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L'Angela

Pensieri, Poesie e Preghiere

I MIEI GIOIELLI


 

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ANTO E MAMMA

 

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LA REGOLA D'ORO

Post n°35 pubblicato il 20 Luglio 2009 da ange_rizz

"TUTTO QUANTO VOLETE CHE GLI UOMINI FACCIANO A VOI,
ANCHE VOI FATELO A LORO!"

La voce di Dio che abita dentro di noi ci suggerirà l'espressione
d'amore adatta a ogni circostanza.
-Lui ha fame? Ho fame io - pensiamo. E diamogli da mangiare.
-Subisce un'ingiustizia? Sono io che la subisco!
-E' nel buio e nel dubbio? Lo sono io. E diamogli parole di
 conforto e condividiamo le sue pene e non diamoci pace finchè
 non sarà illuminato e sollevato.
-E' un handicappato! Voglio amarlo fino a sentire quasi nel mio
 corpo e nel mio cuore la sua menomazione e l'amore mi
 suggerirà l'espediente esatto per farlo sentire uguale agli altri.
E così con tutti senza discriminazione alcuna fra simpatico e
antipatico, fra giovane e anziano, fra amico e nemico, fra
compatriota e straniero, fra bello e brutto.
Mi pare di udire un brusio generale....
Capisco....forse queste parole sembrano semplici, quanto
sono lontane dal nostro modo di pensare ed agire!
Ma coraggio! Proviamo.
Una giornata così spesa vale una vita! Una gioia mai provata
ci inonderà. Una forza ci investirà.  Dio sarà con noi, perchè
è con coloro che amano.
Rinascerà la speranza!

                                                     CHIARA LUBICH

 
 
 

BEN TROVATI

Post n°34 pubblicato il 18 Luglio 2009 da ange_rizz

Ciao a tutti! Ringrazio la mia bimba per avermi aiutato
a riprendere questo bellissimo filo conduttore, che unisce
un sacco di persone, che diventano non solo interlocutori,
ma il più delle volte veri e propri amici. Bacioni a tutti! 

 
 
 

"CHI SONO?" poesia , 1944

Post n°33 pubblicato il 19 Maggio 2009 da ange_rizz

(...)Oppure sono solamente ciò che io conosco di me stesso?
Irrequieto, nostalgico, malato; come un uccello in gabbia,
che lotta per un respiro di vita, quasi mi stessero strozzando,
affamato di colori, di fiori, di canto di uccelli,
che trema di ira per l'arbitrio e per l'umiliazione più meschina,
corroso dall'attesa di cose grandi,
preoccupato, impotente,  per amici infinitamente distanti,
stanco e troppo vuoto per poter pregare, per pensare, per agire,
opaco e pronto a congedarmi da tutto?

                                    Dietrich Bonhoffer

 
 
 

PER CHIEDERE SPERANZA

Post n°32 pubblicato il 21 Aprile 2009 da ange_rizz

    "La speranza. Ecco la parola che volevo scrivere parlando
 dei credenti e dei poveri. I poveri hanno il segrato della 
 speranza. Mangiano ogni giorno dalla mano di Dio e quindi
 devono sperare sempre, sempre. Gli altri uomini desiderano,
esigono, rivendicano, e chiamano tutto questo speranza, perchè
non hanno nè pazienza, nè intelligenza, nè amore, e non
vogliono che godere.

    Ma l'attesa del godimento non è speranza è piuttosto delirio,
è ossessione. D'altra parte il mondo moderno vive troppo in fretta,
non ha più tempo di sperare. Il mondo non ha più tempo di
sperare, nè di amare, nè di sognare.

    Solo i poveri sperano per tutti noi, come solo i santi amano
e sperano per tutti noi.

     La traduzione autentica della speranza è nelle mani dei poveri,
come il segreto del merletto, che le macchine non riescono mai
ad imitare, è nelle mani delle vecchie operaie di Bruges".

