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Mi fa impazzire...

Post n°17 pubblicato il 17 Marzo 2005 da girlbastardinside
Foto di girlbastardinside

Questa è la storia di cappuccetto rosso in chiave moderna... l'ho trovata in un sito... ve la scrivo perchè a me mi ha fatto stramazzare di risate

C'era una volta una cara ragazzina, che solo a vederla le volevan tutti bene. Specialmente la mamma, che un giorno le disse: "Cappuccetto Rosso, vieni qua!". "Eccomi, mammina!", rispose subito lei. "Cappuccetto Rosso, mi devi fare un favore: prendi quel paniere e mettici dentro la grappa e le pillole per la pressione". "Ecco fatto mammina!". "Brava, adesso prendi il paniere, attraversa da sola il bosco nero infestato dai lupi, vai a casa della nonna, sfonda a spallate la porta e dalle il paniere". "Perché devo sfondare la porta a spallate, mammina?", disse la ragazza. "Perché è sorda", rispose la mamma. Quindi Cappuccetto Rosso indossò la sua mantellina scarlatta, prese il paniere e stava per uscire di casa quando d'improvviso le venne uno scrupolo. Si girò verso la madre e disse: "Mammina, ma mi spieghi con quale cuore mandi una minorenne da sola in un bosco infestato da bestie feroci?! Ma io chiamo l'assistente sociale!". Allora la mamma sorrise e le disse "Zitta, insulsa stronzetta, o farai la fine di tuo padre!". Cappuccetto Rosso, che era tanto cara, capì subito e si avviò senza fiatare. Prima di andare, per sì e per no, prese comunque l'ascia dal capanno degli attrezzi. Il bosco era buio e da ogni direzione provenivano strani rumori. La ragazzina era così tesa che si trovò costretta ad arrotolarsi un sigaretta aromatica, giusto per stemprare la tensione. Dopo la terza sigaretta aromatica si sentì più leggera e si convinse a continuare il viaggio. Era proprio in mezzo al bosco, quando la luce si fece più tenue e Cappuccetto Rosso, nonostante il chimico ausilio, era tesa come una corda di violino e stringeva con forza l'ascia. Sentì un rumore provenire dietro di lei, e d'istinto menò un potente fendente d'ascia senza neanche guardare. E quella fu la fine di Bambi. Dopo qualche metro si trovò davanti un lupo ferocissimo, alto due metri e parecchio alterato. "E tu chi sei?", disse la ragazza. "Piacere, Gianfranco!", disse il lupo tendendole la zampa. I due cominciarono a parlare del più e del meno. Stavano discutendo del controllo delle nascite, quando il lupo cambiò discorso e le chiese: "Dove stai andando, cara?". Cappuccetto Rosso rispose: "Vado a casa della nonna, che sta tanto male e le porto dei beni di conforto". "E dove abita la nonna?", disse il lupo. "Abita in fondo a questa strada, dietro il distributore di benzina, proprio accanto al sexy shop". "E come si chiama tua nonna?", disse il lupo. "Ma te la fai una forchettata di panieri tuoi?", rispose cortese Cappuccetto Rosso, e si avviò da sola verso casa della nonna. Lungo la via si divertiva a guardare fiori e piante e a riconoscerne il nome. "Rosa, Ortica, Quercia, Margherita... NOOOO! Non ci posso credere!!!". Cappuccetto Rosso trovò un'intera piantagione di erba aromatica, e ne raccolse a piene mani, pensando a quante sigarette ne avrebbe potuto ottenere. Si accorse poi che era tardi, e che il sole stava per tramontare. Si avviò quindi spedita senza girarsi, ma continuando a fumare. Nel frattempo il lupo, che dopo il passaggio all'Euro non aveva i soldi manco per il caffè, decise di approfittare di quella ghiotta occasione e decise di mangiarsi nonna e nipote in un sol colpo. Si recò dalla vecchia, sfondò la porta e la ingoiò in un sol boccone. Poi indossò la sua vestaglia e la sua cuffia, e scoprì qualcosa in più sulla sua sessualità. Ma questa è un'altra storia. Nel frattempo Cappuccetto Rosso arrivò a casa della nonna in uno stato pietoso e trovando la porta già sfondata tirò un sospiro di sollievo: "Almeno questa volta non la devo sfondare io". Entrò timida e dolce nella casa e trovò una cosa pelosa ed enorme vestita da vecchia nel letto della nonna. Subito si disfece della nuova erba aromatica che aveva raccolto. "Sta roba fa male!", pensò. Quindi si avvicino al letto e disse: "Che occhi grandi che hai!". "Che occhi rossi che hai!", rispose il lupo. Cappuccetto Rosso decise che era meglio cambiare discorso. "Ehm, che orecchie grandi che hai!", disse quindi. E il lupo rispose: "Per ascoltarti meglio!". "Ma non potevi comprarti un apparecchio acustico come tutti gli altri?". Poi la ragazza si accorse dei denti della nonna, e disse: "Nonna, dammi il numero del tuo odontotecnico, mi sa che ha di nuovo combinato un casino con la tua dentier...". Ma non riuscì a finire la frase che il lupo le saltò addosso e cercò di ingoiarla. Cappuccetto Rosso, nonostante lo stordimento fu svelta a scansarsi e con un colpo secco decapitò il lupo e disse: "E questa la appendo in salotto accanto a Bambi". Poi prese delle forbici e aprì la pancia del lupo per liberare la nonna. Riuscì a tirarla fuori dalla pancia e le disse: "Nonna, ce l'hai sempre avuta così brutta la pelle, o sono stati i succhi gastrici del lupo?". E tutte e due scoppiarono a ridere e si fecero un goccetto di grappa alla faccia del lupo.

 
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