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Le poesie a me...

Post n°3 pubblicato il 31 Agosto 2006 da andreaks
 

Hai presente quando vai ad una mostra? Il 90% dei convenuti ci tiene a ricordare che fa lo stesso.

"Anche io dipingo!"

E quando dici di fare qualcosa? Qualsiasi cosa.
Trovano sempre un legame con un vecchio amico che faceva lo stesso, un parente, uno zio. Comparazione sintattica. Necessità di incasellamento logico. Paura del diverso.
O semplice stupidità?

Non saper ascoltare anche, perché è come il gioco delle figurine nascoste da accoppiare: devi per forza mostrare il tuo doppione, o uno simile. Non puoi mica lasciarti sconvolgere dal mondo???
Mica puoi meravigliarti che le cose esistano???
Mica puoi...


In tutto questo si incastra una cosa che io decisamente odio.
Odio chi ci tiene a rappresentarti che ha pubblicato, pubblica o pubblicherà, un libro di poesie.

DIO SANTO. Un libro di poesie? Mi si accappona la pelle, al ricordo delle decine di persone che ci hanno tenuto a dirmelo.

Indi?

Siccome è la settima volta, in questi tre giorni, che qualcuno mi parla di pubblicazioni di libri di poesie, ho cominciato a tribolare dentro. Cosa c'entra il voler mostrare quello che fai, in un luogo inadatto e inappropriato, con la pubblicazione di libri di poesia?

La poesia è adatta e appropriata? Uhm....

Stiamo parlando di uno strumento stra-abusato. Vecchio logoro.

Ma chi scrive di poesia, la legge?

Ho letto poeti in erba (nel senso che pascolavano) il cui unico fine era quello di accorpare parole complicate, assordanti, cozzanti.

Ho letto poeti piangere in maniera banale del proprio amore rifiutato (poveri sfigati).

Ho letto poeti che raccontavano qualcosa... raccontando QUELLA cosa. Il che è assolutamente assurdo!
Non puoi parlare d'amore, scrivendo di Amore. Non si può descrivere uno stato d'animo, parlando di quello che si prova. Andiamo!
E' come fare fotografia.
E' come scrivere Il vecchio e il Mare, che non è una storia di pescatori. O come Novecento, che non è la storia di un pianista.

"Scrivere poesie e volersele vedere pubblicate a tutti i costi è un po' come andare ad una mostra e dire alla pittrice: sai, dipingo anche io." ???

 
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