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ROMANITA' Franco Forte

Post n°25 pubblicato il 27 Ottobre 2010 da coccoleromane

  Nu'  esse  nato  a  Roma  nè  vergogna,
                è  solo  un  brutto  scherzo der  destino,
                è  come  a quello  che  je  viè  la  rogna,
                puro  si  s'è  lavato  l'intestino.

                Mi  padre  a  mè  nun  m'à  lassato  gnente,
                però, riposi  in  pace  in  sempiterno,
                quanno  ce  penso  l'aringrazzio  a mente,
                m'à  fatto  nasce  quì e sò  contento.

                E  tutti  l' artri ? e  tutti  l' artri, ciccia,
                vordì  che s'accontenteno  de  stacce,
                è  puro  troppo  facce  da  pelliccia,
                co  quelle  parlantine  e  quelle  facce.

                E'  già  'n  onore  de  potè  gustalla,
                puro  si  'n sò  capaci  de  capilla,
                je  sarta  all' occhi  quello  che  stà a galla,
                ma  tutt'er  mejo è  robba  da  sibilla.
 
                Vordì  che  quanno  serve  je  spiegamo,
                je  dimo  quello c'amo  respirato,
                come  se  stava, come  campavamo
                arimpiagnenno  quello  ch'è  passato.

                Però  mò  damo 'n  tajo a stì  lamenti,
                cianno  der  pianto  dell'incappucciati,
                de  esse  nati  quì  semo  contenti ?
                e  allora  abbasta !  semo  fortunati !
            
                  ZI  CHECCO     
  

 
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LA VIOLETTA E LA FARFALLA (TRILUSSA)

Post n°24 pubblicato il 27 Ottobre 2010 da coccoleromane

Una vorta, ‘na Farfalla
mezza nera e mezza gialla,
se posò su la Viola
senza manco salutalla,
senza dije ‘na parola.
La Viola, dispiacente
d’esse tanto trascurata,
je lo disse chiaramente:
-Quanto sei maleducata!
M’hai pijato gnente gnente
Per un piede d’insalata?  
Io so’ er fiore più grazzioso,
più odoroso de ‘sto monno,
so’ ciumaca e nun ce poso,
so’ carina e m’annisconno.
Nun m’importa de ‘sta accanto
a l’ortica e a la cicoria:
nun me preme, io nun ciò boria:
so’ modesta e me ne vanto!
Se so’ fresca, per un sòrdo
vado in mano a le signore;
appassita, so’ un ricordo;
secca, curo er raffreddore…
Prima o poi so’ sempre quella,
sempre bella, sempre bona:
piacio all’ommini e a le donne,
a qualunque sia persona.
Tu, d’artronne, sei ‘na bestia,
nun capischi certe cose…-
La Farfalla j’arispose:
-Accidenti, che modestia!


 
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...

Post n°23 pubblicato il 27 Ottobre 2010 da coccoleromane

 
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Vicoli di Roma: Er tempo s'è fermato

Post n°22 pubblicato il 01 Aprile 2010 da coccoleromane

Vicoli di Roma: Er tempo s'è fermato da alberto ianiro.

Er tempo s'è fermato
in certe stradicciole
dove tutto è restato
come cent'anni fa.
So' strade piccolette,
senza pretese, strette
dove persino er sole
ciariva de straforo,
pe daje un po' de luce
e 'na spruzzata d'oro.

'Na finestrella bassa,
co' li gerani sopr'ar davanzale
che guardeno chi passa,
un vecchio portoncino
cor patocco de fero e lo scalino.
Artarini de pietra, Madonnelle
dipinte chissà quanno, fontanelle
der tempo der cuccù.
Ste strade de 'na vort
hanno veduto er cocchio e la partenza
de la gente ch'annava for de porta

Nell'aria c'è restata
què la bona allegria der tempo antico
e un trillo de risata.

Quanno che passo pè ste vie de Roma,
piene de pace e de serenità,
er core se riempie de poesia.
E si la morte me dicesse :-Annamo!...-
è come si morissi a casa mia.

Da Poesie Romanesche di Marco Ugo Guattari 

 
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Aldo Fabrizi: Poesie romanesche

Post n°21 pubblicato il 01 Aprile 2010 da coccoleromane

Magnà e dormì

SpaghettiSo’ du’ vizietti, me diceva nonno,
che mai nessuno te li pò levà,
perché so’ necessari pe’ campà
sin dar momento che venimo ar monno.

