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Radicali, anti proibizionismo e disobbedienza civile

Post n°2 pubblicato il 23 Marzo 2008 da dinaforever

La Segretaria Nazionale di Radicali Italiani, Rita Bernardini, replica all'articolo pubblicato su Il Foglio del 22 marzo scorso, dal titolo 'Intruppati nel Pd, i Radicali sono superati a destra e sinistra'."A me pare che questo attacco del Foglio corrisponda più ai desideri del suo direttore – tutto impegnato nella battaglia per far dilagare l’aborto clandestino - che alla realtà dei fatti", risponde Bernardini.
• da Il Foglio del 23 marzo 2008, pag. 4

Siamo in difficoltà, deboli, diluiti, spenti, tramontati, finiti. Siamo i radicali “intruppati” nel PD, presenti “soltanto” (?!) sul Tibet e superati a destra e a sinistra. E’ questo il ritratto che fa dei radicali Il Foglio di ieri e sceglie il mancato impegno sull’antiproibizionismo come segnale di questa disfatta mentre Bertinotti, con la sua “capacità comunicativa”, e la Sinistra Arcobaleno ne fanno in questi giorni di campagna elettorale una bandiera.

A me pare che questo attacco del Foglio corrisponda più ai desideri del suo direttore – tutto impegnato nella battaglia per far dilagare l’aborto clandestino - che alla realtà dei fatti. Anche se non mi nascondo che fa parte del rischio che corrono i radicali, da decenni, l’ipotesi della definitiva scomparsa. Mi riprometto però di fare una raccolta di tutti gli articoli scritti in trent’anni sulla “fine dei radicali” e di farne regalo all’ultimo becchino in ordine di tempo.

Peccato che Il Foglio, proprio sul tema dell’antiproibizionismo sia un po’ distratto e si lasci affascinare, più che dalla lotta costante e - per alcuni versi - vincente, che i radicali conducono da anni, dalla “lotta” dei soli giorni della campagna elettorale dei comunisti di ogni risma e, in primo luogo, del rifondatore del comunismo Bertinotti. Se fosse stato meno distratto, si sarebbe accorto che proprio chi scrive, cioè la Segretaria di Radicali Italiani, è stata più volte processata insieme a Marco Pannella per le disobbedienze civili in materia di stupefacenti, e che alcune sentenze di assoluzione hanno fatto giurisprudenza e sono servite a non far finire in galera giovani colpevoli solamente di essere consumatori di sostanze illegali ma certo non più dannose di alcol e tabacco regolamentate e diffuse. Non so cosa abbiano fatto i comunisti in questi anni, se non qualche spinellata in cui gridavano allo scandalo se un poliziotto si azzardava a fermarli per far applicare la legge. Quello che so è che 43 dirigenti e militanti radicali si sono fatti processare e che 13 condannati in via definitiva come me, Pannella, Della Vedova, Stanzani e Vigevano non possono più candidarsi ad elezioni regionali, provinciali e comunali. Ma per noi sono i prezzi che si pagano e si debbono pagare per chi fa lotta politica usando nonviolenza e disobbedienza civile.

Una cosa dovrebbe far riflettere il Foglio, come fa riflettere noi radicali consapevoli del rischio costante di essere annientati: negli ultimi due anni Fausto Bertinotti ha parlato a Porta a Porta per 5 ore e 42 minuti mentre Marco Pannella, nello stesso periodo, ha avuto voce per 26 minuti (dati del Centro d’Ascolto). Sì, è probabile che si scompaia definitivamente ma, osservando la resistenza di cui siamo stati capaci noi radicali, il nostro saper essere “cellule staminali” che rigenerano i tessuti sociali, è possibile che le nostre idee di democrazia e di libertà non muoiano e che continuino a trovare gambe su cui marciare a lungo attraverso il vissuto di questo Paese.


 
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