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L'Arca dello spazio

Post n°157 pubblicato il 25 Luglio 2010 da Nippon2
Foto di Nippon2

Dopo trentanni di lavoro, viene allestito sulla rampa di lancio il primo modulo della grande stazione spaziale interplanetaria denominata "Arca". Una complessa rete di strutture posizionate nei laboratori di tutto il mondo ha fornito le soluzioni a tutti i quesiti e a tutte le problematiche che un simile progetto inevitabilmente sollevava. Solamente quello che sfuggiva alla scienza perfettibile e l'imponderabile avrebbero ostacolato la realizzazione del progetto, finalizzato alla ricerca di almeno un pianeta le cui caratteristiche, opportunamente facilitate dall'intervento dell'uomo, avrebbero potuto costruire  un nuovo mondo abitabile per il genere umano e per gli esseri viventi di cui aveva bisogno, dalle piante, ai batteri, agli animali di molti classi e dimensioni.

Dopo lunghi e intensi studi si era addivenuti  ad una lunga lista di esseri viventi terrestri di cui l’uomo aveva bisogno per sviluppare la vita in un nuovo mondo compatibile con le condizioni della Terra . La complessa e composita stazione spaziale poteva definirsi tranquillamente come una nave pronta per un viaggio nello spazio di lunghissima durata con elaborati sistemi di sospensione e ripresa della vita  di persone che avrebbero alternato lunghi periodi di “sonno” con brevi periodi di ripresa delle attività essenziali al controllo della rotta e della scoperta dei nuovi mondi oggetto dell’esplorazione. Elaborati sistemi assicuravano la vita e la riproduzione in laboratorio  di tutti gli organi viventi selezionati per la ricostruzione della vita nel nuovo pianeta. 

Era giunto il momento di verificare quanto era stato così lungamente preparato.

Con l’immissione in orbita dell’ultimo modulo e dell’equipaggio selezionato, aveva inizio la grande avventura.  Una volta assemblata la nave e con l’equipaggio al completo iniziava adesso il programma di verifica delle attrezzature di bordo  e dei sistemi di rallentamento e sospensione dei parametri vitali  e la ripresa degli stessi nei momenti e nei luoghi stabiliti.

Per un mese terrestre furono fatte prove di collocamento nei sistemi stellari più vicini,  ma già il tempo scorreva diversamente sulla nave . Infatti qui le prove erano durate solamente tre ore. Al termine delle quali, rinfrancati dai risultati conseguiti, si dava il via al programmato distacco dal tempo e dallo spazio terrestre.

Sulla terra la nave non fu più vista .          (continua)

 
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