
E' prevista il 3 marzo a Sanremo la prima de " L'uomo di Marzo ", la docu-fiction su Lucio Battisti ideata dai registi Volpi e Marrocchi.
Nel film il giovane cantante rappresentato come un figlio dei fiori incontrerà Margherita, una favolosa modella cui si ispirerà per le sue favolose canzoni.
Il Pincio scelto come location per questa biografia alternativa nella quale Lucio Battisti sarà interpretato dal sosia e artista Mauro Spatocco e la bella Margherita da Divina Giovinazzo. Privilegiato l'aspetto romantico piuttosto che quello storico dato che il poeta di Poggio Bustone ha vissuto un pò nel suo paese nativo in provincia di Rieti, qualche anno dalla zia Fatina a Vasche ( sempre nel Reatino ) e successivamente per lavoro a Milano e a Roma.
Forse qui và indirizzata la critica, sul fatto che i suoi luoghi non ci saranno e probabilmente l'impatto del pubblico potrebbe essere duro, ma la critica potrebbe apprezzare molto questo modo azzardato e particolare di raccontare un personaggio schivo come Lucio, che sfuggiva spesso alle luci dei media.
Potrà essere completa una rappresentazione che non contiene i lati oscuri del carattere del Lucio cantautore? Potrà esistere una storia senza Mogol, il suo paroliere, senza i suoi luoghi, senza le sue tante donne ( Maria, Rosa, Francesca, Linda che ballava )?
Che ne pensi?
Inviato da: Anonimo
il 23/03/2008 alle 15:22
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il 25/12/2007 alle 21:25
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il 30/09/2007 alle 14:52
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il 29/06/2007 alle 15:48
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il 18/05/2007 alle 22:30