                                                   (G:Bernanos)

 
 
 

SPIRITO SANTO

Post n°31 pubblicato il 16 Aprile 2009 da ange_rizz

                                             Rendici Tu uomini lieti e coraggiosi.                        
                                             Donaci Tu un cuore pieno di bontà,
                                           sazio di disinteresse, colmo di umiltà.
                                               Facci Tu diventare realisti e vigili.
                                           retti e disciplinati, costanti e laboriosi,
                                                        modesti e magnanimi.
                                             Infondici Tu l'amore che sa creare:
                                          vivi in noi, sii il centro del nostro cuore;
                            gli occhi della nostra fede sappiano sempre scorgere
                                      "ciò che rimane" mentre il tempo scorre.
                                                       Insegnaci Tu oggi
                                                   l'amore alla preghiera,
                              la tenace perseveranza nell'applicazione allo studio,
                         la volontà d' acquisire la completa formazione dello spirito
                                         Tu che sei lo Spirito di Gesù Signore
                                               per la remissione dei peccati, 
                                                  i peccati contro i tuoi doni,
                                       i doni che ora e sempre ci rinnovi: amen.

                                                                      (Karl Rahner)  

 
 
 

SANTITA'

Post n°30 pubblicato il 14 Aprile 2009 da ange_rizz

La santità non è un lusso per pochi,
ognuno è stato creato per essere santo.
Siamo stati creati per lo stesso fine:
amare ed essere amati.
Siamo stati creati per fare grandi cose.
Dio mostra la sua grandezza usando la
nostra nullità.
Il mondo è pieno di santi viventi.
Sono felice che tu veda Gesù in me,
perchè io lo vedo in te.

 
 
 

TU

Post n°29 pubblicato il 14 Aprile 2009 da ange_rizz

                                     Tu ci hai amati per primo, Signore.
                                                 Noi parliamo di Te
                           come se ci avessi amato per primo una volta sola. 
                                             Invece continuamente
                                   di giorno in giorno per la vita intera
                                                Tu ci ami per primo.
                     Quando al mattino mi sveglio ed elevo a Te il mio spirito,
                                     Tu sei il primo, Tu mi ami per primo.
                                    Se mi alzo all'alba e immediatamente
                               elevo a Te il mio spirito e la mia preghiera, 
                                                   Tu mi precedi
                                         Tu mi hai già amato per primo.
                                                  E' sempre così.
                                                    E noi ingrati
                                           che parliamo come se Tu 
                                  ci avessi amati per primo una volta sola.

                                                                      (S:Kierkegaard)       

 
 
 

PASQUA DI RISURREZIONE

Post n°28 pubblicato il 12 Aprile 2009 da ange_rizz

La nostra fede nasce da una tomba vuota e dalla certezza di un evento storico mirabile: CRISTO E' RISORTO!
"Ad ognuno di noi, come un giorno ad Abramo, il Signore dice: "Esci....!. 
"Esci dalle tue opinioni separate per entrare pienamente in quella fede che
la Chiesa si gloria di professare. Esci dalle tue ricchezze che tendi di godere
egoisticamente... Esci dal tuo peccato che ti avvelena il cuore, e vai verso la
novità del Cristo... Esci di  dal caldo delle pareti domestiche dove tendi
ad ignorare i drammi dei fratelli e allarga la cerchia dei tuoi interessi... Esci
dalla tua sete di dominio e cerca di fare della tua vita un servizio di amore.
Esci in campo aperto e prendi la strada del Vangelo... Semina la gioia
gridando silenziosamente con il tuo comportamento che Cristo ti rende
felice. Grida con la vita che Cristo è vivo, e che la Chiesa è il luogo e lo spazio
dove si attesta che Lui è il Signore risorto... Questo è il modo più autentico
di cantare l'Alleluia pasquale!". (M.MAGRASSI)

"BUONA PASQUA A TUTTI"

 
 
 

GIOVEDI' SANTO - COENA DOMINI (LAVANDA DEI PIEDI)

