Considero l’eleganza un atteggiamento interiore, quasi uno stato di grazia. Per grazia intendo tutta una fusione di doti, insita dello spirito elegante: una caratteristica innata, che fa parte del profondo dell’essere. Certo, esiste un’ esteriorità , un impatto visivo dell’altro che ci induce a pensare che una persona sia elegante. Ma quella apparenza, non è altro che l’espressione di quello che si è dentro: è l’interiore che diviene esteriore. Chi è elegante non è mai fuori posto, mai volgare, sa come muoversi, come vestirsi, come parlare, a prescindere da dove si trova e con chi si trova. Gli viene naturale, non deve sforzarsi. È elegante sempre. Non ha bisogno e non vuole apparire, ma per assurdo viene notato, perché di certo non è una persona comune. Al di là del contesto sociale, l’eleganza... o si ha, o non si ha. Se la vita fosse una corda tesa, una persona elegante sarebbe un ottimo equilibrista. Tutti quelli che sono privi del giusto equilibrio, si sforzano di camminare su quella corda, ma alla fine, cadono inevitabilmente.