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questo continuare a cercarsi

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Senza alcuna richiesta

 

 

 

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sono collegate al cuore

Talvolta arrecano lacrime e dolore.

Ma si è vivi nella sofferenza

e morti nell’indifferenza.

Sunny_Poems

 

 
Creato da: fabiana.giallosole il 18/02/2012
COPDUS - Coordinamento Provinciale Docenti Utilizzati di Sassari

 

 

Docenti Inidonei

Post n°4529 pubblicato il 11 Aprile 2018 da fabiana.giallosole
 

Da "Docenti Inidonei e +"


All'attenzione dei Docenti Inidonei


Gentili colleghi al momento non ci sono notizie che riguardano noi Docenti Inidonei.

Per tale motivo il blog, negli ultimi mesi, non è stato aggiornato puntualmente.

Inoltre l nostro lavoro, come quello di tutti gli altri docenti, è diventato molto più impegnativo e tutto il tempo che utilizziamo per svolgere i nostri compiti (36 ore) non è mai abbastanza soprattutto se pensiamo ai numerosi progetti che proponamo, a titolo gratuito, per amore degli alunni e della lettura ... Diventa così più difficile trovare il tempo per postare nel blog tutte le altre notizie che comunque riguardano il mondo della scuola.

Per tali motivi il blog sarà, in futuro, aggiornato tempestivamente sulle notizie che riguardano noi Docenti inidonei e, quando sarà possibile, accoglierà le altre informazioni attinenti alla realtà scolastica.

Continuerà comunque la comunicazione puntuale delle principali notizie che riguardano il mondo della scuola, in particolare i Docenti Inidonei, sulla nostra pagina facebook:

Copdus Sassari .

Continuate a scriverci al seguente indirizzo: copdus@gmail.com tale casella verrà esaminata quotidianamente; invece la casella fabiana.giallosole@libero.it verrà esaminata 1 volta alla settimana.

Buon lavoro a tutti!

Fabiana Giallosole

 

 
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Violenze contro docenti

Post n°4528 pubblicato il 11 Aprile 2018 da fabiana.giallosole
 

Da "La Tecnica della Scuola"


Violenze contro i docenti: ci sono già 50mila firme


Reginaldo Palermo

Sulla vicenda delle violenze di studenti e genitori nei confronti degli insegnanti va segnalata una iniziativa del Gruppo FB Professione Insegnante che sta raccogliendo le firme per "porre il problema - dicono i promotori - davanti agli occhi semichiusi delle istituzioni dello Stato".
In questa fase, sottolinea Libero Tassella, uno degli animatori del Gruppo, "i sindacati sono troppo impegnati a raccattare voti nelle scuole e non riescono ad andare oltre la ritualità di comunicati stampa".
Al contrario gli insegnanti, sempre secondo il Gruppo, vorrebbero dai sindacati azioni decisamente più incisive a partire dalla tutela legale nei confronti delle vittime fino all'acquisto di pagine di quotidiani a diffusione nazionale per mettere in evidenza e denunciare il problema, senza trascurare la necessità di mettere a punto una proposta di natura legislativa per prevenire e reprimere il fenomeno.
"In pochi giorni - sottolinea Tassella - siamo arrivati a 50mila firme; la nostra petizione è ad oggi l'unica iniziativa concreta sul problema. Ci sono voluti ben due mesi per raccogliere 82mila firme contro la firma del contratto: le 50mila firme di questi giorni rappresentano la spia di quanto sia grave e sentito il problema della violenza nelle scuole italiane contro le insegnanti e gli insegnanti".
Conclude il Gruppo ProfessioneInsegnante: "Il problema non può essere più ignorato dalla politica e dai sindacati. Non bastano i convegni della Flc Cgil, la precettistica spicciola della Fgu o le dichiarazioni di politici (Renzi  e PD).
I sindacati pongano l'urgenza del problema e la politica trovi le soluzioni".
L'idea del Gruppo è anche quella di organizzare quanto prima una manifestazione nazionale a Roma per segnalare al Paese e a chi governa la scuola che i docenti non possono più continuare a lavorare in queste condizioni.


 

 
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Alunni plusdotati

Post n°4527 pubblicato il 11 Aprile 2018 da fabiana.giallosole
 

Da "La Tecnica della Scuola"


Alunni plusdotati e ad alto potenziale cognitivo, sono il 5% e rischiano di perdersi

 

Alessandro Giuliani

 

 

C'è un'alta percentuale di bambini ad alto potenziale cognitivo, con un quoziente di intelligenza superiore ai 130 punti: secondo alcune stime attendibili, rappresentano il 5% della popolazione, quindi anche della popolazione scolastica.

