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Post n°162 pubblicato il 17 Agosto 2010 da Nippon2
Foto di Nippon2

Sulla terra dopo i primi dieci anni di appassionate e animate conferenze esplicative si procedeva sul programma di archiviazione e registrazione delle principali novità nel campo della conoscenza e un vasto archivio veniva aggiornato continuamente in modo di offrire ai discendenti dell’equipaggio originario, una sintesi di tutto lo scibile umano. Furono allestite cittadine autonome  per accogliere i viaggiatori e camere con tutti i conforts.

Ipoteticamente un equipaggio al ritorno di una lunga esplorazione spaziale aveva bisogno di almeno due anni di riabilitazione  nel caso avessero rispettato il programma di mantenimento sulla nave, e di circa venti anno in caso contrario.

Queste cittadine automatizzate furono distribuite in quaranta punti della terra ed erano tutte collegate tra di loro. Una cosa le accomunava. Erano tutte perfettamente funzionanti ma in stato di attesa. Solo in due cittadine dell’India e del Pakistan le strutture erano state violate e utilizzate dalle popolazioni locali per fare fronte a continue inondazioni che flagellavano quei luoghi da sempre.. Dopo cento anni tutto era caduto nel dimenticatoio. Delle quaranta cittadine trentotto rimanevano formidabili sentinelle a difendere un sistema fatto dagli uomini per gli uomini ma che temeva gli uomini.

 
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