Creato da redazione_blog il 10/12/2006

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Panico o sangue freddo?

I

eri sera niente prove per il gruppo di blogger allo sbaraglio che realizzeranno l'On Air Talk Blog!
Pur essendo collegata su skype qualcuno mi ha sentito stranamente abbattuta e scarsamente reattiva, soprattutto poco interessata a smanettare con schede audio, cuffie, microfoni o play list di musica non coperta da diritti.
In realtà stavo meditando un "omicidio" ed avvertivo su di me i postumi di una brutta avventura vissuta nel pomeriggio.
Oggi, dopo una nottata di incubi, la volontà di infierire fisicamente sull'amica che ieri mi ha messo letteralmente nei casini non mi è certo passata, ma in compenso rifletto su quanto mi è accaduto e mi domando quali siano le reazioni tipiche della mente umana dinanzi ad un grave pericolo.
Prevale il panico o il sangue freddo?

Avevamo programmato di raggiungere degli amici in una villetta di montagna che si trova in Basilicata, quasi al confine con la Calabria, sicchè ci siamo mosse per tempo ed abbiamo cominciato il nostro viaggio con la mia macchina, corredata di un navigatore satellitare di ultima generazione ed animate da voglia di divertirci e tanto spirito di avventura.
Tutto pensavo però, tranne che l'avventura, sia pure a lieto fine, sarebbe stata decisamente da brivido. Cosa è successo? E' successo che, terminata la strada maestra, percorsa senza alcun intoppo grazie alle indicazioni del mio GARMIN, la mia amica, prossima a passare a miglior vita (perchè gliela farò pagare) ha cominciato a dettar legge sul percorso da seguire, fornendomi indicazioni completamente diverse da quelle che il navigatore mi suggeriva.
"No, sta sbagliando, fidati, io ci sono già stata in quella villa, ti guido io, non è quella la strada, fai quello che ti dico".
Questo era ciò che continuava a ripetermi con determinazione mentre io guidavo silenziosa con una crescente perplessità e con una gran voglia di dirle: TACI!

E' stato così che ci siamo ritrovate in una strada da paura, molto simile a quella riprodotta nella foto, lungo la quale il mio macchinone riusciva a passare a stento.

 

 

Lei continuava a ripetermi : "si si, vai tranquilla, si va proprio di qui", mentre io, sempre più silenziosa cominciavo a diventare a dir poco tachicardica.
Quando i nostri cellulari  sono risultati entrambi senza campo ed il mio navigatore ha visualizzato la domanda: "VUOI PASSARE A MODALITA' PEDONALE?" ho realizzato senza più alcuna ombra di  dubbio di essere oramai nella merda sino al collo.
E qui mi domando: sono io che dinanzi al pericolo faccio prevalere la razionalità oppure è tipico della mente umana cominciare ad impegnarsi nelle possibili soluzioni atte ad arginare il rischio?
Io ho mollato la macchina e, con amica stronza al seguito ho detto risoluta:  - adesso si fa quello che dico io  - e l'ho costretta a scarpinare per circa due chilometri a piedi sì da capire se la strada era percorribile in auto, dove essa ci avrebbe portato e soprattutto se sarebbe stato più saggio tornare indietro tentando una rischiosissima retromarcia.
Ma se non avessi avuto il sangue freddo di testare a piedi preventivamente il percorso e, se quel percorso, per quanto sbagliato, non si fosse rivelato percorribile in auto cosa sarebbe successo?

Ho l'impressione che la paura sia il motore della sopravvivenza, poichè essa invia al cervello gli stimoli per prevedere gli eventi, rispondendo adeguatamente a quelle situazioni che possono intaccare la nostra integrità fisica.
Ma mi domando se sia tipico della mente umana reagire al pericolo con una buona dose di sangue freddo o se al contrario certe reazioni siano individuali e condizionate da numerose variabili, come l'esperienza, il carattere, i propri trascorsi emotivi.
Ancora non lo so, ho perso in lucidità e mi sento spossata e stanca, quasi svuotata. Lo domando a voi ed in attesa di rientrare completamente in me stessa e riprendere le prove per l'On Air Talk Blog attendo di leggere le vostre opinioni a riguardo.

 

 

 
 
 
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