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Vane ciance

Post n°64 pubblicato il 11 Aprile 2010 da appestato.am

Governo senza potere? Berlusconi sogna di essere un nuovo De Gaulle



Berlusconi_degaulle

Occhei, diciamo imitando gli americani. Ma il gesto dell'ok è made in Italy, come nel dipinto di Paolo di Visso (XV sec.) che ritrae san Bernardino da Siena. Con la mano sinistra mostra un libro aperto, nella destra unisce a cerchio pollice ed indice secondo il modo usato dagli insegnanti di retorica per precisare: i discorsi sono giusti. Lo spiega Chiara Frugoni nello studio dedicato alla "Voce delle immagini". Insomma, niente è nuovo sotto il sole, tutto ha una storia.

Il discorso vale anche per la politica italiana. Si prospettano riforme. La più complessa ed oscura è quella costituzionale. Si vuole introdurre un quasi sistema francese. Dico quasi perché i nostri cugini d'Oltralpe eleggono il presidente della Repubblica con il doppio turno. Noi invece vogliamo risparmiare e ci accontenteremmo del turno unico. Sabato 10 aprile il capo del governo si è dichiarato impotente: "L'esecutivo non ha alcun potere": deve sottostare alle Camere. Dove peraltro la sua maggioranza è forte. Il rimedio è appunto modificare la Costituzione.

Molti suoi colleghi di partito non sono convinti. Italo Bocchino è stato l'unico politico di destra (crediamo) a ricordarci che il presidente francese nomina il presidente del Consiglio. In Francia non tutto è sempre andato liscio, perché si sono avuti lunghi periodi di contrasto fra capo del governo e capo dello Stato. Berlusconi pensa di eliminare queste eventualità con il turno unico, forse con il principio che chi prende più voti (anche un 20%) merita il 51? Bocchino teme il turno unico, come Fini: avremmo un presidente della Repubblica che nomina il primo ministro e controlla di fatto la maggioranza.

Il sistema francese fu cucito addosso a Charles De Gaulle nel 1962, dopo la nascita della Quinta Repubblica (1958) conseguente alla questione d'Algeria. Sergio Romano in un libro di Storia lo definisce una "monarchia repubblicana". È questo che vogliamo anche per l'Italia? Noi soltanto a parole siamo alla Terza Repubblica. Per cambiare il numero si deve cambiare Costituzione. Siamo ancora alla Prima, e basta, nonostante le chiacchiere. Di cui si lamenta Bocchino difendendo Fini, e definendo Bossi traditore perché nel 2001 chiamò Berlusconi mafioso.

Dunque, nel governo si litiga mentre le urgenze del Paese reale sono lasciate in ombra. Berlusconi cerca applausi parlando di oppressione fiscale. Come la destra reazionaria francese. Con vane ciance si perde tempo, non si dà da mangiare.

[11.04.2010, anno V, post n. 92 (1183), © by Antonio Montanari 2010. Mail.]

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Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA[/COPYRIGHT]

 
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