi lunghe e sinuose, spiegano simultaneamente gli aspetti del mondo e la profondità dell'anima. Proust concepisce inoltre l'artista come il portatore di una rivelazione. La vita degli uomini consiste dunque in una lotta disperata contro l'inevitabile scorrere del tempo che passando trasforma o distrugge gli esseri, i sentimenti, le idee e questa lotta è condotta grazie alla memoria involontaria. Infatti non si tratta di ricostruire il passato in modo intellettuale con documenti o ricordi, ma bisogna attendere una sensazione particolare che ne evochi una passata, un ricordo.

L'autore spiega che la grande felicità non consiste nel semplice elemento memoriale, bensì nella felicità alla quale conduce, cioè il primato dello spirito sulla materia e il ritrovamento della sua identità. La meravigliosa sensazione di felicità che accompagna l'autore nelle sue indescrivibili esperienze, infatti, è dovuta alla capacità di queste di trasportare il soggetto in una realtà extratemporale, che gli aveva dunque permesso di sfuggire dal presente e di gioire nell'essenza delle cose, cioè fuori del tempo. Queste impressioni pervenivano a far combaciare il passato con il presente, a renderlo titubante nel definire in quale dei due si trovasse. Il linguaggio metaforico, analitico e lirico e le metafore rendono la corrispondenza tra il livello reale delle sensazioni e quello ideale dell'interiorità.

per chi non comprene il mio scrivere*(SOSTRATO in linguistica strato linguistico antico che,soprafatto da un sopraggiunto ,

lo influenza e lo altera piu' o meno sensibilmente dall'interno=)

 

IL CAFFE’

Anch’io

entrai correndo nel bar

e ordinai anch’io un caffé come per eco.

Eri con una tua amica,

collane di pietra,

sorrisi insidiosi,

stesso trucco pestato sul viso,

vestiti a fiori lucenti come i petali del sole.

Il caffé non mi fa dormire,

non ci dormii tutta notte ma ne fui lusingato:

con un caffé, delirio d’insonnia, sto sveglio e parlo d’amore.

ferdinando giannone


Il mio credo è come un teorema geometrico.

 

Irriducibile come pietra.

 Compiuto come un sillogismo.

* Sostrato come le mie parole.

 

Un unico biglietto di sola andata, sempre.

.

-Destinazione: Cuore-.

a.

 

 





 



 

 


Si Vanta di Esser  Vana Realtà
con illusorie scintille posate sui raggi del Sole
Aggrappandosi alle Ali della Solitudine
si posa sulle spalle
respirandone gli Scarni Sogni
fatti di Immobili gesti e dipinti dagli sguardi fermi
posati sugli occhi di un Amore Gettato
in quel che rimane del giorno ed il suo profumo di passato
Mi Duole la sua Pietà
che quasi gli donerei la Gioiosa Memoria
di quando si scioglie un Cuore come vernice fresca
su un dipinto stellato che prende forma fra le rughe del volto
Mi Duole che quasi gli taglierei dalla lingua
la parola addormentata come Chiodo Arruginito
martellato su una parete di Legno
che non dimentica la sua CrocE

   l'immagine è di Issa Gold 

.La poesia, secondo i Maudits, è l’essenza della realtà, che non è quella che percepiamo, ma qualcosa di più profondo. Il poeta diventa quindi una sorta di veggente in grado di rivelare questa realtà sconosciuta.

Campana non ha scelto volontariamente la condizione di “maudit”: è stato piuttosto una vittima delle circostanze. Quello che Dino voleva era, in fondo, essere poeta. Essere fedele alla sua missione di poeta. Rispondere con lealtà alla propria vocazione.
fine di canpana
Nel tepore della luce rossa, dentro le chiuse aule dove la luce affonda uguale dentro gli specchi all’infinito fioriscono sfioriscono bianchezze di trine. La portiera nello sfarzo smesso di un giustacuore verde, le rughe del volto più dolci, gli occhi che nel chiarore velano il nero guarda la porta d’argento. Dell’amore si sente il fascino indefinito. Governa una donna matura addolcita da una vita d’amore con un sor riso con un vago bagliore che è negli occhi il ricordo delle lacrime della voluttà. Passano nella veglia opime di messi d’amore, leggere spole tessenti fantasie multicolori, errano, polvere luminosa che posa nell’enigma degli specchi. La portiera guarda la porta d’argento. Fuori è la notte chiomata di muti canti, pallido amor degli erranti
niente SABBATISMO OGGI
GIORNO
 
 
 
 
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ROSSO FOTO di ROSSO VENEXIANO

SENZA FRETTA

LA VITA E' COSI' PICCOLI ISTANTI CHE DANNO ANCORA UN SENSO A QUESTA NOSTRA  FRAGILE  REALTA'LA VITA E' COSI' VIVILA SENPRE E PRIMA O POI  ALL'IMPROVVISO ANCORA TI SORPRENDERA'

SOGNARE E' LECITO 

 

 

 
 

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