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CHE VERGOGNA!!!

Post n°3 pubblicato il 20 Ottobre 2007 da c_teresa
 

Fobia Sociale o Disturbo da Ansia Sociale

Cos’è

La caratteristica fondamentale è la paura di essere giudicati negativamente e criticati dagli altri. Le persone che ne soffrono temono di poter fare o dire cose imbarazzanti, di esser giudicati ansiosi, ridicoli, deboli, “pazzi” o stupidi. Questo timore può riguardare solo alcune situazioni, come nella fobia sociale specifica, o la quasi totalità delle situazioni sociali, fino al completo isolamento, come nella fobia sociale generalizzata.

La fobia sociale è piuttosto comune, con una prevalenza nella popolazione che va dal 3% al 13% e colpisce in prevalenza il sesso femminile. 

Tale disturbo compare nell’adolescenza, intorno ai 15,5 anni d’età, tipicamente  dopo un’infanzia caratterizzata da inibizione e timidezza. Dopo una comparsa più o meno brusca (alcuni raccontano un episodio stressante e/o umiliante all’origine), tende a mantenersi tutta la vita, con variazioni nella gravità  legate agli eventi ed alle necessità della vita.

Come si manifesta?

La persona con fobia sociale prova una forte e persistente paura ogniqualvolta deve affrontare situazioni sociali o deve svolgere in pubblico dei compiti. Tipicamente, le situazioni più temute sono: parlare in pubblico o conversare con gli altri per timore di risultare poco chiari “penseranno che sono strano o matto, mi giudicheranno male”; mangiare, bere, scrivere o utilizzare il telefono in presenza in pubblico, per la paura che gli altri notino il tremore delle mani o della voce “potrei tremare e versare il caffè, mi vedranno tremare e questo sarebbe terribile”. Tutte le situazioni descritte sono accomunate dal fatto che in esse la persona che soffre del disturbo ha la sensazione di essere osservato dai presenti e giudicato negativamente, inadeguata e ridicola.

Tali timori sono quasi sempre accompagnati dai sintomi dell’ansia: palpitazioni, tremori, sudorazione, malessere gastrointestinale, diarrea, tensione muscolare, confusione. Nei casi più gravi, questi sintomi possono provocare un vero e proprio attacco di panico. Ai sintomi ansiosi si associano, poi, le reazioni tipiche della vergogna: rossore del viso, postura dimessa, desiderio di sprofondare e sfuggire allo sguardo degli altri.

Pur essendo consapevole del carattere eccessivo delle proprie paure, la persona non riesce né a controllarle né a liberarsene. Spesso accade che i forti timori ed i sintomi dell’ansia e della vergogna conducono la persona ad evitare le situazioni temute, fino al completo isolamento sociale. Altre volte, per fare in modo che non accada ciò che più teme, la persona mette in atto dei comportamenti detti protettivi che, però, gli si ritorcono contro, producendo un aumento dell’ansia e della vergogna. Un esempio è indossare la giacca anche in un ambiente riscaldato per non far vedere che si suda, con il risultato di sudare di più e sentirsi ancora di più in imbarazzo.

Si può anche manifestare una forte ansia anticipatoria, con la tendenza ad esempio a preoccuparsi ogni giorno, per molte settimane nell’attesa di affrontare un certo evento sociale. L’ansia anticipatoria produce stati mentali di timore e sintomi ansiosi che spesso portano a prestazioni realmente scadenti nelle situazioni temute, causando imbarazzo ed aumentando così l’ansia anticipatoria successiva per lo stesso evento. Infine, spesso il fobico sociale si vergogna della propria vergogna “non sopporto di sembrare nervoso perché gli altri penseranno che sono un’incapace”. La considera una conferma della propria inadeguatezza e, nel tentativo di neutralizzarla, concentra l’attenzione sui segnali del corpo che ne indicano la comparsa, come ad esempio il rossore o il tremore della voce. Questo fatto gli fa perdere di vista quello che succede attorno a lui, riducendo da una parte le possibilità che si comporti in modo efficace e dall’altra l’osservazione delle reali reazioni degli altri “mi stanno davvero osservando?”.