Post n°27 pubblicato il 09 Aprile 2009 da ange_rizz

Durante l'Ultima Cena accade qualcosa di inaudito. Sotto gli sguardi attoniti dei discepoli, Gesù si alza da tavola, depone le vesti, prende un asciugatoio, se lo cinge attorno alla vita; poi versa dell'acqua nel catino e comincia a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugatoio di cui si è cinto. Tutto si svolge nel silenzio. Tacciono i discepoli, sono allibiti. Non credono ai loro occhi; Gesù si è tolto le vesti -come fanno gli schiavi- e non lava le mani, ma i piedi; si sottopone a un gesto tanto umiliante che un giudeo, ridotto in schiavitù, doveva rifiutarsi di eseguire per non disonorare il suo popolo.
Gesù lo compie; lui, Dio. Lo stupore dei discepoli è comprensibile; sono vissuti tre anni accanto a Gesù, lo hanno riconosciuto come il Cristo e attendono impazienti che egli porti a compimento le Scritture. Hanno appreso che il Messia dominerà da mare a mare....Lambiranno la polvere i suoi nemici.... Davanti a lui tutti i re si prostreranno e lo serviranno tutte le nazioni. (Sal72,8-11)  
Ora, nel cenacolo queste loro speranze di gloria si dissolvono , impietosamente demolite  dalla scena che lentamente sta svolgendosi sotto i loro occhi. Durante  l'ultima cena, il Dio >venuto ad abitare in mezzo a noi>(Gv 1,14) ha scoperto le carte e ha mostrato la sua vera identità. Nel gesto della lavanda dei piedi i discepoli hanno potuto leggere, la sua professione: non padrone, ma <schiavo>.
Impossibile immaginare una rivelazione di Dio più sorprendente.  Eppure questo "Dio-Servo" è l'unico vero, tutti gli altri sono idoli creatri dalla mente dell'uomo.
Lavando i piedi ai discepoli, Gesù ha distrutto per sempre l'immagine che gli uomini si erano fatti di Dio: il Dio grande sovrano seduto in trono; il Dio che pretende adorazioni, ossequi, atti di sottomissione da parte dei sudditi, il Dio che esige obbedienza e rispetto altrimenti si indegna e reagisce con rappresaglie e punizioni; il Dio dominatore che annienta coloro che osano schierarsi contro di lui.
Gesù rende presente un Dio dal volto completamente diverso: è il Dio che si pone in ginocchio davanti all'uomo, sua creatura. Lo colloca su un piedestallo mentre lui -l'Onnipotente- gli si prostra davanti per servirlo. Questo è l'unico Dio in cui siamo invitati a credere,Prendere o lasciare!
D fronte a questa scena - che provoca vertigini - si rivelano grottesche, patetiche le nostre competizioni per ottenere baciamani, inchini, titoli onorifici, riconoscimenti.
Appaiono meschini i nostri conflitti per raggiungere posizioni sempre più elevete.
Pietro comprende che il maestro sta introducendo nel mondo un principio che scombina tutti gli schemi dettati dal buon senso, stravolge tutti i criteri di giudizio accolti come logici dagli uomini.
Non ci sta. Non può ammattere che i superiori, i più dotati, coloro che, con pieno merito, riescono a emergere e a farsi una posizione prestigiosa, debbano ritenersi servi degli ultimi.
Reagisce e, a nome di tutti, prima chiede stupito: "Signore tu lavi i piedi a me?"; poi oppone un rifiuto categorico: "Tu non mi laverai i piedi!".
Gesù non si meraviglia della sua incapacità di comprendere: la logica del servizio gratuito e incondizionato è lontana dai pensieri degli uomini come il cielo e la terra.
Pietro non pensa secondo Dio, ma secondo gli uomini, (Mc 8,33)
A Pietro è chiesto soltanto di non impedire a Dio di rivelare la propria identità di schiavo dell'uomo. Se glielo impedisce non otterrebbe la salvezza.
Essere salvati, infatti, significa lasciarsi liberare dalla convinzione che ci si umanizza salendo, dominando, facendosi servire. Chi ripudia questa proposta suggerita dal maligno e sceglie -come fa Dio- di essere servo di tutti è salvo.Concluso il dialogo con Pietro, "Riprese le vesti, seduto di nuovo".
Gesù aveva deposto le vesti, gesto che indicava la sua identità di schiavo, Erano gli schiavi infatti che indossavano abiti succinti per essere più liberi nei movimenti.
