ResetStamattina a casa mia... la sveglia non ha suonato ( o non l’abbiamo sentita?). Capita. Non vi racconto quello che “ non ho fatto” per riuscire a... tamponare il mancato risveglio del solito orario. Sicuramente saprete anche voi cosa significa: correre, uscire senza fare colazione, “coprirsi” invece di vestirsi, perdere la calma e arrivare al lavoro con la faccia tirata e nervosa. Invece no... non è andata così perché ho pigiato quel bottoncino nel mio cervello su cui c’è scritto “ Reset”.Tutto è ritornato “normale”, la mia faccia si è distesa, ho indossato un gran sorriso e così ho cominciato “daccapo” la mia giornata. Ho cancellato in un batter d’occhi, quella sensazione spiacevole di ansia e stress che stamattina mi aveva assalito. E ce l'ho fatta: sono arrivata al lavoro "tranquilla". Ho addirittura abbracciato una mia collega, che ha detto: “ Ma guardati... sei la felicità in persona!” Devo ammettere che ho saputo tener testa alla situazione, ho avuto un bel self-control. Però ho ripensato a quel bottoncino e mi è venuta spontanea una domanda. Mi sono chiesta: se si potesse cancellare solo qualche brutto episodio della nostra vita, che ci ha fatto soffrire, sarebbe utile? Soprattutto quando, ricordandoci di quei momenti, stiamo ancora un pò male. Sarebbe bello anche poter cancellare le preoccupazioni, l’ansia, le fobie... infondate, che ci fanno vivere male. Certo una formattazione del cervello... nessuno la vorrebbe: sarebbe come perdere se stessi. Ma qualche pulitina qua e là potrebbe esserci di aiuto... oppure no? La domanda si potrebbe ribaltare, nel senso che: ci serve ancora soffrire per un vecchio “file”, che sta lì in qualche angolo remoto del nostro cervello?