I rischi: noia, ansia, disturbi psicosomatici, incapacità di adattarsi agli schemi didattici

Questi alunni possiedono notevoli abilità nell'apprendimento, ma non è infrequente che sperimentino situazioni di profondo disagio scolastico quali noia, ansia, disturbi psicosomatici, incapacità di adattarsi ai normali schemi didattici.

Da un approfondimento, con visione genitoriale, quando si parla di giovani ad alto potenziale cognitivo non ci si riferisce assolutamente a piccoli "geni" ma a "bambini che fin da piccolissimi mostrano comportamenti peculiari, modalità di pensiero originali, difficoltà oggettive che li portano a sentirsi diversi dai coetanei. Non è una scelta e neppure un percorso facilitato, come si sarebbe portati a credere. Anzi, spesso la plus

dotazione si trasforma in un limite, se non riconosciuta e supportata".

Sarebbe quindi un errore "pensare che i bambini ad alto potenziale non abbiano bisogno di aiuto, soprattutto a scuola". Anzi, la verità è che "senza un supporto didattico adeguato rischiano di perdersi molto più dei compagni".

Il 17 aprile il convegno "L'alto potenziale cognitivo e la plusdotazione"

Per questi motivi, è nata Feed Their Minds, la startup innovativa a vocazione sociale incubata presso Speed MI Up che propone soluzioni didattiche per questi ragazzi così dotati, ma anche così sensibili.

Se ne parlerà martedì 17 aprile al Teatro Santuccio di Varese (Via Sacco, 10) dove si terrà a partire dalle ore 20.30 il convegno "L'alto potenziale cognitivo e la plusdotazione" organizzato da Feed Their Minds. Tra i relatori figurano la prof.ssa Maria Assunta Zanetti, fondatrice del Labtalento dell'Università di Pavia; la dott.ssa Raffaella Silbernagl, fondatrice della startup e genitore di un ragazzo plusdotato; Marco Tamburlini, vicepresidente di Aget Italia, associazione di genitori di ragazzi plusdotati.

Moderatore sarà il prof. Mario Manduzio, cofondatore di Feed Their Minds. L'evento inizierà alle ore 17.30 con laboratori per bambini e ragazzi dal titolo "La mente in gioco".

 

 
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Sostegno

Post n°4526 pubblicato il 11 Aprile 2018 da fabiana.giallosole
 

Da "OrizzonteScuola"



