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Dalla caverna alla città

Post n°45 pubblicato il 29 Aprile 2009 da antonellabuffardi
Foto di antonellabuffardi

LA dimora dell'uomo è cambiata: luogo per definizione in cui gli uomini trovavano rifugio, riposo e protezione, l'abitazione ha seguito l'evoluzione delle diverse forme di vita. Se l'uomo primitivo abitava le grotte, come dimostrano i resti preistorici, la vita nomade richiedeva forme di abitazioni mobili, come la tenda, che rappresenta quindi un'evidente evoluzione rispetto alla vita delle caverne. Con la vita stanziale, gli uomini hanno iniziato a costruire le case, abitazioni stabili, il più possibile solide e durature. Anche la tecnologia della casa ha seguito un'evidente evoluzione. in un primo tempo gli uomini hanno preferito materiali facilmente lavorabili, poi, a mano a mano che gli sturmenti disponibili andavano raffinandosi, hanno priviligiato materiali più duri e durevoli. Con l'evoluzione  economica e tecnologica, anche le forme di aggregazione sociale sono cambiate: i campi di tende degli uomini nomadi hanno lasciato il posto ai villaggi dei contadini, e con lo sviluppo dell'attività manifatturiera i villaggi hanno lasciato il posto alle città. 

 
 
 

Bisogni primari dell' uomo

Post n°44 pubblicato il 29 Aprile 2009 da antonellabuffardi
Foto di antonellabuffardi

 

I bisogni primari devono essere considerati per tutti e devono essere soddisfatti e garantiti a tutti.

  • Tutti hanno il diritto di disporre di una casa (in affitto o di proprietà)
  • Tutti hanno il diritto di nutrirsi in modo adeguato
  • Tutti hanno diritto ad avere un'istruzione gratuita che consenta loro di realizzarsi e di diventare, sul piano personale e professionale, ciò a cui aspirano
  • Tutti hanno il diritto di vestire adeguatamente
  • Tutti hanno il diritto di potersi curare quando sono afflitti da malattia

Senza il soddisfacimento di uno solo di questi bisogni primari, un uomo perde la propria dignità di persona, cioè non può essere definito uguale agli altri. Diciamo che i bisogni primari corrispondono a diritti fondamentali o diritti civili, senza i quali una persona perde la propria dignità di uomo. Niente è più triste e desolante infatti di una persona che ha fame e non riesce a nutririsi, è priva di un'abitazione, non riesce a vestire secondo le necessità, e una società che si considera civile deve garantire a tutti, e con il contributo di tutti, questi bisogni primari.

 

 
 
 

Lo Stato sociale, o Welfare state

Post n°43 pubblicato il 29 Aprile 2009 da antonellabuffardi

Lo stato sociale è il miglior esempio di come uno Stato può mettere in pratica il principio di solidarietà. Si tratta di un insieme di iniziative che si rivolgono a persone che si trovano in una condizione di svantaggio, permanente o momentaneo. Ad esempio, se un lavoratore incorre in un incidente che gli impedisce di lavorare per un certo periodo, la sua retribuzione viene meno. Per consentirgli di continuare a mantenersi ed a mantenere la propria famiglia, si sono sviluppati, a partire dal secolo XIX, programmi di assicurazione sociale, organizzate da società di mutuo soccorso create e finanziate dai lavoratori stessi, oppure società fondate dallo Stato. Il maggiore precursore di queste iniziative fu probabilmente l'imperatore tedesco che nel 1881 avviò leggi particolari, nel campo della sicurezza sociale, che tutelavano particolarmente i lavoratori. Nel corso del XX secolo le iniziative di solidarietà sociale si moltiplicarono e si perfezionarono nei diversi Stati occidentali. La stessa istruzione gratuita e obbligatoria può essere considerata uno sviluppo delo stato sociale, ma sempre più sotto questa espressione si sono intesi i sistemi di garanzia per malattie  o per incidenti sul lavoro. Il periodo che va dalla fine della seconda guerra mondiale alla fine del XX secolo vede il maggiore sviluppo dello stato sociale, con un notevole aumento di servizi pubblici, dall'assistenza sanitaria garantita dallo Stato alla retribuzione minima garantita per i disoccupati, alla realizzazione di un complesso sistema pensionistico. In questo secolo, i bilanci degli Stati hanno risentito sempre più delle spese per i servizi sociali, tanto che negli ultimi anni del secolo si è avviata un'ampia discussione sulla necessità di una loro riduzione.

