Creato da: nye.oldham il 19/06/2011
storia, arte, letteratura e scienze

 

 

Da Keller a Croce,il Medioevo per gli storici moderni

Post n°177 pubblicato il 29 Maggio 2017 da nye.oldham

Cristofo Keller(1634-1707),storico tedesco,pubblicava i suoi studi sul Medioevo nel 1688. L'opera,"Historia Medii Aevi a temporibus Costantini Magni ad Costantinopolim a turcis captam", proponeva una teoria sui limiti cronologici(313d.C.-1453)della civiltà medievale compresa per lui fra l'antichità e il mondo moderno e contribuì alla diffusione del termine Medioevo fino ai giorni nostri.E se la periodizzazione di un'epoca storica è cosa convenzionale così come le nomenclature sono proposte connotative è pur vero che termini,valori e riferimenti temporali specifici non sempre sono condivisi da tutti gli storici e in ogni epoca. Perché "...non esistono pietre tombali in storiografia, su nessun problema fondamentale...un problema storico non è mai esaurito...".Cambiano i tempi.Evolvono studi e ricerche.Lievitano la cultura e la conoscenza dei popoli,delle nazioni.Così il Medioevo,apprezzato e promosso stabilmente solo negli ultimi 100 anni grazie alla gran mole di notizie reperite,ha avuto nei secoli antecedenti giudizi discordi ora troppo elevati a volte troppo negativi.Nel 1400 gli umanisti ammaliati dall'Età classica avevano acccusato di barbarie l'Età di mezzo.E con essi anche il mondo dell'arte tutto l'aveva ritenuta rozza e decadente.I monaci maurini(benedettini francesi del XVII secolo della congregazione di San Mauro(santo del VI secolo)perpetuando scritti e documenti della storia ecclesiastica involontariamente fecero progredire le indagini metodologiche storiche e insieme notizie e studi puntuali di Età medioevale rivelandone opere e personalità di grandi qualità.Sarebbero stati però gli esponenti dell'Illuminismo settecentesco gli accusatori più severi del Medioevo e paradossalmente i maggiori ricercatori e indagatori d'allora nel tentativo stesso di denigrarlo.Talché ricerche più scrupolose ed accurate portarono poco a poco anche studiosi di grande valore a trovare invece in quell'epoca "oscura" forze vive e feconde e ad intuirvi proprio i primi sintomi dell'origine della ricostruzione del mondo europeo dopo la caduta dell'Impero romano d'occidente(476d.C.).Ci fu dunque la raccolta di Muratori(1672-1750),"Rerum italicorum scriptores"(1751),con dotte digressioni sulle fonti della storia d'Italia dal 500 al 1500.Poi il Romanticismo,contrario a non pochi aspetti del movimento illuminista,avrebbe rivalutato il Medioevo.E se il Positivismo ottocentesco pure vi avrebbe rivolto grande attenzione finì certo per tralasciare certi sentimentalismi nostalgici romantici di primo ottocento e approdare quindi a indagini ed esiti per lo più eruditi al di là comunque di indubbie e molto apprezzabili eccellenze coeve come Ranke(1795-1886) e Villari(1827-1917).Con l'evoluzione della metodologia storiografica e i nuovi orientamenti della filosofia neo-idealista e il suo maggiore esponente Benedetto Croce(1866-1952)si affermava alfine la necessità di dover giudicare e interpretare fatti e documenti con il massimo zelo e con quella scrupolosità che può scaturire solo dall'interesse e dalle convinzioni dello studioso.La storia vive infatti proprio dell'interesse che suscitano atti,documenti,testimonianze,reperti d'ogni genere del passato.E la storiografia è ormai un settore importantissimo del pensiero storico moderno.Preziosa e insostituibile è la sua funzione per la cultura e la vita morale dei popoli.E vivrà sempre anche nel fisiologico mutare stesso delle stagioni storiche,politiche,sociali e culturali.Grazie al progredire delle sue conoscenze poi è stato possibile,per esempio,superare definitivamente le polemiche illuministe in dispregio dell'Età medioevale.Dunque è giunta a noi una nuova e più completa conoscenza sul valore del Medioevo che accogliendo il pensiero di Burckard(1818-1897),uno dei maggiori storiografi del XIX secolo,e lo supera perfino,afferma che quella del Medioevo è stata una civiltà compiuta,con una sua coerenza e un suo significato.E' stata,noi siamo convinti,l'origine dell'Età moderna.

