Preso atto del fatto che noi fanciulle siamo state rovinate dalle "FAVOLE", ho deciso di fare una ricerca approfondita riguardante le storie che ci hanno fatto sognare...o meglio, le panzanate che hanno sfornato un branco di ILLUSE CRONICHE!Volete conoscere la vera storia della nostra Cenerentola...la regina delle fiabe?OK...VI ACCONTENTO!Cenerentola (all'anagrafe Margherita Rubagotti) rimase orfana di madre all'età di tre anni e fu abbandonata dal padre nel pieno dell'adolescenza.Fedele Rubagotti (noto industriale della zona), prima di partire per un viaggio "d'affari", chiese all'attuale compagna (l'arpia denominata "la matrigna") di prendersi cura della figlioletta.Chiaramente la donna accettò con entusiasmo, con la speranza che l'amato mostrasse riconoscenza al suo ritorno...I primi mesi per Cenerentola furono accettabili...prendeva lezioni di pianoforte, si esercitava con il taglio e cucito, sperimentava piatti prelibati e con il resto dei famigliari i rapporti erano formali ma assolutamente civili.I giorni trascorrevano e la matrigna attendeva con ansia notizie di Fedele.Un giovedì qualunque, venne recapitata dal postino una letteera color porpora; la matrigna capì all'istante il mittente e si affrettò ad aprirla:"Cara, ti sono grato per l'affetto e l'amore che mostri nei confronti della mia adorata figlia. Purtroppo il lavoro non mi consente di tornare. Dovrò trasferirmi in città e pertanto mi trovo costretto ad interrompere la nostra relazione; non voglio che tu sia legata ad un uomo che non può stare al tuo fianco. Non lo meriti. Un abbraccio. Fedele".In realtà, il nostro Fedele lo era solo di nome...in città conobbe una maestrina giovane ed accomodante!La matrigna, carica di rabbia e frustrazione, decise di vendicarsi con la povera Cenerentola...il resto lo conosciamo...finì in una mansarda fredda e sporca, passò le sue giornate a pulire e divenne la schiava di tre donne sole, acide ed insopportabili...Ed ora viene il bello...Dall'altra parte del regno, un giovane di bell'aspetto (ma con pochissima materia grigia!) discuteva animatamente con il Re e la Regina, ossia con i suoi genitori:"NO, NO e NO!"..."Arcibaldo non abbiamo altra scelta... bisogna mettere un freno a queste voci!"..."Non mi importa nulla delle sciocchezze che il popolo inventa sul mio conto!"..."Tesoro...abbiamo dei doveri nel confronti dei nostri antenati e dei nostri eredi...cerca di essere ragionevole"..."Ragionevole??? Sono solo un ragazzo...voglio assaporare i piaceri della vita!"..."Si, peccato che il popolo sia convinto che il principe assapora qualcos'altro...!"..."Padre non posso sottostare al vostro volere!"..."Figlio mio un giorno sarai Re ed ogni sovrano che si rispetti deve avere al proprio fianco una regina...COSI' E' DECISO!".Da lì a poco iniziarono i preparativi per il grande ballo.Ogni fanciulla del regno, con età compresa tra i 20 e i 25 anni, poteva partecipare all'evento.Ogni fanciulla. Esclusa Cenerentola. Non aveva l'abito. Non aveva gli accessori. Ed il taglio dei suoi capelli era assolutamente fuori moda.Le restava un'unica scappatoia: rubare alcuni vecchi gioielli della matrigna e ricavare un po' di denaro. Così fece. In fondo era per una buona causa.Uscì di nascosto. Entrò nella bottega del "Mercante dell'oro"...certo non fece un grande affare, ma con quella cifra riuscì a procurarsi un abito della stagione precedente, un paio di scarpe in finta pelle, una borsetta usata ed una spunatata ai capelli. Lo stretto necessario.Mancavano poche ore all'inizio del ballo. "Cenerentola, devi stirare il mio abito D&G! Attenta alle applicazioni in pizzo!"..."Cenerentola puliscimi la borsa di Gucci! Dai una passata anche alle scarpe"..."Cenerentola toglimi i bigodini!"..."Cenerentola passami il reggiseno di Cavalli!"