Creato da: nye.oldham il 19/06/2011
storia, arte, letteratura e scienze

 

 
« Il secolo della scienzaLe arti grafiche »

Giorgio Morandi

Post n°90 pubblicato il 14 Aprile 2012 da nye.oldham

Giorgio Morandi (1890-1964) approdò alla pittura metafisica seguendo la sua personale inclinazione per l'osservazione e la riproduzione " meticolosa, attenta e riflessiva" delle cose, gli oggetti. Perchè il genere a lui più congeniale era quello della natura morta. Perchè, nel 1922 de Chirico scriveva, " ...Morandi....guarda con l'occhio dell'uomo che crede e l'intimo scheletro di queste cose morte per noi, perchè immobili, gli appare nel suo aspetto più consolante: nell'aspetto suo eterno. Egli partecipa in tal modo del grande lirismo creato dall'ultima profonda arte europea: la metafisica degli oggetti più comuni. Di quegli oggetti che l'abitudine ci ha resi tanto famigliari che noi, per quanto scaltriti nei misteri degli aspetti, spesso guardiamo con l'occhio dell'uomo che guarda e non sa". Inebriato, in gran parte, dal plasticismo giottesco e di Masaccio Morandi perfezionò i suoi studi sulla forma e i volumi. E nel 1919 aveva realizzato uno dei suoi dipinti più esplicitamente aderenti alla pittura metafisica di de Chirico. Era " La natura morta metafisica" e rivelava una delle peculiarità del suo autore: Morandi prediligeva la precisione geometrica, la nettezza delle forme. Egli conferiva ai suoi soggetti una suggestiva monumentalità. Eppure evitava con scrupolo i colori accesi. Accantonava quella " squillante cromia" che, in vero, aveva volutamente trascurato fin dai suoi esordi nel lavoro dell'arte. E anche quando, dal 1938, acquisì un più grande tocco policromatico ne ottenne di conferire una appena più lieve vivacità del colore che, anzi, accentuava l'aspetto imponente dei soggetti rappresentati. Nel " Paesaggio", del 1942, gradazioni cromatiche stemperate, calde e tinte pastello costruiscono un affresco di case e natura avvolte da una atmosfera calma e rassicurante. Che, a buona ragione, evoca e rimanda ad una grandiosità religiosa. E Morandi proponeva la reinterpretazione lirica e silenziosa del costruttivismo cezanniano tanto nella natura morta che nel paesaggio. Era una scelta moderna che traeva vigore dalla conoscenza puntuale delle opere di Cezanne, avvenuta intorno al 1908, oltrechè dalla sua erudita preparazione e dall'amore profondo per gli artisti del Trecento e del Quattrocento italiano. Morandi si era diplomato (1913) presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna, la sua città natale. Al culmine della sua carriera, giunse a ricoprire il ruolo di docente del'Accademia stessa. Nel 1918 aveva preso parte all'esposizione la " Fiorentina primaverile" di Firenze e de Chirico espresse approvazione ed entusiasmo per Morandi e tutte le professionalità che come lui magnificavano con zelo e tenacia l'arte italiana nel mondo. Il lavoro di Morandi di ricerca, di studio continuo e appassionato si rivelava un esperimento riuscito di sintesi formale che restituiva spiritualità al vissuto quotidiano e alle cose che popolano i luoghi della esistenza di ciascuno e cui distrazione, abitudine e consuetudine sottraggono, sovente, il dovuto valore.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
Vai alla Home Page del blog
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963