Creato da La_Guardiana il 08/09/2007

Beth's World

Tutta l’esistenza è cogliere l’attimo che fugge, che non vuol dire inseguire chi non esiste. In quei giorni sabbatici francamente mi convinsi di aver addomesticato le briglie della mia storia, invece stavo solo facendo una pausa, per paura di crescere, perché, alla fine, mi sembrò, così chiaro tutto. Nella vita si può fuggire da un sacco di cose o affrontarle con coraggio.

 

 

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Post N° 89

Post n°89 pubblicato il 02 Dicembre 2007 da La_Guardiana
 

Sabato sera. Mando un sms per capire se c'è qualcuno disposto ad un cinema, questo cinema si trasforma in una serata a Roma, in un quartiere bene, in programma un amico che col contrabbasso accompagna una cabarettista che fa intermezzi jazz. Con noi viene anche Cate, classe '82, quindi giovanissima, con una storia talmente triste da non potersi scrivere in un post dato in pasto al mondo. Siamo sempre noi, le solite, nell'ultimo mese ho ingoiato qualche rospo, ma faccio finta di nulla e non chiedo nulla, ma onestamente credo che certe "meditazioni" siano solo un cumulo di cazzate. Cercare il benessere attraverso pratiche che non appartengono alla nostra cultura è qualcosa che trovo stupido e incoerente, come la presunzione che possa dar da mangiare. Cate ci ha fatto questo test psicologico...

Sei in un deserto c'è un cubo, come lo immagini?

Lo immagino tipo il cubo magico, colorato, di plastica e grande come una piramide.

C'è un cavallo come lo immagini?

Lo immagino bianco, imbizzarrito che annaspa nell'aria...sta davanti al cubo.

C'è un bicchiere, dove si trova, cosa c'è dentro?

E' di vetro, di quelli da cucina, ce l'ho in mano, è vuoto.

C'è una scala...

E' una scala a pioli di legno, sta poggiata al cubo ma non arriva alla sua estremità.

C'è una tempesta...come la immagini?

La tempesta è di sabbia, granelli ovunque ma la scena è ferma ed immobile...

Il cubo rappresenta l'ego... il cavallo l'amore... il bicchiere l'amicizia... la scala le relazioni affettive in generale... la tempesta... come affonto le avversità nella vita.
Beh sarà una cavolata, ma ne esce un quadro di me molto realistico...

Provate a farlo voi, magari solo a pensare al vostro deserto.

Buona settimana!

PS: la serata si è conclusa con una quasi lite, ma tra amici Veri si chiarisce sempre tutto con una bella telefonata.  

 
 
 
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Chiudi gli occhi e seguimi!
voglio mostrarti notti infinite
paesaggi incantati, stelle sconosciute
e farti dimenticare per sempre
i timori del risveglio.
non c'è niente che possa svanire con l'alba
e non mi cercare lontano.
questo mondo è già dentro di te
sorridigli!

Grazie Amore...

 

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LA GUARDIANA

Quando io svegliandomi al mattino entravi
nella costituzione dei pensieri
che in fraseggio infinito compitavano
gli enigmi da risolvere, i sacrifici e i doni
che avrei deposto sulla soglia stretta
del tuo così diversamente ingombro
mattino di fretta e di faccende, da cui
usciva, senza che mai davvero io
la vedessi, quel solito rumore
di porta che si chiude, disperando
di me ostinata artefice di deluse chiavi,
cercavo la mia perduta grazia, quell'infanzia
che in armonia cedevole ascoltava.
Ero colpevole. Di non saper raggiungere
per troppa mira la chiusa morbidezza
del tuo cuore: passando per la mente,
sì, con le parole, le valorose mie nobili
scudiere, cui avevo sempre dato
immenso credito - che a loro era passata
la gloria delle chiavi. E adesso che cos'erano
se non le vuote prove di un avvocato
che voglia impratichirsi del mestiere?
Un'impotente e macchinosa avvocatura
per rendermi ai tuoi occhi, e ai miei,
meno colpevole. Di non saper trovare
la porta che non c'era, quella sognata porta
che ti chiudeva centuplicata in bene,
che anche tu, guardiana stanca, sapevi
che non c'era, ma che anche tu sognavi
sperando che le chiavi, la faticosa
virtù delle mie chiavi facesse esistere
quello che non c'era, che se io avessi inventato
il suono giusto, il giusto combinarsi
di parole, fossi riuscita nella
descrizione, saremmo entrate in due
in quell'invenzione. Per poi scoprire
che il piacere non ha porte e che
se mai l'avesse stanno aperte, che
potevamo allora rimanere fuori
sfornite e arrese tutte e due alla pari
giocando io alla porta tu alle chiavi.

(P. Cavalli)

 

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