Er primo vizio provoca er seconno:
er sonno mette fame e fà magnà,
doppo magnato t’aripija sonno
poi t’arzi, magni e torni a riposà.

Insomma, la magnata e la dormita,
massimamente in una certa età,
so’ l’uniche du’ gioje de la vita.

La sola differenza è questa qui:
che pure si ciài sonno pòi magnà,
ma si ciài fame mica pòi dormì.

 
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21 aprile 2009 Roma festeggia il suo 2762° compleanno

Post n°20 pubblicato il 29 Aprile 2009 da coccoleromane

ROMA CAPOCCIA

 
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roma

Post n°19 pubblicato il 02 Aprile 2009 da coccoleromane

terrazza dell'Altare della Patriapiazza Venezia

Al centro della foto c'è la Colonna Antonina


 
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Post n°18 pubblicato il 19 Febbraio 2009 da coccoleromane

 
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Post n°17 pubblicato il 19 Febbraio 2009 da coccoleromane

 
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bocca della verità

Post n°16 pubblicato il 19 Febbraio 2009 da coccoleromane

Photobucket
'a Bocca d'a Verità

e a noi regazzini
ce porteno fin da piccoli a fa' la prova d'a mano n'a bocca.

Mi padre fece finta che quarcosa da dentro cercava de strappajela,
come fece Gregory Peck in Vacanze romane,
e a me me prese 'n corpo, come a qu'a poraccia de Audrey Hepburn,
e cercavo de tirajela fora con tutte le forze che ce po' ave' 'na ragazzina.

E chi so' scorda più... de di' sempre 'a verità!

Pure qui, se ce fossi stata, t'avrei portato.

Roma è magica...
e pure li romani:
QUELLI VERI!

 
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Post n°15 pubblicato il 19 Febbraio 2009 da coccoleromane

La Colonna Traiana
Alta 40 metri è scandita da un fregio a spirale ornato da 2500 figure che rappresentano gli episodi delle spedizioni di Traiano contro i Daci [101-103, 107-108 d.C].

 
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Post n°14 pubblicato il 19 Febbraio 2009 da coccoleromane

 
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Castello della Castelluccia

Post n°13 pubblicato il 19 Febbraio 2009 da coccoleromane

castello-della-castelluccia-roma.jpg

 
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I FaMoSiSSiMi gNoCchI alLa RoMaNa!

Post n°12 pubblicato il 19 Febbraio 2009 da coccoleromane

Avevo comprato il semolino da tempo,ma non mi decidevo mai a fare questa ricetta... oggi finalmente mi sono convinta a farli! E devo dire che sono venuti buoni!
INGREDIENTI:
250 gr di semolino
1 l di latte
2 tuorli
50 gr di burro
sale
PER IL CONDIMENTO:
60 gr di burro
100 gr di grana
PROCEDIMENTO:
Portare a bollore il latte con il sale. Versare il semolino a pioggia e cuocere per qualche minuto finchè non si rapprende. Spegnere il fuoco e lasciare intiepidire.. A questo punto amalgamare il burro,il grana ed uno alla volta i tuorli. Dovrà diventare un composto bello sodo...così:


Ungete una pirofila con l'olio e sistemate il composto livellandolo all'altezza di 1 cm.

Tagliate tanti dischetti con una formina per la pasta o con un bicchiere . Disponeteli in un'altra pirofila imburrata sovrapponendoli un pò.





Cospargete di grana e burro.




Infornate per 20 minuti a 200° affinchè si formi la gratinatura!

Buon Appetito!

 
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Post n°11 pubblicato il 19 Febbraio 2009 da coccoleromane

A Roma Musei d’ Estate con visite notturne guidate, teatro, musica e arte fino al 20 settembre 2008

 
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Post n°10 pubblicato il 19 Febbraio 2009 da coccoleromane

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Post n°9 pubblicato il 19 Febbraio 2009 da coccoleromane

Roma

 
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Post n°8 pubblicato il 19 Febbraio 2009 da coccoleromane

Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte
Il primo per vederti tutto il viso
Il secondo per vederti gli occhi
L’ ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarmi queste cose
Mentre ti stringo fra le braccia.
(Jacques Prèvert )

 
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Pablo Neruda

Post n°7 pubblicato il 19 Febbraio 2009 da coccoleromane

Pablo Neruda 

 

 

Lentamente muore



Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.

(P. Neruda)
 

A volte bisogna rischiare nella vita altrimenti non si proveranno mai emozioni

 
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Post n°6 pubblicato il 19 Febbraio 2009 da coccoleromane

 
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