 Come capire se si soffre di fobia sociale

Le emozioni maggiormente coinvolte e presenti nella fobia sociale sono l’ansia e la vergogna. L’ansia è un’emozione normale, che prova ogni soggetto sano. Ha la funzione di segnalare situazioni di pericolo e/o spiacevoli, mediante le modificazioni fisiologiche prodotte dall’adrenalina nel sangue. Questa produce un aumento dello stato di vigilanza, utile quando si devono affrontare situazioni impegnative: ad un esame o ad un colloquio di lavoro, ad esempio, non daremmo il meglio di noi stessi se fossimo completamente rilassati.

Anche la vergogna è un’emozione che normalmente si sperimenta nel corso della vita. Le situazioni che più spesso causano vergogna sono: l’insuccesso nel lavoro e negli studi; l’esser colti in fallo; le carenti prestazioni sessuali; l’attirare involontariamente l’attenzione altrui, ad esempio inciampando o emettendo rumori corporei. Queste situazioni sono accomunate dal fatto di ritenere che un nostro comportamento non rispetti una qualche regola e dal credere che, a causa di ciò, si riceverà un giudizio negativo globale sulla propria persona e si potrà essere allontanati dal gruppo. La vergogna, dunque, segnala a chi la prova che la propria immagine è, o potrebbe essere, danneggiata e sarà tanto più intensa quanto più sarà l’importanza attribuita ai giudizi della o delle persone verso i quali ci si vergogna.

Entro certi livelli, dunque, sia l’ansia che la vergogna sono necessarie: la prima in quanto ci segnala pericoli e attiva le risorse necessarie per affrontarli; la seconda al fine di preservare la propria immagine sociale e garantirci l’accettazione da parte degli altri.

L’ansia da prestazione e la timidezza in situazioni sociali che coinvolgono persone non familiari sono comuni e chiunque può provarli.

L’ansia, l’evitamento e la vergogna causano, invece, in chi soffre di fobia sociale un forte disagio e gravi ripercussioni sulla qualità della vita, interferendo con le normali attività o relazioni sociali e compromettendo il funzionamento lavorativo e scolastico della persona.

 Cause

La fobia sociale compare nell’adolescenza, in modo più o meno brusco e tende a mantenersi tutta la vita. Le cause possono essere diverse:

  1. familiarità;
  2. caratteristiche della personalità: comunemente si riscontra perfezionismo, ipersensibilità alle critiche, alle valutazioni negative ed al rifiuto, difficoltà ad essere assertivi, bassa autostima e sentimenti d’inferiorità;
  3. esperienze umilianti o stress prodotto da eventi che portano a cambiamenti di vita importanti, come incarichi di lavoro che richiedono di parlare in pubblico, perdita del partner;
  4. l’immagine di sé debole e di scarso valore e l’importanza attribuita al giudizio altrui

 Secondo il modello cognitivo, la persona che soffre di fobia sociale ritiene di essere emotivamente fragile e crede che i sintomi dell’ansia ne siano la prova. Pensa di non essere in grado di gestire e controllare le proprie emozioni di paura e vergogna e che anche gli altri le noteranno e lo giudicheranno per questo inadeguato.

Teme di fare “una brutta figura” di fronte agli altri che lo giudicheranno persona di scarso valore, debole emotivamente, incapace di controllare in pubblico i segni dell’ansia e della vergogna. Immagina con vero terrore la disapprovazione degli altri, mista a pena e derisione e, alla sola idea, preferirebbe sprofondare. La maggior parte delle situazioni sociali attiva in lui previsioni negative “come sempre, apparirò goffo, impacciato, inizierò a tremare e sudare,  diventerò rosso in viso; gli altri se ne accorgeranno e rideranno di me!”. Per non incorrere in tale situazione, cerca di tenere sotto controllo le proprie sensazioni somatiche. Tutto ciò gli impedisce di osservare quello che accade attorno a lui e, paradossalmente, produce un aumento delle sensazioni che cerca di controllare. I suoi comportamenti, a questo punto, non potranno che essere realmente goffi, i sintomi dell’ansia e della vergogna saranno più evidenti, confermando così le sue previsioni iniziali di fallimento.

La persona è così intrappola in un circolo vizioso che mantiene il disturbo, producendo un aumento dell’ansia e dei comportamenti protettivi e di evitamento, un peggioramento della condotta sociale ed un aumento delle valutazioni negative di sé.

Conseguenze

La fobia sociale può essere particolarmente invalidante, soprattutto per le ripercussioni che gli evitamenti ed i comportamenti protettivi hanno sulla qualità della vita, sia in ambito lavorativo che familiare e sociale.

