...Giotto aveva audacemente inaugurato un nuovo percorso artistico nella pittura italiana del XIII secolo. E con una indagine capillare e magari anche ardita della storia dell'arte di quel tempo tanto lontano, che ci è dato esplorare grazie a preziosi reperti superstiti e a preziosissimi anche se sovente scarni e insufficienti scritti sopravissuti fino a qui, si possono cogliere nessi e suggestioni sorprendentemente veritieri,contemporanei e insieme anticipatori della grande fioritura dell'arte trecentesca. I lavori di Giotto rivelano la sua sensibilità artistica e più ancora la peculiare capacità di conciliare la bravura sua con le forti esigenze del tempo di adattare dunque perizia,estro creativo ad espressività nuova.Favorevoli le congiunture del momento amplificate dal fervore dell'edilizia sacra e dei cantieri civili che costituivano il vero banco di prova e addestramento dei più promettenti e appassionati operatori d'arte del territorio.E se il pubblico,allora come oggi,poteva essere assecondato,saziato,compiaciuto è pur vero che la via più diretta ed efficace perchè fosse sinceramente ed autenticamente conquistato era la veridicità e la credibilità della narrazione pittorica,la suggestione e la capacità evocativa delle immagini. Giotto vi riuscì.E di più procurò la facoltà di sognare.Sogno e realtà blandivano beneficamente la mente di ciascun osservatore.Non poco in un'epoca in cui i luoghi di culto costituivano certo il solo modo per prendere "visione" dei misteri della fede prevalentemente narrata e raccontata verbalmente....Cristia Ametrano