 
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Rodin, "scultura impressionista" e dintorni

Post n°176 pubblicato il 08 Aprile 2017 da nye.oldham

Con i lavori di Auguste Rodin(1840-1917),il più grande scultore francese del XIX secolo,si può arrivare a concepire una "scultura impressionista"non solo per la concomitanza cronologica-temporale delle sue opere con il grande movimento parigino ma di più per l'ambizione e la capacità di volere e cercare di raffigurare le apparenze più fugaci del reale e le più sottili modulazioni di luce:aspirazioni che erano proprie degli impressionisti. Rodin,che avrebbe raggiunto l'apice della sua fama nel 1900,già nel 1897 con il suo discusso e controverso Balzac(Musee Rodin,Parigi)offriva al mondo un esempio supremo della sua arte.Semplicemente,rappresentava il genio umano in fase di raccoglimento e creatività.E, ancora,leggendaria e suggestiva la sua vivace e appassionata immaginazione che,corroborata da un grande feeling per Michelangelo conosciuto e amato fra il 1875-76 in un suo viaggio a Firenze,lo avvicina dunque al dinamismo messo in atto da grandi movimenti della soria dell'arte come avvenne per esempio per il Barocco. Queste qualità finirono per portargli un grande consenso di pubblico e il grande successo dei suoi ateliers di Parigi.Così l'arte plastica tradizionale e le sue regole sembravano non coinvolgere completamente Rodin che per vivacità e originalità,per il suo stile fondato su luce e movimento è assimilabile ad artisti impressionisti come Degas(1834-1917),Renoir(1841-1919),Medardo Rosso(1858-1928).Degas aveva modellato anche nella cera le sue amatissime ballerine e i suoi opulenti,arditi nudi femminili che poi sarebbero stati fusi nel bronzo da Durand Ruel(1831-1922).Renoir,in sintonia con i suoi propri dipinti,aveva realizzato splendide sculture come la "Venus Victris".Medardo Rosso,assiduo per un po' degli stessi Degas e Renoir,ha lasciato splendidi lavori di argilla,cera e bronzo. E guardando la Danaide(Parigi,Musee Rodin)di Rodin affiorano in chi osserva e insieme vivono suggestioni michelangiolesche e palpitanti,inedite sensualità così come appaiono impresse sulle superfici del corpo della fanciulla vieppiù trascendendo e non solo emulando la pittura impressionista.Accostare Rodin all'Impressionismo è giustificato dal suo stile segnato dal tentativo inesausto di fissare il movimento,la luce ed il suo variare nello spazio e nel tempo.Il movimento della materia esprime attraverso l'opera d'arte le passioni e le emozioni dell'anima e non da ultimo quella forza suprema,attiva e feconda che è il genio umano.

 
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Da Niepce a Nadar,lavori per la grande invenzione del XIX secolo

Post n°175 pubblicato il 21 Marzo 2017 da nye.oldham

La "fotografia",che è una forma di prospettiva automatica e di ripresa diretta senza l'ausilio dell'uomo, nasceva con Niepce(1765-1833)nel 1826.Veniva perfezionata da Daguerre(1787-1851)nel 1838. Felix Nadar(1820-1910)intellettuale,giornalista,pittore fu uno dei più celebri e capaci esponenti dell'arte fotografica parigina e vicino agli impressionisti,affascinati anch'essi dalla nuova arte,cedette loro gratuitamente i suoi locali al 35 del Boulevard des Capucines per una prima esposizione(1874).Infine la fotografia veniva commercializzata dalla azienda Kodak(1888),fondata da Eastman(1854-1932),sottoforma di rullino di pellicola funzionale alla replica dei multipli.Questa clamorosa invenzione,intuita e studiata già dai vedutisti veneti del XVIII secolo e comunque il suo rapidissimo sviluppo,avrebbe magnificato l'esistenza dei popoli e però messo in crisi il mondo dell'arte del XIX secolo.I risultati impeccabili degli elaborati fotografici,l'economicità e la eccezionale brevità dei tempi di riproduzione ne svelarono la straordinarietà e la convenienza.Gli artisti più attenti e versatili l'accolsero,se ne servirono con entusiasmo e in sinergia con la propria pittura.Perché seppure il mondo artistico d'Ottocento dovette confrontarsi e tenere il passo con questa nuova pratica rappresentativa vero è che ne veniva anche stimolato e in qualche modo arricchito.Gli operatori d'arte furono costretti a rivedere il proprio ruolo di fronte alla rappresentazione della realtà.Gli Impressionisti in special modo usarono materiali fotografici perché riuscivano a catturare anche dettagli impercettibili ad occhio nudo.Maturò una crescita professionale fondata sulla consapevolezza di dover privilegiare il come più che il cosa dipingere.E ancor più crebbe il desiderio di dare alle proprie opere un segno personale profondamente soggettivo.Caduto dunque l'obbligo di riprodurre,documentare la realtà ormai dominio e specialità indiscussi dell'arte fotografica,la pittura diveniva espressione, veicolo di emozioni e impressioni individuali che evidentemente anche il più perfetto degli obiettivi non poteva cogliere.L'invenzione della fotografia apparentemente in antitesi con il mondo dell'arte lo riempiva invece di suggestione e ne esaltava fascino e peculiarità.Era una pratica utilmente documentativa "...assumeva una portata che andava al di là di quella che era la realtà storica e culturale ottocentesca proiettandosi direttamente nel nostro tempo,nel quale l'immagine fotografica,cinematografica,televisiva è arrivata ad influenzare il modo di vivere e di pensare..."Neanche Niepce e Daguerre si sarebbero aspettati tanto". 