Ora Gesù riprende le vesti e si siede.
Ambedue questi gesti richiamano la condizione della persona libera (gli schiavi non si mettevano tuniche ingombranti e rimanevano in piedi, pronti a scattare agli ordini del padrone).
Dopo aver donato la propria vita servendo l'uomo,  Gesù è entrato nella condizione gloriosa del cielo e il Padre lo ha fatto sedere alla sua destra. Giovanni però non dice che Gesù si è tolto il grembiule prima di rimettersi le vesti.  Gli è rimasto addosso, lo porta anche in paradiso. Non è venuto sulla Terra per recitare la parte del servo e tornare in cielo a fare il padrone.
Rimane sempre servo perchè questa è l'identità di Dio.
Il grembiule è il simbolo del servizio, è la divisa che il cristiano non può mai deporre, deve indossarla ventiquattro ore su ventiquattro. In ogni momento un fratello può avere bisogno di lui ed egli deve essere sempre disponibile a correre in suo aiuto.
E' da questo grembiule e non da altre divise che sono riconoscibili i discepoli autentici.
Discepolo è colui che segue le orme del Maestro.
Anche i discepoli, sul suo esempio, sono chiamati a divenire servi.
"Vi dono un comandamento nuovo, che vi amiate gli uni con gli altri, come io vi ho amato./Gv13,34).
Ora riprendiamo il tema dell'Eucaristia.
La lavanda dei piedi ci ha fatto comprendere cosa comporta il gesto di accostarsi all'altare per "comunicare al pane eucaristico". Significa accettare di identificarsi con colui che, per tutta la sua vita, ha indossato il grembiule. Mangiare il suo corpo e bere il suo sangue vuol dire divenire un corpo solo con lui.
La nostra domanda sarà allora "ho sempre indossato il grembiule?" oppure sono nudo e come Pietro ho bisogno di rivestirmi prima di andare incontro a Cristo?
Un servo non è più grande del suo padrone, nè un apostolo è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose sarete beati se le metterete in pratica.
Spogliarsi, farsi schiavi, mettere il grembiule. E' un cammino che sembra avere come meta ultima il dolore, l'umiliazione, la morte.
Una certa spiritualità del passato ha difatti presentato l'adesione a Cristo come una ricerca della sofferenza e del dolore come un mezzo per piacere a Dio. Da qui è derivata la convinzione che la vita cristiana non sia fonte di gioia, ma di angoscia e paura.
L'uomo cerca la felicità!
E' Dio che gli ha posto nel cuore questo incontenibile desiderio. Difficile è però individuare il cammino per raggiungerla ed è facile puntare su obbiettivi sbagliati e ritrovarsi delusi e avviliti.
Si pecca quando si punta su una felicità illusoria.
Il Vangelo è lieta notizia, propone la beatitudine.
Contro tutte le logiche umane, Gesù garantisce a coloro che si fidano della sua proposta: "Sarete beati!"
Ecco la sorpresa: il dono di sè è l'unico cammino che porta alla gioia.
E' la prima delle due beatitudini che si trovano nel Vangelo di Giovanni.
La seconda Gesù la rivolgerà a Tommaso: "Beati coloro che, pur non avendo visto, crederanno". (Gv20.29).
Due beatitudini: una per chi pratica la carità, l'altra per chi ha la fede.

                                                (p.F.ARMELLINI biblista)

 
 
 

COSA CONTA

Post n°26 pubblicato il 08 Aprile 2009 da ange_rizz

Ci sono dei momenti in cui quello che accade nel mondo, ti rende
incapace di qualsiasi gesto o pensiero.
Si rimane come tramortiti per la forza che la natura manifesta
in tutta la sua potenza.
Solo allora, veramente senti quanto si è vulnerabili e indifesi.
E, quando cominci a riflettere, dopo il dolore iniziale, pensi che la
natura osserva le sue manifestazioni com'è giusto che sia;
siamo noi che non sappiamo adeguarci ad essa!
Non voglio e non mi sento di dire più nulla in proposito, credo
solo che d'ora in avanti, ci saranno molti più genitori che
piangeranno i loro figli; e tanti uomini e donne che pagheranno
di persona molti errori che loro non hanno commesso.
Più che mai sono loro vicino con tutta me stessa.

 
 
 
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