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COMPRENDERE ...DURA
Post n°3719 pubblicato il 14 Aprile 2010 da artfactory
L'uomo grande, credimi, quello che sa stare al di sopra degli errori umani non permette che gli si porti via neanche un minuto del tempo che gli appartiene, e proprio per questo la sua vita è lunghissima, perché è stata tutta a sua disposizione, dal principio alla fine (SENECA, La brevità della vita)
Visto con gli occhi della sabbia, tutto ciò che possedeva una forma era vano. L’unica cosa certa per essa era il suo movimento che negava ogni forma fissa.
Vasco Rossi -Siamo soli
L’immagine della sabbia che continua a spostarsi dette all’uomo uno choc indicibile e lo eccitò. Pareva che la sterilità della sabbia non fosse semplicemente dovuta alla siccità, come viene interpretata in genere, ma alla sua mobilità perenne che rifiuta la presenza di ogni forma di vita dentro di sé. Quale sollievo se si pensa al senso opprimente che comporta ogni realtà di questo mondo, che ci costringe persistentemente a rimanerle aggrappati!
La schiavitù è la legge della vita, e non c’è altra legge perché questa deve compiersi, senza possibilità di rivolta o rifugio da trovare. Certuni nascono schiavi, altri diventano schiavi, ad altri ancora la schiavitù viene imposta. L’amore codardo che tutti noi proviamo per la libertà (libertà che, se la conoscessimo, troveremmo strana perché nuova, e la rifiuteremmo) è il vero indizio del peso della nostra schiavitù
Benché si trovasse tuttora in fondo alla buca, l’uomo si sentiva ormai come in cima a una torre altissima. Forse il mondo era stato capovolto e le sue vette e le sue valli erano state rovesciate. (…) Guardando indietro, poté vedere tutto il panorama della buca. È difficile avere un’idea completa di un mosaico senza staccarsi un poco dall’oggetto. Ad avvicinare troppo gli occhi, nel vano tentativo di vederlo meglio, si rischia di perdersi nei particolari; quando si riesce a uscire da un dettaglio, s’inciampa inevitabilmente in un altro. Si capisce che aveva continuato a guardare non la sabbia, ma soltanto i granelli.
I passi cadenzati sulle umide lastre di pietra |
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