 
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Degas, originale anticonformismo

Post n°174 pubblicato il 04 Marzo 2017 da nye.oldham

Edgar Degas(1834-1917)parigino,cresciuto artisticamente in ambiente accademico fu originale e anticonformista.Perché dopo la Scuola di Belle Arti fu attratto dai grandi pittori classici come Mantegna(1431-1506),Veronese(1528-1588) e perfino Delacroix(1798-1863). E perché anche fu stimolato e in qualche modo sfiorato dall'Impressionismo.Da questo imparò a studiare la scomposizione della luce e la dissociazione del colore.Dei classici perpetuò l'amore per la forma e a modo suo,in una ricerca infinita e mai appagata,espresse la propria arte originale,personalissima,così moderna e così radicata nel passato in una sintesi esemplare e promettente.Legato dunque alle teorie,ai sistemi e alle problematiche estetiche classiche approfondì il formalismo accademico.Fu anche attento naturalista,acuto osservatore dell'ambiente.La sua natura "...è frutto complesso di studi,accomodamenti successivi".Amava tecniche ragionate e insieme improvvisate:grande la sua capacità di rendere la freschezza,la spontaneità delle sensazioni per mezzo di pennellate e colori studiati,sapientemente organizzati solo per cogliere al meglio il gesto naturale ignoto certo alle pose di scuola imposte e costruite e per questo concorrente con la nascente pratica fotografica.Sarebbe rimasto sempre un convinto assertore del buon disegno,devoto al valore della forma e del volume e incline alla pittura in atelier secondo la migliore tradizione accademica nonostante l'impegno e la propaganda impressioniti.Anzi si considerava semplicemente realista più che impressionista svelando così il suo talento versatile,ricco, capace di grande autonomia.La sua anima impressionista era nutrita dalla intensa,lunga anche se contrastata amicizia con Manet(1832-1883)che lo aveva introdotto nel gruppo di amici del Cafè Guerbois di Parigi dove diedero vita alla più grande novità artistica del secolo:"...senza Parigi l'Impressionismo non sarebbe mai potuto esistere...ma senza l'Impressionismo la grande metropoli europea non sarebbe stata ritratta con tanta fantasia e dolcezza...".Degas organizzò e partecipò attivamente a sei mostre impressioniste.E sempre conservava anche un'anima classica maturata e perfezionata in Italia con lo studio dei grandi del Rinascimento.Così,meticoloso cultore del disegno appreso già accanto ad Ingres(1780-1867)pur lavorava con spirito indipendente,libero da ulteriore vincolo accademico.E se egli stesso denunciava che la sua arte era elaborata,studiata e "poco spontanea"altresì amava cogliere l'impressione di un momento pratricando il tocco di getto come nella "Lezione di ballo"(1873-1875).Allora riesce a dare al dipinto l'impronta di una istantanea.Quest'opera,a lungo meditata,denuncia l'amore per il dettaglio e il gesto estemporaneo per i suoi personaggi.Egli coglie l'atteggiamento disinvolto delle ballerine e di ogni altra figura secondo un tratto e uno stile impressionisti.Ammaliato dall'età della rinascenza e insieme tanto moderno perché curioso del suo tempo ma obbediente solo al suo estro creativo ben si colloca infine in quel Post-Impressionismo che,secondo un arco immaginario di tempo che da lui va fino a Cezanne(1839-1906),stimola per amore o per dissenso o ancora inebria,forgia e coltiva le nuove giovani personalità di artisti che dall'ultimo ventennio del XIX secolo avrebbero via via dato vita alle correnti artistiche più ecclettiche e anticonformiste del XX secolo.E il titolo di impressionisti deve essere riservato a Monet,Renoir,Sisley,Pissarro rilevando che tutte le conseguenze del movimento impressionista come l'apertura verso altrte ricerche e idee e tecniche nuove che denominate Post-Impressionismo abbracciano tante tendenze anche divergenti come il Fauvismo,l'Intimismo,l'Espressionismo e perfino il Cubismo.Laddove l'età degli Ismi d'arte del XX secolo ha cercato di dare la sua risposta alla grande,suggestiva domanda:"cosa é l'arte?"

