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" I movimenti politici e femminili tra fine Ottocento e Novecento"

Post n°71 pubblicato il 05 Febbraio 2012 da nye.oldham

I movimenti femminili ottocenteschi trovarono un valido fondamento nel pensiero e nelle attività di alcune donne del passato, fra le prime emergono Olimpe De Gouges(1748-1793) e Mary Wollstonecraft (1759-1797). Olimpe De Gouges fu una drammaturga francese. Nel 1791 con " La dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina", che fu respinta dalla Convenzione, sosteneva l'uguaglianza politica e sociale tra uomo e donna. Nel 1793 fu condannata al patibolo per aver contrastato Robespierre. Ma il suo non fu un caso isolato perchè anche in altri paesi maturavano nuove consapevolezze e nuove strategie per porre all'attenzione della collettività le questioni e le istanze di spessore civile. L'inglese Mary Wollstonecraft è considerata una delle ispiratrici del femminismo liberale. Nel 1792 auspicò l'abolizione dei privilegi riservati agli uomini e un rinnovamento nei modelli di vita delle donne. E se il contesto europeo veniva scosso ulteriormente con queste attività di mobilitazione femminile che assegnavano allo Stato e al legislatore il compito di garantire l'uguaglianza e di promuovere una convivenza migliore fra i due sessi, in terra d'America fu l'insegnante Lucrezia Mott (1793-1880) a sostenere, con fermezza, la proposta di concedere il diritto di voto alle donne. Originaria del Massachusetts, nata Coffin da una famiglia di quaccheri, è più nota con il cognome di suo marito James che sposò nel 1811. Nel 1848, a Seneca Falls nello stato di New York, organizzò un'assemblea che elaborò la " Declaration of sentiments": una delle prime dichiarazioni dei diritti delle donne . E nel 1921 le venne dedicato, in Campidoglio nella città di Washington, un monumento di commemorazione. La proposta di Lucrezia Mott, corroborata dall'adesione dell'intera assemblea, portava all'attenzione pubblica una serie di argomenti indiscutibilmente urgenti e così stilati: " Non abbiamo nessuna difficoltà a esaminare la questione dell'uguaglianza, per il fatto che l'onere della prova ricade interamente sulle nostre spalle, ma desideriamo mantenere distinte la questione dell'uguaglianza e la questione dei diritti, poichè non è la dimostrazione della prima a determinare la validità della seconda.....Questo diritto ci appartiene...Il problema, oggi, è per noi in che modo entrare in possesso di ciò che ci appartine per diritto....". Questo documento, considerato dalla prospettiva odierna, assume il pieno significato di un Manifesto e non solo di una mera giustificazione. Dopo, sarebbero seguiti molti altri esempi di donne fortemente impegnate a manifestare la loro volontà di partecipare alla vita pubblica e a rivendicarne il diritto. Il movimento di emancipazione femminile progrediva, certo,  anche in Europa dove gruppi sempre più numerosi di coraggiose militanti si avvicinarono ai circoli di ispirazione  socialista. In Gran Bretagna vennero inaugurate pubbliche conferenze. In altri paesi europei le prime femministe godettero della solidarietà dei movimenti democratici e nazionali. L'istanza di partecipazione alla vita politica attiva, avvertita soprattutto da donne più istruite e molto impegnate socialmente, godette di numerose pubblicazioni che parlavano della necessità di una emancipazione femminile, della collaborazione tra uomo e donna e quindi di un rinnovamento dell'intera società. Quindi i movimenti femminili sostennero una vera battaglia per l'uguaglianza giuridica dove le priorità erano costituite dalle rivendicazioni per l'uguaglianza giuridica ossia parità nel diritto di famiglia, nell'accesso alle professioni e ad una migliore istruzione e alla partecipazione attiva alle campagne politiche. Nel 1866 John Stuart Mill presentò, al parlamento inglese, un protocollo che chiedeva la concessione del diritto di voto all'emisfero femminile. La petizione fu respinta ma venne fondata la " National Society for Women's Suffrage": la prima associazione suffragista. Nel 1902 Emmeline Pankhurst ( 1858-1928) fondò la " Women's Social and Political Union" guidando il movimento delle energiche e tenaci suffragette. Fra alterne vicende il diritto di voto alle donne inglesi veniva concesso nel 1918 e solo a coloro che avessero compiuto il trentesimo anno di età. Si dovette attendere il 1928 perchè il limite  venisse equiparato  alla stessa età degli uomini. In America la Camera dei Rappresentanti concedeva il voto alle donne nel giugno del 1919.

 
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