Donna sull'orlo...

Mi racconto utilizzando brani musicali, aforismi, poesie o semplicemente umili pensieri...

 

CIAO LUIGI


Nel web non esisteva un solo video di libero dedicato a Tenco...così ho voluto porre rimedio all'istante....

 

LA MIA MUSA:

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preoccupandoti del tuo domani

JANIS JOPLIN

 

JANIS JOPLIN TRIBUTE


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IL VENTO DELLA VITA

Quale vento ha tale potere?

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Turba - Eccomi cratere

Innalza - Eccomi pettirosso

Piega - Eccomi ferraglia

Alimenta - Eccomi guerriero

Che si prenda il vissuto...

Ricompensa beffarda:

soffocare un uomo nel braccio della morte

strapazzare gli arti di un paralitico

bendare i polsi di chi vuole andarsene

spegnere una fiamma destinata all'inferno.

S.B. '06

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Spesso la vita ci fa sentire impotenti, manovrati da un perfido burattinaio

Ora siamo eroi, tra mezzo secondo spazzatura e domani chissà...

Lasciamo che goda dei nostri insuccessi

Permettiamole di ridere dei nostri grotteschi tentativi di restare a galla

Nonostante un giorno questa partita finirà (ne siamo consapevoli!)

vogliamo giocare secondo le nostre regole...

 

THE KING

La musica è il miglior mezzo

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PER SOPPORTARE IL TEMPO

W.H. AUDEN

 

15 MAGGIO 1886

immagineIn mattini come questi, ci separammo

In meriggi come questi, lei s'innalzò

Esitante dapprima, poi più sicura

Verso il suo giusto riposo

E. Dickinson

 

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TREMATE...

Post n°10 pubblicato il 31 Ottobre 2006 da violet_77
 
Tag: Streghe

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Il ruolo di "antagonista" nelle fiabe è spesso occupato dalla figura, inquietante ma ricca di fascino, della strega, colei che attraverso incantesimi e riti magici provoca un improvviso turbamento nell’andamento della storia narrata, ostacolando l’eroe nel raggiungimento della meta desiderata.
Ma la strega non è solo un personaggio delle fiabe; ricorre spesso anche nelle leggende popolari e in alcuni documenti storici, in particolare quelli risalenti al XV-XIV secolo, periodo in cui si estese ed ebbe il suo culmine il fenomeno della "caccia alle streghe", che interessò in parte anche l’Italia.
La caccia alle streghe consisteva nell’arresto, nel processo, nelle torture ed infine, se riconosciute colpevoli, nella morte (al rogo o per decapitazione) di donne che, per svariate ragioni, venivano considerate "streghe".

Ma chi erano le streghe? Esistevano realmente?

Secondo gli accusatori del tempo erano donne che, al calar delle tenebre, si spostavano in volo raggiungendo in poco tempo luoghi anche molto distanti, si riunivano in congresso, operavano malefici, si trasformavano assumendo aspetto animale o forme mostruose. Al mattino riassumevano le loro normali sembianze.
Il padre gesuita Federico von Spee nella sua Cautio Criminalis del 1631 indicò come, una volta arrestate, restasse a queste donne solo una lieve speranza di salvezza, poiché ogni piccolo dettaglio della loro vita, ogni atteggiamento o parola, veniva interpretato in modo tale da considerarle streghe, nell’estremo tentativo di trovare indizi sufficienti a sorreggere un’accusa che non aveva alcuna sussistenza. Bisogna inoltre tener presente che molte donne, sotto tortura, o pur di sfuggire ad essa, arrivavano ad ammettere colpe inesistenti.

Ma quali motivi potevano spingere all’accusa di stregoneria?

Si trattava forse di donne "diverse" rispetto al resto della comunità, con problemi sociali o psichici, o semplicemente in grado di curare alcune malattie usando infusi preparati con erbe officinali, perciò accusate di stregoneria in quanto non usavano le tecniche mediche convenzionali.
Gli abitanti del paese di Cervarolo, in Valsesia, agli inizi dell’800, arrivarono a temere che una loro compaesana fosse una strega dai suoi tratti somatici, solo perché aveva "una statura alta, con una faccia deforme, nera, bitorzoluta, con una guardatura fiera, contornata da un profondo increspamento degli angoli delle palpebre, del tramezzo delle sopracciglia e di tutta la fronte che rendevala cupa e minacciosa, con un tono di voce sonoro e risoluto, e tutto ciò accompagnato da un umore ipocondriaco e bisbetico"