...Povera fanciulla, vittima indifesa di due arpie inguardabili ma griffate dalla testa ai piedi...Le sorellastre finalmente uscirono di casa. La carrozza della BMW le attendeva all'ingresso del vialetto.Le restavano solo dieci minuti per preparasi. Indossò l'abito color melanzana in fretta e furia. Infilò le scarpe tinta crema e passò la spazzola tra i capelli dorati.Un trucco leggero ed afferrò la borsa in raso. Nulla da dire: assolutamente perfetta.Scese le scale in punta di piedi. Accostò la porta con cura e si avviò verso il castello.Chiaramente utilizzò l'unico mezzo a disposizione: le sue gambe.Il castello si avvicinava e l'ansia saliva con una violenza quasi incontrollabile.L'ingresso la attendeva: ORA O MAI PIU'.Entrò nella sala con le gote rossastre...non era sua abitudine partecipare ad eventi di questo calibro... Un cameriere le offrì in maniera cortese un bicchiere di spumante; lo bevve senza indugiare...ne prese un altro...un altro...e un altro ancora...Grazie a questa delizioso siero la situazione divenne molto più gradevole.Arcibaldo annoiato osservava le fanciulle dall'alto...nessuna in realtà riusciva ad attirare la sua attenzione...tutte intente ad ostentare abiti ed acconciature signorili...Improvvisamente gli occhi del principe furono catturati da una figura esile, per nulla vistosa ma con i lineamenti della Madonna...un essere etereo e misterioso.Si precipitò al centro della sala. "Signorina mi concede questo ballo?" Cenerentola annuì con il capo, come se la voce si fosse assentata del tutto.I due iniziarono una danza morbida, sincronizzata...cigni inesperti al centro di un lago di marmo...una perfetta unione scritta da sempre.Il tempo passò rapidamente e la giovane non si accorse che mancava poco alla mezzanotte, ora in cui la matrigna si alzava per preparare la sua consueta camomilla.Il suono dell'orologio spezzò l'incantesimo e Cenerentola fuggì dal castello. Nella fretta perse il portafoglio sgualcito, con all'interno i documenti.Arcibaldo tentò di raggiungerla per consegnarle l'oggetto smarrito, ma l'inseguimento fu del tutto inutile.Il giorno seguente il Principe si recò a casa della matrigna per chiedere la mano di Cenerentola. La donna, incredula e furiosa, tentò di proporre ad Arcibaldo una delle sue figlie...tentativo completamente fallito...Dopo una serie di scenate isteriche, la matrigna diede il proprio consenso...tutto sommato fu l'occasione per liberarsi definitivamente di quella presenza tanto utile quanto scomoda.La data delle nozze fu fissata per il sabato della settimana successiva.Fu la festa più grandiosa del secolo. Una favola!VI ASPETTATE LA FRASE "E VISSERO FELICI E CONTENTI"?Mi spiace, non posso accontentarvi...La cara Cenerentola si trasferì a Corte. Saloni maestosi. Lenzuola di seta blu. Trentacinque filippini al loro servizio. Abiti da sogno e gioielli costosissimi. Dopo anni di stenti, finalmete la vita iniziava a sorridere alla povera fanciulla.Arcibaldo mostrava tenerezza nei confronti della moglie, era affettuoso e tentava di insegnarle le buone maniere ed il galateo.Per rispettare la consorte decise di dormire in camere separate. Considerando i problemi di insonnia, preferiva non svegliarla al suo rientro. Cenerentola apprezzava le delicatezze che il marito aveva nei suoi riguardi.Una mattina, la nostra eroina, decise di fare una sorpresa al Principe. Scese in cucina e preparò amorevolmente una gustosa colazione. Si avviò verso la camera di Arcibaldo. Aprì con grazia la porta ed accese la luce. Non l'avesse mai fatto! Bisognerebbe bandire le sorprese (ndr)! TUFFO AL CUORE! Il giovane non era solo! Una chioma bruna giaceva sul petto del marito. Cenerentola si mise a strillare. Il consorte si svelgliò all'improvviso ed iniziò a pronunciare frasi prive di significato "Tesoro non è come credi...non è successo nulla...ci siamo addormentati...". Ma l'orrore arrivò quando la ragazza scoprì l'identità dell'amante. GUSTAVO! Il compagno di caccia dell'adultero! Inutile raccontarvi il seguito. La Principessa continuò la vita di Corte. Diede un erede al popolo. Passò da una depressione all'altra. Ed accettò, suo malgrado, le visite notturne di Gustavo.I Sovrani avevano il loro successore. Il popolo si dovette ricredere sulla poca virilità del principe. Arcibaldo fu libero di vivere la sua sessualità. Gustavo non fu costretto a rinunciare all'amante.E VISSERO TUTTI FELICI E CONTENTI. PROPRIO TUTTI NON DIREI...THE END
Lo sapevate che...
