Il Caso e i BacherozziNon pensavo e non penso a cose future con chissà che progetti, desideri, fantasie… Le propensioni del pensiero se ne stanno chiuse, minimalizzate in un punto, in una serie di punti: in piccole entità nulliformi e nullodimensionali, non sviluppate in nessuna figura geometrica o in nessun ricamo…Ma l’inatteso, sempre alle porte, ti sorprende proprio dietro l’angolo, quello che sta contando i passi dei tuoi piedi.Dovresti saperlo che è così. Lo conosci bene l’inaspettato, soprattutto quello che lascia ematomi blu e tracce paralizzanti.Certo è raro che, una volta approdati al negativo totale, dietro l’angolo incocciamo in una sorpresa sorriso. Se accade di trovarla,dato il nostro stato d’animo non può essere che una sorpresa piccola… Ai più, anzi, può apparire un evento qualunque….Ma bisogna puzzare di veleno, avere in bocca una cenere fredda , ascoltare il respiro della paura… Bisogna essere e avere e fare tuttoquesto per avvertire-percepire un’espressione diversa sulla faccia del caso. E apprezzare la diversità. Per piccola che sia.Come le piccole cose di cui ci parlano a volte i poeti, o come quei fatterelli di peso lieve, che però hanno il potere di cambiare il nostro punto di vista sul mondo o almeno almeno il nostro umore. Per un po’.Cose che tutti sappiamo. Ma che non sempre abbiamo in memoria. Altrimenti, che sorprese sarebbero?Così mi è capitato di sorprendermi, qualche giorno fa, di fronte a quell’insulsaggine di face book: non sapevo che farmene delle sue pagine, delle sue chat ‘vuote’, di tutte le parole non dette e non scritte come se non ci fosse niente da dirsi. Come se non esistessero legami fatti di sostanza, ma solo emoticon e frasi semplici brevi come in un analfabetismo di ritorno…, un analfabetismo affettivo…E invece, sorpresa, ecco lì dietro l’angolo trovo il richiamo della foresta, quello di un gruppo di bacherozzi pazzi di tanti anni fa: uno dopo l’altro, passaparola passaparola, mi hanno pescato nel websee e hanno ripopolato il mio umore con ricordi di visi, di storie, di risate e di qualche forse incazzatura. Le loro foto mi hanno aiutato a ritrovarli nei miei vecchi film mentali. A volte le foto di loro e di adesso mi hanno invece ingannato e sviato. Ma per poco. I miei ‘brutti bacherozzi infami’ ( in realtà bellissimi) hanno invaso le mie pagine di fb con i loro saluti, le news biografico- riassuntive, le foto dei figli piccini picciò, i loro video musical-preferiti,ed altre scritture che capiscono solo loro. Mi ha fatto piacere ritrovarli. Sembrano gli stessi di allora. Come i miei sentimenti di simpatia e affetto. Con loro mi è piaciuto lavorare e sorridere.
Il caso e i bacherozzi
Il Caso e i BacherozziNon pensavo e non penso a cose future con chissà che progetti, desideri, fantasie… Le propensioni del pensiero se ne stanno chiuse, minimalizzate in un punto, in una serie di punti: in piccole entità nulliformi e nullodimensionali, non sviluppate in nessuna figura geometrica o in nessun ricamo…Ma l’inatteso, sempre alle porte, ti sorprende proprio dietro l’angolo, quello che sta contando i passi dei tuoi piedi.Dovresti saperlo che è così. Lo conosci bene l’inaspettato, soprattutto quello che lascia ematomi blu e tracce paralizzanti.Certo è raro che, una volta approdati al negativo totale, dietro l’angolo incocciamo in una sorpresa sorriso. Se accade di trovarla,dato il nostro stato d’animo non può essere che una sorpresa piccola… Ai più, anzi, può apparire un evento qualunque….Ma bisogna puzzare di veleno, avere in bocca una cenere fredda , ascoltare il respiro della paura… Bisogna essere e avere e fare tuttoquesto per avvertire-percepire un’espressione diversa sulla faccia del caso. E apprezzare la diversità. Per piccola che sia.Come le piccole cose di cui ci parlano a volte i poeti, o come quei fatterelli di peso lieve, che però hanno il potere di cambiare il nostro punto di vista sul mondo o almeno almeno il nostro umore. Per un po’.Cose che tutti sappiamo. Ma che non sempre abbiamo in memoria. Altrimenti, che sorprese sarebbero?Così mi è capitato di sorprendermi, qualche giorno fa, di fronte a quell’insulsaggine di face book: non sapevo che farmene delle sue pagine, delle sue chat ‘vuote’, di tutte le parole non dette e non scritte come se non ci fosse niente da dirsi. Come se non esistessero legami fatti di sostanza, ma solo emoticon e frasi semplici brevi come in un analfabetismo di ritorno…, un analfabetismo affettivo…E invece, sorpresa, ecco lì dietro l’angolo trovo il richiamo della foresta, quello di un gruppo di bacherozzi pazzi di tanti anni fa: uno dopo l’altro, passaparola passaparola, mi hanno pescato nel websee e hanno ripopolato il mio umore con ricordi di visi, di storie, di risate e di qualche forse incazzatura. Le loro foto mi hanno aiutato a ritrovarli nei miei vecchi film mentali. A volte le foto di loro e di adesso mi hanno invece ingannato e sviato. Ma per poco. I miei ‘brutti bacherozzi infami’ ( in realtà bellissimi) hanno invaso le mie pagine di fb con i loro saluti, le news biografico- riassuntive, le foto dei figli piccini picciò, i loro video musical-preferiti,ed altre scritture che capiscono solo loro. Mi ha fatto piacere ritrovarli. Sembrano gli stessi di allora. Come i miei sentimenti di simpatia e affetto. Con loro mi è piaciuto lavorare e sorridere.