Sostegno: una professione usurante a rischio di burnout


di Vittorio Lodolo D'Oria

A rendere psicofisicamente usurante la professione docente è la particolare tipologia di rapporto con la "medesima" utenza: protratta, ossessiva, ravvicinata, senza maschera, asimmetrica, intergenerazionale, minoritaria, nonché soggetta al fenomeno Dorian Gray rovesciato. E' così anche per il sostegno?
Non proprio, ma quasi. Il rapporto è solitamente 1:1 anziché minoritario (1:25) ma l'asimmetria comunicazionale è, spesso, molto più accentuata fino a divenire assoluta e incolmabile con le grandi disabilità. A confermare la situazione è uno studio nazionale del 2009, pubblicato sulla rivista Difesa Sociale (Istituto Italiano di Medicina Sociale), che evidenzia l'altissimo numero di diagnosi psichiatriche operato dai Collegi Medici di Verifica a scapito degli insegnanti di sostegno. I risultati sembrano essere addirittura peggiori rispetto a quelli pubblicati su La Medicina del Lavoro (N° 5/04 e N° 3/09). Vogliamo pertanto dare spazio alla categoria ospitando e commentando due testimonianze utili a cogliere similitudini e assonanze coi colleghi curriculari.
Lettera 1. Gentile dottore, sono un'insegnante di sostegno di scuola secondaria superiore. Insegno da 14 anni (prima su materia, attualmente su sostegno) al Nord e il mio vissuto lavorativo è fondamentalmente poco soddisfacente e poco sereno. Credo che questo dipenda da una bassa autostima e scarsa fiducia nelle mie capacità, da una tendenza all'inerzia e all'isolamento, accompagnata da qualche mania persecutoria e ossessiva (es. il collega, o l'alunno che ridacchia, ha me come bersaglio). Non sono mai riuscita a praticare l'arte del "Chi se ne importa dell'opinione/giudizio degli altri!". Fatico a farmi rispettare e capirà che questo è un problema per chiunque, ma che diventa stratosferico soprattutto per chi svolge una professione come la mia. Personalmente, ho intrapreso un percorso psicoterapeutico durato, seppur in modo discontinuo, circa vent'anni, e, in questo lungo iter ho incontrato almeno un paio di psichiatri /psicoterapeuti che reputo professionisti competenti. Accuso, ad oggi, una strutturale carenza in termini di strumenti didattici, comunicativi e normativi per quanto riguarda la mia professione e, probabilmente, anche una erronea interpretazione del ruolo che svolgo, che mi disorienta. Le faccio un esempio "poco didattico" e molto banale: occuparsi degli spostamenti tramite la carrozzina di un'allieva disabile all'interno dell'istituito non mi pare sia un compito dell'insegnante di sostegno, ma di fatto è una prassi abbastanza consolidata. Il "resto" del sistema scuola (ma spesso io stessa non conosco la legge) va avanti per prassi, o per ignoranza o per convenienza. Il problema fondamentale, nel mio caso, è legato ad un persistente timore nel prendere iniziative per verificare quali siano i miei diritti (sia per ignoranza o confusione in merito a chi debba fare che cosa e come), ma anche e soprattutto intraprendere una serie di azioni per farli valere, senza timore del giudizio del collega, del dirigente, di essere considerata poco disponibile, rigida o rompiscatole. A ciò si aggiunge una comunicazione disfunzionale che mi si ritorce contro e mi crea uno stato di profonda frustrazione e mortificazione, condizione che si avvicina ad uno stato depressivo. Per tale motivo, le chiedo se può indicarmi un corso o un'altra via o attività per migliorare questo aspetto e provare a risolvere questo problema. Non parlo di corsi teorici che si soffermano per ore su cosa sia l'assertività, ma di corsi che possano offrirmi degli strumenti concreti e operativi per migliorare e - uso una parola forte - per rinascere. Aggiungo che ho un contesto familiare che invece è soddisfacente e un compagno che mi sostiene e mi sprona, talvolta anche in modo un po' forte, per cercare di reagire, mi ha indicato il suo nominativo. La saluto cordialmente. Rosanna
Riflessioni. Come al solito dobbiamo valutare le tre dimensioni che determinano la stabilità psichica dell'individuo: clinico-anamnestica, professionale e relazionale. La prima potrebbe essere a rischio per la presenza di "una bassa autostima e scarsa fiducia nelle mie capacità, una tendenza all'inerzia e all'isolamento, accompagnata da qualche mania persecutoria e ossessiva", tuttavia è decisamente positivo - come Rosanna sembra fare - il saper riconoscere le proprie fragilità per poterci lavorare sopra da subito. La dimensione professionale è invece a rischio per definizione (vedi studi scientifici) ma può essere peggiorata sollevando questioni che mal si conciliano con questa professione ("occuparsi degli spostamenti tramite la carrozzina di un'allieva disabile all'interno dell'istituito non mi pare sia un compito dell'insegnante di sostegno") o col deteriorare il rapporto tra colleghi e col dirigente avviando una "comunicazione disfunzionale che mi si ritorce contro e mi crea uno stato di profonda frustrazione e mortificazione, condizione che si avvicina ad uno stato depressivo". Conoscere i propri diritti è fondamentale almeno quanto comprendere i doveri da cui i primi discendono. E' dunque importante apprendere le regole che disciplinano il lavoro, così come è basilare conoscere gli strumenti di tutela della propria salute. Primo passo fondamentale di una professione ad alta usura psicofisica consiste pertanto nel conoscere le malattie e i rischi professionali cui si è esposti, nonché la possibilità di sottoporsi all'accertamento medico per valutare l'idoneità professionale. Bene infine la terza dimensione (vita di relazione) che sembra essere di conforto e sostegno per la docente ("ho un contesto familiare che invece è soddisfacente e un compagno che mi sostiene e mi sprona") garantendo un equilibrio psichico ancora adeguato.
Di diverso tenore è la testimonianza di un'altra insegnante di sostegno che non chiede ma asserisce le verità apprese sul campo. Con poche ma efficaci parole descrive impegno, fatica e rischi professionali per la salute di chi opera nel settore. Ogni eventuale commento sarebbe superfluo.
Lettera 2. Gentile dottore, il lavoro delle insegnanti di sostegno è "USURANTE" ! Nessun professore o politico parla di questa categoria di insegnanti perché a nessuno dei grandi interessa questa professione altamente qualificata! Insegnanti di sostegno si diventa dopo aver conseguito una laurea e numerosi corsi di formazione. Non è una professione insignificante e dequalificata bensì una professione che richiede talento. Facendo l'insegnante di sostegno non si improvvisa nulla, bisogna avere sempre il lavoro pronto per rispondere efficacemente alle esigenze dei ragazzi con deficit. Le insegnanti si ammalano di tachicardia, depressione ed altre patologie che non sto qui a elencare. Insegnare a un bambino autistico o Down, è un insegnamento che non va affidato al caso cioè semplicemente ad un docente con laurea, bensì richiede approfondimento molto importanti. Questi casi logorano le insegnanti perché hanno comportamenti e atteggiamenti molto difficili. L'insegnante quotidianamente deve studiare strategie educative per rapportarsi a questi bambini. Cordialmente.
www.facebook.com/vittoriolodolo

