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Creato da: sareva82 il 29/06/2009
commedia romantica in ospedale vista mare

 

 
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cap. 52 - Caro diario -

Post n°55 pubblicato il 25 Agosto 2009 da sareva82

Intanto tra due giorni è il compleanno di Luca e io avevo deciso di chiamarlo stasera per fargli gli auguri perché gli auguri di buon compleanno ad un ex con cui ormai si intrattengono rapporti teneramente formali, ma che per oscure ragioni ci mette in stato di grave e fantozziana agitazione, secondo me vanno fatti qualche giorno prima in modo che siano affettuosi senza essere stucchevoli e formali senza essere algidi. Bè, come al solito il diavolo fa le pentole ma non i coperchi perchè i telefoni non hanno avuto un attimo di respiro. Hanno squillato di continuo e sempre per motivi…di salute. Mia zia ha l’helicobacter. “Zia, da almeno otto anni tutti gli italiani che vengano sottoposti a gastroscopia ce l’hanno. Va di moda. Non ti ingozzare di antibiotici, per favore” “E che prendo?”

“La propoli,” suggerisco in un momento di autentica ispirazione “che è il più potente antibiotico esistente in natura”.

Squilla il cellulare. E’ una mia conoscente che vuole notizie di suo marito ricoverato in medicina. Non ne ho. Chiamo una collega che non ne ha perché era il suo giorno libero e poi un altro collega che non ne ha perché i radiologi che hanno fatto la TAC sono in disaccordo sulla diagnosi.

Vagando sui cavi della rete telefonica nel tentativo di scoprire che cacchio ha quell’uomo si fa  troppo tardi per una telefonata di circostanza. Mi chiedo se non sia stato il mio subconscio a prolungare oltre il necessario tutte le telefonate in modo da avere una scusa per non telefonare.

Ma io voglio telefonargli.

Mi piace parlare con lui.

Però poi sto molto bene e molto male. 

E allora cerco di rimandare il più possibile il momento di chiamarlo perché in un certo qual senso me la faccio addosso. Ma anche per godermi il senso di anticipazione.

Domanda: ‘Sono ancora innamorata di lui?’

Risposta: ‘NON DICIAMO CAZZATE!’

Io AMO il mio Signor Stupendo.

Anzi, io amo talmente il mio Signor Stupendo che svalutandolo col ricordo di Luca mi difendo dall’eccesso di passione peraltro non corrisposta.

OK, come ragionamento fila a meraviglia. Alberoni sarebbe soddisfatto di me. Ora che ho ripreso le redini della mia vita sentimentale posso chiamare Luca anche se è tardi e fargli gli auguri più affettuosi e neutri che  siano mai stati fatti.

Il cellulare è spento e non ho il coraggio di chiamarlo a casa perché potrebbe non essere solo. Aaaarrrgggghhhh!!!! Mi urta da morire pensare che potrebbe essere in compagnia. Mi si attorciglia lo stomaco e mi viene da vomitare. Lo odio, brutto stronzo, lo odio. Io sto qui a fare le treccine alle budella e lui se ne sbatte di me e anzi si sbatte una puttanella senza cervello, forse extracomunitaria dell’est che lo sanno tutti come ragionano quelle lì.

Non lo chiamo più neanche se crepa. Sta fresco, lui! Non lo chiamo più. Più, più. Giurin giuretto.

Oh, quanto amo il mio Signor Stupendo!

 

 
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