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Post N° 18
e poi una sera t'appigli in una stella caduta, una di quelle che avevano creduto alle tue promesse sussurrate, incise nella cicatrice d'argento.
T'appigli e ti graffi e ti ritrovi la vita a macchiarti le dita.
Non è rimasta ad aspettarti all'altro capo del telefono (come se poi un telefono avesse un capo, una coda, un corpo, e non fosse poco più che un viscido ribollire d'imprecisioni), non è rimasta ad aspettarti all'incrocio dei pensieri dove le hai dato un appuntamento non rispettato o sui binari rappresi, ritorti come capelli di medio oriente.
Gli anni sono passati come gatti, seguendoti distanti, mangiandoti la carne ed i ricordi nella tua notte.
Indifferentemente. Senza passione, amore o crudeltà, perchè così solo sanno essere.
Perchè anche i giorni che per te custodiscono una ricorrenza ed un senso, non ricorrono, ma semplicemente passano, come sponde cinesi sorridenti al nuovo cadavere.
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Inviato da: vuitton0
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