Il locale sembra semplice. Se lo sguardo si sofferma sui dettagli si nota che la semplicità è frutto di attenzione, ricerca, conoscenza.
Mi piace, anzi ci piace.
Ci accomodiamo in veranda.
Il caldo non smorza l'appetito.
Nel tavolo accanto ci sono cinque ragazzi che abitano nel paese accanto al mio. Buffo.
Ho un attimo di indecisione, carne o pesce?
Carne, l'ho detto, il caldo non ha nessun effetto lenitivo sul mio appetito.
Filetto di maiale con pesche.
Nell'attesa ci si delizia con l'antipasto, verdure, salumi e prodotti da forno locali.
Il piatto candido è decorato da tre composizioni edibili.
Il maiale è succulento, si taglia con la forchetta. E' ricoperto da una salsa demi glace all'aceto basamico e adagiato su pesche a pasta gialla laccate con miele, credo di acacia. Hanno la giusta consistenza, morbide all'esterno con cuore croccante. Accanto ci sono spicchi di patate novelle con buccia cotte al forno e verdure di campo ripassate in padella.
Al primo boccone chiudo gli occhi.
Estasi pura.

"Il bignè aderiva alle mucose più intime del mio palato, la sua molle sensualità sposava le guance e la sua indecente elasticità lo compattava immediatamente in una pasta omogenea e cremosa, a cui la dolcezza dello zucchero conferiva una punta di perfezione."