Gli individui con fobia sociale spesso hanno difficoltà scolastiche per la presenza d’ansia da esame; nell’ambiente di lavoro a causa dell’ansia che provano nel dover parlare in pubblico o per effetto dell’evitamento di tali situazioni. Nei casi più gravi queste difficoltà possono portare all’abbandono della scuola o del lavoro, alla disoccupazione per il timore di affrontare i colloqui di lavoro.

Dal punto di vista sociale, hanno meno probabilità di avere relazioni sentimentali e spesso rimangono con la propria famiglia d’origine; spesso si riscontra la mancanza di amici o l’aggrapparsi a relazioni insoddisfacenti e, nei casi più gravi, l’isolamento completo.

Tutto ciò può portare ad un disturbo depressivo e/o all’abuso di sostanze stupefacenti che vanno a complicare ulteriormente il quadro descritto.

 

Differenti tipi di trattamento

I trattamenti riconosciuti come più efficaci per la cura della fobia sociale sono la farmacoterapia e la psicoterapia.

Per la terapia farmacologica vengono utilizzati antidepressivi di nuova generazione e benzodiazepine.

Questi farmaci risultano essere efficaci nel trattamento a breve termine dell’ansia; se ne consiglia però un uso limitato nel tempo per l’alto rischio di dipendenza che possono generare. Altro limite è rappresentato dalla frequente ricomparsa dei sintomi quando s’interrompe l’assunzione dei farmaci. Essi, infatti, riducono, in tempi relativamente brevi, l’intensità dei sintomi che caratterizzano il disturbo, ma sembrano lasciare inalterate le sue cause. Curare la fobia sociale solo attraverso i farmaci sarebbe come curare un forte mal di denti facendo solo uso di antidolorifici: è probabile che, dopo qualche tempo, il dolore si ripresenti, se non si agisce anche su ciò che lo ha provocato.

Per quel che riguarda la psicoterapia, diversi studi empirici hanno dimostrato che attualmente il trattamento più efficace per la fobia sociale è quello cognitivo-comportamentale, effettuato sia individualmente che in gruppo.

 

Il trattamento cognitivo-comportamentale

           

Nel trattamento cognitivo-comportamentale della fobia sociale viene utilizzato un protocollo che prevede l’impiego  delle seguenti procedure:

-         Formulazione dello schema di funzionamento del disturbo, a partire dall’analisi di qualche episodio recente durante il quale la persona ha provato ansia sociale;

-         Ricostruzione della storia del disturbo, partendo dal primo episodio in cui si è manifestato per arrivare ad una dettagliata descrizione delle condizioni attuali;

-         Formulazione di un contratto terapeutico, che contenga, in particolare, obiettivi condivisi da paziente e terapeuta e i loro rispettivi compiti (es. compiti a casa per il paziente);

-         Psicoeducazione, che consiste nel fornire al paziente informazioni sulla natura dell’ansia e della vergogna per comprendere il ruolo che esse hanno nell’insorgenza e nel mantenimento del disturbo;

-         Individuazione dei pensieri disfunzionali alla base del disturbo (es., essere al centro dell’attenzione, certezza che gli altri lo giudicheranno in modo negativo) e messa in discussione di tali interpretazioni (mediante esperimenti comportamentali, le tecniche del dialogo socratico);

-         Apprendimento di tecniche per la gestione dei sintomi dell’ansia (es. respiro lento, rilassamento muscolare isometrico e progressivo);

-         Esposizione graduale ai pensieri ed agli stimoli temuti ed evitati (mediante le tecniche dell’esposizione immaginativa, enterocettiva ed  in vivo).

-         Al termine del trattamento particolare attenzione è dedicata alla Prevenzione delle ricadute, per far in modo che la persona accetti la possibilità che i sintomi si potranno ripresentare, ad esempio in condizioni di forte stress, e tuttavia non se ne spaventi, consapevole del fatto che ora possiede gli strumenti e le conoscenze per fronteggiarli efficacemente.

Per saperne di più

  • Il timore degli altri. Vincere la fobia sociale, di Bislunghi Laura e Marsigli Nicola. Ecomind Editore
  • Come vincere l’ansia sociale. Superare le difficoltà di relazione con gli altri e il senso di insicurezza, di Dayhoff Signe A..Editore Centro Studi Erckson
  • La paura degli altri. Dalla timidezza agli attacchi di panico, di Marshall John R.. Editore TEA

 

 

 
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