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Post n°48 pubblicato il 05 Aprile 2008 da appestato.am

05042008stampa
Walter Veltroni scopre soltanto ora che il suo avversario fa una campagna elettorale in «modo assolutamente incivile».
La risposta indiretta del cavaliere non tarda: è un appello al capo dello Stato perché garantisca la regolarità del voto, messa in forse dalla impostazione grafica delle schede elettorali.
Secondo Berlusconi, esse "inducono più facilmente all’errore che all’espressione di un voto regolare".

Dunque, finito il discorso sui contenuti tutto gira attorno a giochi retorici per distogliere l'attenzione della gente dai problemi reali del Paese. Prima si diceva attenti ai brogli, adesso attenti alle schede perché la gente non capisce nulla.

Non è che gli amici e colleghi di Veltroni (sarebbe esagerato dire compagni) non siano sintonizzati sulla stessa lunghezza d'onda dei giochi retorici.
Domani nel mio borgo selvaggio si tiene una grande manifestazione del Pd sul tema: "Le parole da non scordare".

Pensate un po': la gente è in crisi per i mutui, gli aumenti dei prezzi e delle tariffe, e qui si offre come massimo della discussione politica, ad una settimana esatta dal voto, questa convention sul dialetto: "E' un modo di esplorare la nostra cultura, ma anche, per chiunque interverrà, per portare le parole e il loro significato con sé, nel futuro. Potrà farlo sui due muri che verranno allestiti, di cinque metri, dove segnare pensieri, parole, figure importanti del nostro tessuto", ha spiegato Andrea Gnassi, segretario provinciale del Partito Democratico.
Citiamo dal sito ufficiale del Pd. Dove si legge che alla base della manifestazione c'è la coscienza che "la perdita di una parola non è solo la perdita di una sfumatura".

Utile spiegazione che si può fornire magari a chi perde il lavoro: "Ma che cosa vuoi che sia mai... Vuoi mettere in confronto con la perdita di una parola in dialetto nel nostro parlar quotidiano?".
In italiano la risposta potrebbe essere: "Ma va a c....". In dialetto, i nostri vecchi dicevano: "Ma va' in te dom", vai nel duomo. Chissà perché: non lo sappiamo, non siamo esperti. Attendiamo lumi domani dall'incontro del Pd, intitolato appunto "Us geva isé". Si diceva così.
Per non restare isolati ed incompresi, noi aderiamo toto corde all'espressione nazionale, tra Pasolini e Moravia, "Ma andate a c....".

[Anno III, post n. 105 (482), © by Antonio Montanari 2008]

 

BlogcinaZeng Jinyan, moglie di Hu Jia: la loro storia internettiana e politica è tutta da considerare.

 
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