F. Balzani ritiene che un ruolo rilevante nella nascita e nella diffusione di queste forme di superstizione e di suggestione, che poi si riscontrano anche in molte leggende, abbia avuto la crisi sociale del 1500/1600, quando il passaggio dall’economia feudale a quella mercantile influì sulle attività economiche non solo nella città, ma anche nelle campagne.
da LA STREGA IL TEOLOGO LO SCIENZIATO, a cura di M. Cuccu e P.A. Rossi, ECIG, Genova, 1986)

Diminuite le fonti di reddito delle classi contadine, abbandonate anche dalla nobiltà rurale, la miseria, l’ignoranza e la denutrizione spinsero i contadini verso la superstizione, che li portò ad imputare i danni ai raccolti e al bestiame non a fattori naturali (conseguenza delle condizioni climatiche o del terreno o dei magri pascoli), ma come conseguenza di atti maligni, da sconfiggere solo con gli scongiuri.

D’altro canto sono numerose le leggende, a metà tra realtà e fantasia, tipiche del Canavese, delle Valli di Lanzo e della Val Soana, in Piemonte. Angelo Paviolo, in un articolo pubblicato su "Oltre" spiega come questi luoghi, ed in particolare il Canavese, abbiano fama di essere terra di "masche", termine con cui nel dialetto provenzale, si indicava la strega: "Strega, piemontese stria, è dal latino striga, con cui i nostri padri indicavano rapaci notturni come il gufo, ma soprattutto la civetta, ritenuta da una credenza non del tutto scomparsa neanche oggi, annunciatrice, quindi portatrice di sciagure; masca, che nel resto del Piemonte vale soprattutto come fattucchiera o anche fantasma, in Canavese è specificamente la strega; è parole provenzale, forse di derivazione longobarda, presente già nel famoso editto di Rotari del 643 con l’espressione "Stria quae est masca ". La derivazione è da mascara-maschera, con il significato di deforme imitazione del volto umano con fattezze animalesche […]" (da OLTRE, vd. bibliografia)

Nelle leggende delle Valli di Lanzo e Val Soana le masche erano donne apparentemente normali durante il giorno ma che, con l’oscurità, assumevano sembianze animalesche; erano dotate di poteri misteriosi, ma si limitavano "a fare scherzi, dispetti, a spaventare le persone, togliere il latte alle vacche, nascondere gli attrezzi da lavoro, deviare l’acqua dei piccoli corsi, prosciugare fonti o imputridirle" (da OLTRE, vd. bibliografia)

Ed esistono, a prova di queste leggende, anche luoghi ritenuti ritrovo delle masche, come Vonzo, in Val Grande, o il Pian delle Masche in Val Soana.
E nella leggenda alcuni elementi naturali vengono trasformati in "oggetti magici": basta pensare al Roc delle Masche a Vonzo:
"Narra la leggenda che su quel masso [il roc] solessero balzare di notte le masche (streghe o fate) di Vonzo. Una notte decisero di trasportare il masso fino a Lanzo e di posarlo proprio sul ponte del diavolo, per godere, il giorno dopo, dello stupore dei lanzesi per quel prodigio.

Le pratiche magico – superstiziose perdurarono poi nei secoli, in particolare nelle zone montane, come indica C. Triglia parlando della Valsesia: "Spesso, ad esempio, gli ammalati rifiutavano l’assunzione di cibo e medicine perché la luna non era propizia. La febbre terzana e la quartana venivano curate con un curioso rimedio, detto "legar la febbre": si avvolgevano in alcune erbe gli alluci e i pollici dell’ammalato, che poi venivano legati strettamente con un filo di seta rossa; l’operazione era accompagnata da gesti e parole magiche. […] Alla figura del medico, guardata con sospetto e diffidenza dai montanari, si preferiva il rimedio della vecchia guaritrice del paese, più tradizionale e convincente. A completare il quadro non mancavano folletti, streghe e diavoli, che animavano luoghi oscuri e deserti, vallate e boschi, alpeggi e ghiacciai."
(da LA STREGA IL TEOLOGO LO SCIENZIATO, a cura di M. Cuccu e P.A. Rossi, ECIG, Genova, 1986).Così si caricarono sulla testa l’enorme roccia e in volo, seguendo la Stura, arrivarono sino al ponte. Ma il diavolo non gradì che si mettesse in pericolo la sua costruzione e con tremende minacce costrinse le masche a riportare il masso a Vonzo. Nel viaggio di ritorno alle poverine pareva che a poco a poco le loro teste affondassero nella pietra, tanto il masso era pesante, ma non c’era niente da fare: il diavolo aveva imposto loro di riportarlo al suo posto prima dell’alba. Ci riuscirono a stento, ed ancor oggi si vedono incavate nella roccia le impronte delle teste, affondate per arte magica nella dura pietra."

