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ANED Bergamo

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ESERCITO

Post n°25 pubblicato il 28 Febbraio 2010 da anedbg

I miei trascorsi paramilitari e militari: robotizzato alla guerra nel “ventennio” fascista, con 10 anni di premilitare, reggimento, scuola ufficiali, internamento nei Lager nazisti e poi a “disposizione” per cinque anni fino al congedo (1950).
Perse l’ 8 settembre 1943 simultaneamente due guerre contro gli Alleati e i tedeschi, la mia infelice carriera militare si concluse per fortuna senza uccidere uomini in guerra e auto-bloccandomi al rimpatrio dai Lager a “sotto tenente a vita” e rinunciando poi dopo decenni alla promozione onorifica a tenente.
Con questo iter alle spalle ho letto con interesse, molte condivisioni e qualche perplessità la mail “Esercito“ dell’ 8 dicembre di Giacomo Olivero   
 
Dunque, c’era una volta l’ Esercito Italiano, nato nel 1861 come Regio Esercito (R.E.) fino al 1946 e sciolto nel 2005 come Esercito Repubblicano (E.R.) dopo 144 anni di onorato servizio di guerre vinte e perse.
In tempo di pace era un esercito addestrativo costituito da classi annuali sui 300.000 coscritti e una “riserva” di congedati da richiamare in guerra quando l’ esercito diventava operativo. Poi vc’erano quasi 200.000 militari “effettivi” (ufficiali, sottufficiali, e graduati raffermati).
Nei cinque anni del secondo conflitto, in Italia furono mobilitati 5 milioni di militari con un consuntivo di 300.000  militari morti e dispersi, altrettanti mutilati, invalidi, feriti  e 1,3 milioni di prigionieri e internati degli Alleati e dei tedeschi. Senza contare le vittime civili in patria e nei Lager.
 
Quel nostro esercito era composto da “italiani brava gente”, con eroi e criminali  di guerra come in tutti gli eserciti. All’ 8 settembre risaltarono le proporzioni relative: dei buoni e cattivi: su 800.000 militari disarmati dai tedeschi, 100.000 fascisti e opportunisti optarono come combattenti e ausiliari dell’ Asse contro 700.000 volontari nei Lager e in venti mesi solo 100.000 di questi, coartati, malati, affamati, torturati finirono per collaborare coi  nazifascisti.
 
Il vecchio esercito italiano ebbe il merito di avere sostanzialmente contribuito all’ alfabetizzazione e amalgamazione degli italiani, all’unità d’Italia tra nordisti  sudisti e indipendentisti, con una sola lingua, bandiera e amor patrio. Questo spiega il comportamento leale dei giovani militari italiani (età media sui 24 anni) nel settembre del ’43 quando perfino pastori semialfabeti della Sila, Aspromonte, Madonne e Barbagia, soli senza suggeritori e sotto minaccia dei nazisti dissero spontaneamente “NO !” aHitler e Mussolini innescando la resistenza e scegliendo la via onorevole dei Lager con un pedaggio di oltre 50.000 morti !
Dopo l’ultima guerra, la leva riforniva militari solo per eventuali guerre difensive e gli obiettori di coscienza alimentavano l’alternativo servizio civile volontario di stato, oggi sostituito da un volontariato civile umanitario ma non unitariamente coordinato salvo che per la “protezione civile”.
 
Oggi disponiamo di un esercito operativo difensivo di 110.000 volontari professionisti mercenari di cui 70.000 volontari di truppa, Impiegati in strane “guerre di pace”, per dove in teoria si dovrebbe combattere solo se aggrediti. Una situazione che mi ricorda l’ordine che ci venne impartito l’8 settembre dal Min.Guerra “difendetevi ma senza far uso delle armi !” che mi fece assegnare tre giorni di arresti per aver chiesto al colonnello se dovevo difendermi “a pugni e calci” contro un panzer della Wehrmacht che stava puntando il mio posto di vedetta e che non ebbe seguito solo perché commutato in 20 mesi di arresti nei Lager !
 
Disciplina militare sì, ma con facoltà di disobbedienza all’ obbedienza come molti e Olivero vorrebbero, cioè disobbedire solo a ordini soggettivamente ritenuti criminali. Ma una guerra è già di per se stessa è un crimine ! Obbedire si, obbedire no:  se ne discute ancora nei rari processi agli ultimi criminali di guerra viventi (vedi processo Kappler) e siccome i crimini li eseguiva pedissequamente tutto il Terzo Reich in obbedienza agli ordini supremi del Fűhrer di non far prigionieri (Celalonia docet) e di non lasciar deportati vivi in mano alleata e infine dei genocidi di civili ebrei, oppositori, partigiani e per rappresaglie anche di civili innocenti col risultato che le vittime civili del secondo conflitto superano quelle militari.
Di questo passo i bombardieri Alleati e i combattenti del Tripartito tutti assolti e criminali solo i loro capi supremi degli stati in guerra del secondo conflitto: Hitler, Mussolini, Roosewelt, Churchill, Stalin, ecc., ecc. E’ la tesi difensiva dei criminali di guerra tedeschi !
 
Mi sembra utopico poi un esercito operativo volontario di “persone normali” anche tecnicamente esperte ma col libero arbitrio dell’obbedienza chiaramente destinato ad essere sopraffatto ! Ve l’ immaginate una F1 o un moto G.P. guidati da piloti “normali” anziché da  fuori classe grintosi e motivati, con la vita a repentaglio come un Shumaker o un Valentino Rossi?
Con le globalizzazioni delle guerre una carne umana in massa coatta allo sbaraglio è inconcepibile.
 
Un esercito operativo hi tech non può essere che di un numero ristretto di volontari particolarmente coraggiosi, addestrati da noi per un anno ma ce ne vorrebbero anche due o tre come in altri paresi, ovviamente ben retribuiti e votati anche alla morte non per eroico patriottismo ma per oingaggio, ma il loro addestramento non dovrebbe essere solo tecnico e atletico ma soprattutto psicologico specie se impiegati in altri paesi in guerra perché non siano solo mercenari per denaro come quelli senza patria dei colpi di stato delle repubbliche delle banane !
E soprattutto quelli delle poltrone, gli eserciti difensivi li tengano in patria dove sono necessari finchè al mondo c’è un Caino  e a convertire le dittature altrui in democrazie mandino volontari civili, umanitari e coordinati, tecnici, sanitari, e addestratori della sicurezza magari con uno stage in Italia,
 
Claudio Sommaruga  <
sommaclau@tiscali.it >          

 
 
 
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a cura di
Oscar Brambani & Claudio Sommaruga


 
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