 
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Tranquillo Cremona,pittura italiana d'Ottocento e dintorni

Post n°173 pubblicato il 03 Dicembre 2016 da nye.oldham

La pittura italiana ottocentesca é stata segnata da una particolare evoluzione e da un vivo regionalismo.Si è trattato di un fenomeno separato dalle contemporanee tendenze artistiche europee pur essendoci agganci e affinità più in generale con la cultura del nord Europa.Per esempio in arte il Romanticismo italiano e il suo caposcuola Hayez(1791-1882)avevano seguito solo le tematiche relative alla cultura romantica.Veniva dunque trascurata quella rivoluzione stilistica che,raggiungendo il culmine in Francia,aveva realizzato un significativo rinnovamento delle arti figurative.Eppure la pittura italiana anche limitata e divisa in correnti e scuole,come la Scapigliatura,il Divisionismo e il movimento dei Macchiaioli,proprio in esse stesse avrebbe trovato una nuova forza.C'erano elementi di grande originalità negli scapigliati.I divisionisti rielaborarono i termini teorico-scientifici del Neoimpressionismo in relazione ad un'estetica decadente.Mentre i Macchiaioli curarono la poetica verista legata al Risorgimento e certo furono il movimento pittorico più interessante dell'Ottocento italiano.Tranquillo Cremona(1837-1878),stravagante,preparatissimo e impaziente innovatore,già esperto delle tecniche e dello stile tardoromantici e dopo l'attività nelle accademie veneziane e lombarde culminate in opere come il Marco Polo(Galleria d'Arte Moderna di Roma),si avvicinò alle espressioni di autori come Faruffini(1831-1869) e Carnovali(1804-1873).Capostipiti questi ultimi della Scapigliatura e spinti al superamento delle regole accademiche e neoclassiche.Poi accesi cromatismi,uso sapiente della luce,lasciti e influenze della pittura emiliana e veneta cinquecentesca,la luminosità di piglio caravaggesco come in una magica alchimia filtrati dalla sensibilità e da un talento personalissimo portarono anche autori come Ranzoni(1843-1889)e Cremona a rielaborate espressioni di indiscussa originalità capaci di competere per grandezza e novità con le coeve correnti artistiche europee.Tranquillo Cremona,precocemente e drammaticamente scomparso per un uso improprio di biacche e colori,carico di eccessivo ma appassionato zelo professionale,"frantumando la materia pittorica ne traeva immagini di nebulosa evanescenza,di sfrangiata luminosità".E La Maternità(Pinacoteca di Brera)ma invero tutte le sue opere rivelano grande talento e preziosa ricerca luministica.I contorni apparentemente sfatti delle sue immagini obbediscono al bisogno di fondere le figure con l'ambiente.Dossi(1849-1910)al riguardo scriveva:"Studiano gli scienziati d'immagazzinare il sole.Io dico guardate le opere di Tranquillo Cremona".E di più,il pensiero corre all'Impressionismo,una grande ondata di esuberanti sensazioni,che inebriava tanto le lande d'Europa.Contorni pittorici sfumati in Monet(1840-1926)o inusitate rarefazioni musicali in Wagner(1813-1883)con le sue note musicali filo-impressioniste rimandano proprio ai suggestivi e pluritematici codici impressionisti che avevano pervaso molti settori della cultura di quel tempo.E anche la letteratura con Mirbeau(1848-1913)e Zola(1840-1902)celebrava le sue affinità con quell'esclusivo desiderio di riprodurre la vita.  

 
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