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anagni amb. 14-11-2009

Post n°52 pubblicato il 14 Novembre 2009 da coloap

Paolo Carnevale

Non si placano le polemiche ad Anagni il giorno dopo la conferenza stampa che, presso il palazzo comunale della città dei papi ha fatto il punto sulla situazione del “latte alla diossina”. Ovvero, sulla presenza di sostanze inquinanti trovate nei prodotti organici ( latte, ma anche uova e foraggi) , nel terreno della zona di Osteria della Fontana. Due giorni fa il sindaco di Anagni Carlo Noto e l’assessore all’ambiente nonché vicepresidente della provincia Fabio De Angelis avevano garantito: “ tutto sotto controllo: i valori sono sotto i livelli di tollerabilità; attueremo una politica di controllo e monitoraggio costante su terreno, cibi ed aziende”. Ieri, bocche cucite da asl e vertici sanitari locali. Sulla situazione si è invece espresso il Professor Bruno Ronchi, Preside della facoltà di agraria dell’Università della Tuscia di Viterbo, docente di Complementi di  tecnologie agro-alimentari ed  alimentazione animale,  Ispezione degli  Alimenti di Origine Animale. Il nome di Ronchi è arrivato dall’associazione di anagnina Das , Diritto alla salute, che lo contatterà nei prossimi giorni come possibile consulente della situazione della Valle del Sacco. E la sua opinione sulla situazione è stata quantomeno difforme rispetto a quella di Noto e De Angelis. “Premesso che mi riservo di fare valutazioni più approfondite alla luce di una analisi dei referti ufficiai- ha detto il Prof. Ronchi-, posso però dire che, in linea di principio, il concetto di rischio zero non esiste, per sostanze come queste”. Detto in altri termini, le quantità di diossina presenti nella zona di Anagni sia pure in quantità minima ed inferiore ai limiti di legge, rimangono e si accumulano. E nessuno può dire con certezza quali danni possa causare una esposizione prolungata. Altro punto toccato dal Prof. Ronchi è stato quello relativo al rischio di una esposizione multipla alle sostanze inquinanti: “ qui non abbiamo solo un agente inquinante, ma diversi; e nessuno può dire quali potrebbero essere i risultati dell’esposizione a più elementi mescolati insieme. In tossicologia gli effetti di sostanze diverse possono non solo sommarsi, ma anche moltiplicarsi”. Sule parole del Prof. Ronchi è arrivato nel pomeriggio anche il parere del Das, nella persona del presidente dell’associazione Alessandro Compagno: “ risulta sempre più evidente la necessità di un monitoraggio costante di tutta la zona. Come pure- ha detto ancora Compagno- diventa sempre più urgente la riapertura del reparto di oncologia di Anagni, chiuso da mesi, e che potrebbe essere una struttura di supporto importante in una situazione come questa”.

 
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