 
 
 

Il diritto al sostentamento, quindi al lavoro

Post n°42 pubblicato il 29 Aprile 2009 da antonellabuffardi

Naturalmente, nei Paesi democratici, non può avvenire, come nel Medioevo, che gli uomini siano costretti a eseguire per tutta la vita un determinato lavoro per altri. Perciò nella costituzione si legge: "la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere secondo le proprie possibilità e la propria scelta un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale e spirituale della società" (art. 4). Il lavoro viene considerato così importante nella nostra società, che quando un giovane finisce il proprio ciclo di studi ed entra nel mondo del lavoro questo passaggio viene vissuto come raggiungimento della maturità. In effetti, incominciando a lavorare il giovane trova una propria collocazione nella società, e acquisisce un'autonomia economica. Per lui si pone la responsabilità di iniziare a mantenersi. Il lavoro spesso qualifica la persona, al punto che l'indicazione del proprio lavoro è una sorta di conclusione della propria presentazione, ovvero una delle prime cose che due persone si chiedono reciprocamente al loro primo incontro. Il lavoro comporta anche l'assunzione di precise responsabilità, che sono il preludio a quelle che ci si assume quando si inizia una famiglia con il matrimonio.

Nelle sue caratteristiche essenziali, il lavoro è una realtà semplice: si tratta di una persona che compie una prestazione, ricevendo in cambio una retribuzione o compenso. Quando una persona che lavora ha raggiunto un'età avanzata, può decidere di non continuare  più il proprio lavoro. Se nel corso degli anni in cui ha lavorato ha accantonato parte della propria retribuzione in una riserva pensionistica, una volta messo di lavorare ha diritto ad una pensione, cioè ad un assegno mensile che gli garantisce il sostentamento fino alla morte. Anche nel corso della propria attività lavorativa tuttavia il lavoratore può incorrere in situazioni che gli impediscono di lavorare. Ad es. una malattia, un infortunio, o un licenziamento, a cui non segua un'immediata nuova assunzione: in questi casi si sono sviluppate nel tempo forme di garanzie, diverse a seconda se il lavoratore sia dipendente o autonomo, che lo proteggono nei periodi di invalidità o di forzata mancanza di retribuzione.

 
 
 

Lo Stato è un buon amministratore?

Post n°41 pubblicato il 29 Aprile 2009 da antonellabuffardi

Fino a circa il 1970 il bilancio dello Stato italiano era in ottima salute: lo Stato non spendeva più di quanto incassava e, ogni anno poteva vantare una situazione di pareggio, se non di lieve attivo di bilancio. Quando è scoppiata la crisi economica mondiale del 1973, con un enorme aumento del costo del petrolio (da 1,5 dollari il barile il suo costo è aumentato in pochi anni fino a 30 dollari il barile), le necessità di spesa dello Stato sono enormemente aumentate, soprattutto per fare fronte alla spesa sociale. Molte industrie entrarono in difficoltà e furono a vario titolo finanziate dallo Stato, molti lavoratori persero il posto e furono stipendiati con l'intervento della Cassa integrazione, il costo di molti prodotti aumentò notevolmente, costringendo lo Stato ad aumentare gli stipendi dei dipendenti pubblici. Iniziò così un lungo periodo in cui il bilancio dello Stato fu in perdita, tanto che oggi il passivo dello Stato (o disavanzo) è di circa 2,5 milioni di milardi di vecchie lire. Una cifra impressionanate, che dovrà essere assorbita nel corso dei prossimi decenni. Il compito economico delle prossime generazioni di italiani sarà proprio quello di recuperare questo enorme debito pubblico.

 
 
 
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Un blog di: antonellabuffardi
Data di creazione: 05/04/2009
 

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articolo veramente ben fatto complimenti. Ciao da...
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il 26/08/2016 alle 11:04
 
Grazie, sono davvero felice che lo trovi interessante!...
Inviato da: antonellabuffardi
il 14/04/2009 alle 09:31
 
veramente bello e interessante questo blog...ti faccio i...
Inviato da: twilight_shadow
il 13/04/2009 alle 19:04
 
Grazie Silvia!
Inviato da: antonellabuffardi
il 05/04/2009 alle 19:53
 
bellissimo questo video
Inviato da: silvia.to
il 05/04/2009 alle 19:47
 
 

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