Una volta nella vita sono stata eroica.
Conscia di quello che avrei dovuto affrontare mi sono messa in marcia: ho indossato scarpe comode, borsa a tracolla e infilato in borsa una manciata di pasticche, per ogni evenienza. Mentre camminavo seguendo il percorso guidato, come un vitello al macello, mi sono resa conto del sovrapopolamento del pianeta. Inutile negarlo, siamo troppi. Ho provato gli effetti del surriscaldamento, sperimentato empiricamente la legge di Murphy, capito il significato di "cercare un ago in un pagliaio" e forse avuto una visione mistica.
Alle 21 mi sono spalmata sul divano, soddisfata e sfinita.
Questa mattina il prestiné, che è mio coetaneo, dice: "Ma sarò ben pirla, ho approfittato di questi giorni di vacanza per portare i bambini a Gardaland. C'era il mondo, secondo me la gente nasceva dai fili d'erba."
Io: "Credo d'averti battuto, sono andata all'Ikea".
Specchio riflesso, la parola torna indietro, attenti a quello che dite.
