Senza fineQuando aspettavo che nascesse la mia seconda figlia, alle volte, mi ponevo delle domande assurde. Amavo così immensamente già una figlia, come sarei stata capace di amarne un’altra in egual misura? Pensavo che non sarei riuscita ad amare, così infinitamente, nessun altro.Avrei potuto dividere l’amore che avevo in due parti uguali?Mi sembrava impossibile.Mi venivano i sensi di colpa. Avevo paura.Una paura folle di non riuscire a poter dare di più.Arrivò il giorno,colmo di attesa, paure e mille altre sensazioni. Quasi mi mancava il respiro.Ma ero pronta. Quando nacque, lei era tranquilla, non pianse.Mi guardò.O mi sembrò che fosse così.Aveva degli occhi incredibili e grandi.Allungai la mano e la toccai per la prima volta. Quel contatto provocò un’esplosione dentro di me.Una forza tremenda mi travolse.E accadde ciò che doveva accadere:amai subito quella piccola creatura come avrei voluto.Infinitamente.Quel nodo alla gola si sciolse.Finalmente piansi.Piansi dalla gioia,ma anche dal sollievo.Mi ero liberata dai miei sensi di colpa.Avevo scoperto che l’amore di una madre non si misura.Non finisce. Ne avevo così tanto da dare, è senza fine.E si dà, senza mai aspettarsi nulla in cambio. Senza chiedersi il perché... si dà.Avevo scoperto che non si diventa mamma per la seconda volta.O la terza...o la quarta.Si diventa mamma.Punto.Quella famosa notte la passai, io... mamma, mano nella mano della mia mamma. Sentivo il bisogno di essere figlia.Ancora una volta.Figlia.Non la lasciai nemmeno per un attimo.Volevo lei accanto a me.Come quando ero piccola e avevo paura.Avevo paura che lei mi lasciasse.Adesso guardo mia madre con infinita tenerezza. Gli anni sono passati.Lei è più vecchia, ma è sempre lì. Per me.Ora so quanto lei mi abbai amato.E quanto ancora mi ami.Ancora mi chiama per chiedermi se ho mangiato.Per sapere se mi manca qualcosa.Ancora mi fa mille raccomandazioni.Ancora mi compra le mele.Quelle buone, che solo lei sa comprare.Senza che io chieda... lei continua ad amarmi senza sosta. Ed io non voglio immaginare che potrei, un giorno, perderla.Non voglio sapere cosa significa non averla più.