 
 
 
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INFO


Un blog di: violet_77
Data di creazione: 18/10/2006
 

CANDELE AL VENTO


Miti che nascondono individui geniali ma terribilmente fragili...esseri eterei, ma di un altro pianeta, la cui permanenza su questa terra fu inevitabilmente breve...
Marilyn Monroe, Janis Joplin, Grace Kelly, Elvis, Jim e Pam Morrison, Emily Dickinson, Ramones, Luigi Tenco...
Video prodotto con amorevole passione dalla sottoscritta...

 

AL MIO FIORE

Angelo mio sono passati dieci anni...eppure ancora sento il profumo della tua pelle e soprattutto l'amore dei tuoi abbracci...
Spesso chiudo gli occhi, spengo la luce per non avere distrazioni...e mi ritrovo nella NOSTRA sala da pranzo, sul NOSTRO divano...sono tra le tue braccia e mi culli...come se fossi ancora una bimba...la bimba che hai cresciuto con impegno e cura...
Per anni mi sono rifugiata in quel dolce dondolo...era l'unico porto sicuro che conoscessi...una certezza in un marasma di punti interrogativi...
Non avevo segreti per te...e neppure ora ne ho...perchè ti sento...
Sono divenatata la donna che AVRESTI VOLUTO? Temo di no...
Non ho intrapreso il lavoro che sognavo...certo diventare una rockstar sarebbe stato complicato!
Avevo incontrato un bravo ragazzo, anche se forse non ti sarebbe piaciuto...l'avresti trovato poco solare...ma ti saresti mostrata cordiale e sorridente...
L'ho sposato...solo il cielo sa quanto mi sei mancata in quel momento...
Quante volte abbiamo fantasticato sul giorno delle mie nozze...all'improvviso il tuo sguardo si abbassava e mi confessavi che temevi di non esserci più...io mi infuriavo, lo credevo impossibile...ma era una tetra previsione di ciò che sarebbe accaduto...
Su quell'altare non ho pianto per la commozione...nei miei pensieri c'eri tu...
L'ho lasciato per inseguire le emozioni...non mi avresti appoggiata, ma avrei goduto ancora dei tuoi abbracci e del tuo amore incondizionato...
Sono stata male...inizio a riprendermi ora...ho avuto paura, proprio come dieci anni fa, prima che tu lasciassi questo mondo...
Allora non sapevamo cosa fosse...il mio malessere sembrava il capriccio di una ragazza alla quale la vita aveva dato tutto, forse troppo...
Quando ti sei spenta mi sono odiata...gli ultimi mesi della tua vita sono stati colmi di dolore...non sopportavi di vedermi in preda a quel male oscuro...
Invece sei tu che hai abbandonato tutti noi...
Non ho mai avuto il coraggio di visitare la tua tomba...non posso pensare che la tua vitalità sia chiusa in quelle assi di legno...non voglio, non posso, non ci credo!
La tua vitalità è dentro di me...è quella che mi salva ogni volta...è la fune che mi permette di uscire da quel pozzo di sofferenza...
Perdonami, non sono la donna che avresti voluto, ma ti giuro che cerco di vivere con coraggio, rispettando gli altri...ti giuro che tento di migliorare e di imparare dai miei errori...te lo giuro...

Mi manchi Nonna
OVUNQUE TU SIA


 

FORSE UN GIORNO...

TORNARE AD AMARE...

TORNARE A RESPIRARE...

 

SOLITUDINE

Puoi ospitarmi?

Non resterò a lungo

Solo il tempo di una vita

Tappezzerò le candide pareti di carbone

Seminerò viole sul marmo dorato

Sigillerò i messaggeri del giorno

Libererò - dinnanzi a te - i miei sensi

Ti ucciderò tra una folla di clown.

S.B. '05

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E se la solitudine fosse una vecchia signora

dall'aspetto morbido e rassicurante?

Le chiederei di farmi vivere nella sua casa

dandole in cambio la mia devozione...

Non cederei alla tentazione di colorare

il suo inconfondibile grigiore...

Mi limiterei ad essere un'ospite

rispettoso ed educato...

E se mi chiedesse di "ucciderla"

come potrei ignorare la sua volontà?

 

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