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El Che

Post n°99 pubblicato il 14 Aprile 2009 da bertrand_a

Ernesto Guevara de la Serna nasce nella città argentina di Rosario, vicino al confine con il Paraguay, il 14 giugno 1928. Fin da bambino impara a convivere con quell'asma che lo afflisse per tutta la vita. Infatti, all'età di quattro anni la famiglia Guevara è costretta a trasferirsi prima a Cordoba, poi ad Altagracia, dove il clima è più adatto alla malattia del giovane Ernestito.
Negli anni del secondo conflitto mondiale, conosce Alberto Granado e pratica numerosi sport, tra cui il rugby, dove eccelle particolarmente. La sua passione però, resta la lettura: Baudelaire e Neruda sono i suoi poeti preferiti. 
Dopo essersi trasferito a Buenos Aires, si iscrive alla facoltà di Medicina, ma appena possibile viaggia per il paese in motocicletta o in bicicletta, a ovest fino alle Ande oppure a sud nell'immensità delle Pampas. 
A fine dicembre del 1951 parte in moto con Alberto Granado per visitare alcuni paesi della costa del Pacifico, ma a Santiago del Cile la moto viene abbandonata e i due proseguono il loro viaggio con ogni mezzo disponibile.
Ernesto inizia a tenere un diario, in cui annota puntigliosamente tutto quello che capita. Ad Agosto dell'anno seguente i due si dividono: Ernesto ritorna a Buenos Aires, dove si laurea, Alberto rimane in Venezuela.

Il 1953 vede il Dottor Guevara partire di nuovo verso nord: a Guayaquil, in Ecuador, conosce Ricardo Rojo, un esiliato argentino, che gli racconta della straordinaria riforma agraria promulgata dal Presidente del Guatemala Jacobo Arbenz, che aveva avuto il coraggio di esprorpiare più di duecentocinquantamila acri di terra della United Fruit Company. 
Senza esitare, Guevara si dirige in Guatemala. Qui conosce Hilda Gadea, un'esiliata peruviana, che lo mette in contatto con un gruppo di rivoluzionari cubani, sopravvissuti all'assalto alla caserma Moncada: Dario Lopez, Mario Dalmau, Armando Arencibia e Nico Lopez. Essi iniziano a chiamarlo Che, parola argentina di origine guaranì, che egli, come molti argentini, usa come intercalare.
Nell'agosto del 1954, in seguito all'intervento militare statunitense contro il legittimo governo di Arbenz, il Che si rifugia a Città del Messico, dove stringe amicizia con un profugo guatemalteco, Julio Roberto Cáceres, "El Patojo", con cui farà per un po' il fotografo ambulante. L'anno seguente il Dottor Guevara ottiene un posto nell'Istituto di cardiologia all'Ospedale Generale della città e qui, per caso, rincontra Nico López, che lo introduce in casa di María Antonia González, sorella di un perseguitato politico del regime di Batista. In luglio il Che incontra Fidel Castro e decide di arruolarsi subito come medico alla spedizione che si sta preparando.

Dopo un lungo addestramento e due mesi di prigione, finalmente il 25 novembre del 1956 lo yacht Granma parte con a bordo ottantadue uomini con rotta verso oriente, verso l'isola di Cuba. Dopo una settimana di mare mosso e di nausea, il gruppo sbarca a Playa de las Coloradas, nella parte orientale dell'isola e nel giro di tre giorni ben settanta membri della spedizione rimangono sul campo di battaglia: solamente dodici uomini si rifugiano allora tra la vegetazione della Sierra Maestra. Gli scontri armati tra l'esercito di Batista e i barbudos, che accolgono tra le loro fila sempre più gente, durano ben due anni: il 28 dicembre 1958 Guevara, a capo della propria divisione militare, vince la decisiva battaglia di Santa Clara e dopo pochi giorni, il 2 gennaio 1959, la colonna del Che entra vittoriosamente all'Avana.
Il 9 febbraio un decreto del governo dichiara Ernesto Guevara cittadino cubano di nascita per i servizi resi alla rivoluzione. Tra giugno e novembre inizia un lungo viaggio tra i paesi non allineati: si incontra, tra gli altri, con Nasser, Nehru, Sukarno e Tito. Al ritorno è nominato Presidente del Banco Nacional de Cuba. L'anno seguente visita i paesi dell'est europeo e la Cina: intavola trattative commerciali con Mikoyan, Mao e Chu en Lai. A febbraio del 1961 Guevara viene nominato Ministro dell'Industria. Il 15 aprile mercenari finanziati dalla Cia tentano un'invasione dell'isola alla Baia dei Porci: il Che partecipa attivamente alla difesa e alla sconfitta degli invasori.

La vita politica di Guevara prosegue tra mille impegni e viaggi all'estero: l'11 dicembre 1964 pronuncia un discorso davanti all'Assemblea Generale della Nazioni Unite, a New York; pochi giorni dopo parte per l'Africa e per la Cina. Il 14 marzo 1965 rientra a La Habana. All'aeroporto lo accoglie Fidel Castro: è l'ultima volta che il Che compare in pubblico.
Il 3 ottobre, in risposta alle supposizioni fatte da alcuni giornali stranieri sulla sorte del Che,
Castro legge la lettera di addio, scritta da quest'ultimo prima della sua partenza da Cuba. A novembre del 1966 Ernesto Guevara, travestito ed irriconoscibile, raggiunge la selva boliviana e si aggrega al focolaio guerrigliero, che è lì istallato. A marzo dell'anno seguente arrivano al campo base Régis Debray e Ciro Bustos, che vengono arrestati il 20 aprile ed iniziano a rivelare la presenza del Che e di alcuni cubani in Bolivia. L'esercito di Barrientos riesce a limitare la diffusione della guerriglia, che, infatti, mai attecchirà tra gli spaventati campesinos boliviani.

L'8 ottobre 1967, alla Quebrada del Yuro, vicino al villaggio di Higueras, un distaccamento di rangers si scontra col gruppo di guerriglieri capeggiato da Guevara: il Che, colpito da una raffica di mitragliatrice alle gambe, è fatto prigioniero. Poche ore dopo verrà freddato con un colpo di pistola al cuore. 

 
 
 
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