Volevo scrivere tutt'altro, ma ho saputo che il 18 marzo dovrò lavorare fino a tardi.
In questo periodo lamentarsi perchè si deve lavorare può apparire blasfemo, mi scuso quindi se quello che scriverò offende qualcuno.
A me lavorare piace e difficilmente mi lagno per la mole. Svolgo ciò che devo, e anche ciò che spetterebbe ad altri, senza pensare al compenso (che non varia di un euro) e alla gratificazione morale (prima o poi arriverà). Va fatto e si fa, non mi arzigogolo troppo.
Essendo di cotale pasta do gioco facile alle alte sfere che ringraziano fissandomi riunioni che nessuno vuole fare ad orari che nessuno fa. Poco importa se avevo già tutto organizzato e adesso ho gli occhi lucidi. Suvvia, che sarà mai qualche settimana in più d'attesa...