 
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Uscita studenti

Post n°4525 pubblicato il 01 Dicembre 2017 da fabiana.giallosole
 

Da "OrizzonteScuola"


Uscita autonoma studenti: docenti e dirigenti senza responsabilità, è legge. Ma famiglie devono firmare liberatoria

di redazione 

Ieri la Legge di Bilancio è passata in Parlamento con voto di fiducia. Tra le norme che sono diventate legge anche quella relativa all'uscita autonoma degli studenti.

Secondo quanto previsto dalla legge di stabilità, i genitori o i responsabili tutori o soggetti affidatari di minori di 14 anni, potranno autorizzare le scuole (incluse le paritarie), in considerazione dell'età, del grado di autonomia e dello specifico contesto a consentire l'uscita autonoma degli alunni dai locali scolastici al termine delle lezioni.

Il personale scolastico, quindi, nel momento in cui le famiglie avranno firmato la liberatoria, sarà esonerato dalla responsabilità di vigilanza. Ad essere esonerato anche il servizio scuolabus, che viene specificatamente menzionato dalla legge, per quanto riguarda salita e discesa da mezzo.

Resta da specificare che, nel caso di mancata firma da parte dei docenti della liberatoria, restano gli obblighi di sorveglianza e vigilanza che dovranno essere gestite da ogni singola scuola attraverso un regolamento.

Approvate definitivamente le nuove norme su accompagnamento minori di 14 anni. Valide le liberatorie dei genitori, Fedeli: "Contemperate tutte le esigenze"


 

 
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 CHI SIAMO

Il Coordinamento provinciale dei Docenti Utilizzati di Sassari (COPDUS), si è costituito ufficialmente nel mese di settembre 2011, in seguito alla necessità di fronteggiare il nefasto articolo 19 della Legge 111 del 15 luglio 2011 col quale si dispone la messa in mobilità intercompartimentale dei docenti inidonei o il declassamento a personale ATA con conseguente riduzione stipendiale.

Esserci costituiti in gruppo è stato per tutti noi fondamentale in quanto ci ha dato da subito la forza e la determinazione, entrambe importanti, per intraprendere tutte quelle azioni di lotta civile allo scopo di trovare soluzioni al problema che ci ha visti coinvolti, assieme ad altri quasi 4000, a livello nazionale.

Ritrovarci con cadenza settimanale ci fa sentire, non solo più uniti e aggiornati sull'evolversi della nostra situazione, ma soprattutto più sicuri e positivi nell'affrontarla.

Per questo motivo, e non solo, abbiamo col tempo sentito il bisogno di creare questo BLOG ossia uno spazio per informarci ed informare anche coloro che trovandosi nella nostra situazione pur non facenti parte del coordinamento di Sassari, avranno piacere di visitarci e saranno i benvenuti.

Al tempo stesso vogliamo che questo sia uno spazio oltre che di informazione anche di incoraggiamento al "ce la faremo" e al "non smettere" e quindi non vuole avere e non avrà aspetti e contenuti sterili o "istituzionalizzati".


e-mail: copdus@gmail.com oppure fabianagiallosole@libero.it

 

Felice settimana


 Serena, solare settimana a tutti voi, piena di energia e di voglia di lottare ancora insieme...

FabianaGiallosoleq

 

 

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Carlo Nieddu videomaker, fotografo, noto sul web come Carloportone