
Anche se magari è poco, vorrei portare un piccolo tributo a una persona che mi ha sempre dato una grandissima forza nei momenti difficili, e che mi ha fatto amare sempre di più una parte delle mie origini.
Voce simbolo della Sardegna; una voce, quella di Parodi, soneanima,
suono dell'anima, capace di cogliere ogni sfumatura e di esprimere con
leggerezza una musica ricca di chiaro-scuri, rivalutando e restituendo
nella sua pienezza e artisticità la figura del cantante di musica
popolare tradizionale, il folk singer.
L'ex voce dei Tazenda,
gruppo da cui si era separato da diversi anni, aveva scoperto circa un
anno fa di avere un tumore e della sua malattia aveva parlato in più
interviste e durante i suoi concerti. Se n'è andato a 51 anni. E ora i
suoi amici, i suoi colleghi, ma anche chi lo conosceva solo un po' e
già gli voleva bene, lo piangono ricordandone la determinazione, la
poesia e la leggerezza che lo hanno accompagnato sino all'ultimo
istante.
Nonostante la malattia, Parodi anche negli
ultimi tempi non aveva smesso di lavorare e di esibirsi in pubblico. Il
22 settembre 2006 è salito sul palco per l'ultima volta, nella
magnifica cornice dell'Anfiteatro romano di Cagliari, dove si è svolta
la festa del "raccolto", un concerto-omaggio alla carriera dell'artista
sardo-ligure considerato una delle figure centrali della scena sarda e
nazionale degli ultimi vent'anni. Grazie a lui, la musica sarda è
uscita dai naturali confini, contribuendo a ridefinirla e ad
arricchirla con eleganti sperimentazioni e preziose contaminazioni
etniche da ogni parte del mondo. Tutto con un unico filo conduttore:
nelle sue canzoni ha dato la voce al popolo sardo, ha raccontato la
Tradizione, che nel mondo della globalizzazione si rischia
pericolosamente di perdere.
Importanti le sue collaborazioni con
grandi star internazionali tra cui Noa e Al di Meola ma anche con
Fabrizio De André con il quale collaborò all'album 'L'indiano' in
ricordo del rapimento di cui De André fu vittima assieme alla moglie
Dori Ghezzi. Oltre che musicista ed interprete, da sempre pioniere per
vocazione, con "Spunta la luna dal monte" cantata con Pierangelo
Bertoli al Sanremo del 1991, Andrea Parodi impone al largo pubblico il
filone della canzone dialettale di ispirazione etnica e folk, aprendo
la strada alle successive partecipazioni della Nuova Compagnia di Canto
Popolare, Enzo Gragnaniello e Avion Travel.
Parodi si impegnò in
prima persona nel sociale, fu tra i protagonisti di "Artisti contro la
Guerra" (spedizione umanitaria di solidarietà culminata in un grande
concerto nella capitale irachena, nel 2003) e fu testimonial del WWF
per il parco del Gennargentu.
L'ultimo suo lavoro discografico è
"Abacada" che è anche la canzone•simbolo di tutto il progetto: in sardo
molto antico significa quiete, pace. Ma è anche la formula magica su
cui si fonda il patrimonio poetico dei popoli sardi: A B C D è la
struttura metrica portante di muttos, ottave e battorinas.
''C'e' un momento, fra la notte e
il giorno, che non è né notte né giorno.
Quello, è un momento di AbacadA...
Dopo la sua AbacadA, Andrea ora canta e
canterà sempre ancora per noi, nell'aria, e dovunque.
Perché 'La vita è bella'. Buon viaggio, capitano!''.
Inviato da: kiub28
il 11/10/2008 alle 18:52
Inviato da: kiub28
il 26/06/2008 alle 13:00
Inviato da: jenny862008
il 25/06/2008 alle 21:03
Inviato da: jenny862008
il 09/06/2008 alle 18:33
Inviato da: cucciolo19791
il 29/05/2008 alle 03:47