Preso atto del fatto che noi fanciulle siamo state rovinate dalle "FAVOLE", ho deciso di fare una ricerca approfondita riguardante le storie che ci hanno fatto sognare...o meglio, le panzanate che hanno sfornato un branco di ILLUSE CRONICHE!Volete conoscere la vera storia della nostra Cenerentola...la regina delle fiabe?OK...VI ACCONTENTO!Cenerentola (all'anagrafe Margherita Rubagotti) rimase orfana di madre all'età di tre anni e fu abbandonata dal padre nel pieno dell'adolescenza.Fedele Rubagotti (noto industriale della zona), prima di partire per un viaggio "d'affari", chiese all'attuale compagna (l'arpia denominata "la matrigna") di prendersi cura della figlioletta.Chiaramente la donna accettò con entusiasmo, con la speranza che l'amato mostrasse riconoscenza al suo ritorno...I primi mesi per Cenerentola furono accettabili...prendeva lezioni di pianoforte, si esercitava con il taglio e cucito, sperimentava piatti prelibati e con il resto dei famigliari i rapporti erano formali ma assolutamente civili.I giorni trascorrevano e la matrigna attendeva con ansia notizie di Fedele.Un giovedì qualunque, venne recapitata dal postino una letteera color porpora; la matrigna capì all'istante il mittente e si affrettò ad aprirla:"Cara, ti sono grato per l'affetto e l'amore che mostri nei confronti della mia adorata figlia. Purtroppo il lavoro non mi consente di tornare. Dovrò trasferirmi in città e pertanto mi trovo costretto ad interrompere la nostra relazione; non voglio che tu sia legata ad un uomo che non può stare al tuo fianco. Non lo meriti. Un abbraccio. Fedele".In realtà, il nostro Fedele lo era solo di nome...in città conobbe una maestrina giovane ed accomodante!La matrigna, carica di rabbia e frustrazione, decise di vendicarsi con la povera Cenerentola...il resto lo conosciamo...finì in una mansarda fredda e sporca, passò le sue giornate a pulire e divenne la schiava di tre donne sole, acide ed insopportabili...Ed ora viene il bello...Dall'altra parte del regno, un giovane di bell'aspetto (ma con pochissima materia grigia!) discuteva animatamente con il Re e la Regina, ossia con i suoi genitori:"NO, NO e NO!"..."Arcibaldo non abbiamo altra scelta... bisogna mettere un freno a queste voci!"..."Non mi importa nulla delle sciocchezze che il popolo inventa sul mio conto!"..."Tesoro...abbiamo dei doveri nel confronti dei nostri antenati e dei nostri eredi...cerca di essere ragionevole"..."Ragionevole??? Sono solo un ragazzo...voglio assaporare i piaceri della vita!"..."Si, peccato che il popolo sia convinto che il principe assapora qualcos'altro...!"..."Padre non posso sottostare al vostro volere!"..."Figlio mio un giorno sarai Re ed ogni sovrano che si rispetti deve avere al proprio fianco una regina...COSI' E' DECISO!".Da lì a poco iniziarono i preparativi per il grande ballo.Ogni fanciulla del regno, con età compresa tra i 20 e i 25 anni, poteva partecipare all'evento.Ogni fanciulla. Esclusa Cenerentola. Non aveva l'abito. Non aveva gli accessori. Ed il taglio dei suoi capelli era assolutamente fuori moda.Le restava un'unica scappatoia: rubare alcuni vecchi gioielli della matrigna e ricavare un po' di denaro. Così fece. In fondo era per una buona causa.Uscì di nascosto. Entrò nella bottega del "Mercante dell'oro"...certo non fece un grande affare, ma con quella cifra riuscì a procurarsi un abito della stagione precedente, un paio di scarpe in finta pelle, una borsetta usata ed una spunatata ai capelli. Lo stretto necessario.Mancavano poche ore all'inizio del ballo. "Cenerentola, devi stirare il mio abito D&G! Attenta alle applicazioni in pizzo!"..."Cenerentola puliscimi la borsa di Gucci! Dai una passata anche alle scarpe"..."Cenerentola toglimi i bigodini!"..."Cenerentola passami il reggiseno di Cavalli!"...Povera fanciulla, vittima indifesa di due arpie inguardabili ma griffate dalla testa ai piedi...Le sorellastre finalmente uscirono di casa. La carrozza della BMW le attendeva all'ingresso del vialetto.Le restavano solo dieci minuti per preparasi. Indossò l'abito color melanzana in fretta e furia. Infilò le scarpe tinta crema e passò la spazzola tra i capelli dorati.Un trucco leggero ed afferrò la borsa in raso. Nulla da dire: assolutamente perfetta.Scese le scale in punta di piedi. Accostò la porta con cura e si avviò verso il castello.Chiaramente utilizzò l'unico mezzo a disposizione: le sue gambe.Il castello si avvicinava e l'ansia saliva con una violenza quasi incontrollabile.L'ingresso la attendeva: ORA O MAI PIU'.Entrò nella sala con le gote rossastre...non era sua abitudine partecipare ad eventi di questo calibro... Un cameriere le offrì in maniera cortese un bicchiere di spumante; lo bevve senza indugiare...ne prese un altro...un altro...e un altro ancora...Grazie a questa delizioso siero la situazione divenne molto più gradevole.Arcibaldo annoiato osservava le fanciulle dall'alto...nessuna in realtà riusciva ad attirare la sua attenzione...tutte intente ad ostentare abiti ed acconciature signorili...Improvvisamente gli occhi del principe furono catturati da una figura esile, per nulla vistosa ma con i lineamenti della Madonna...un essere etereo e misterioso.Si precipitò al centro della sala. "Signorina mi concede questo ballo?" Cenerentola annuì con il capo, come se la voce si fosse assentata del tutto.I due iniziarono una danza morbida, sincronizzata...cigni inesperti al centro di un lago di marmo...una perfetta unione scritta da sempre.Il tempo passò rapidamente e la giovane non si accorse che mancava poco alla mezzanotte, ora in cui la matrigna si alzava per preparare la sua consueta camomilla.Il suono dell'orologio spezzò l'incantesimo e Cenerentola fuggì dal castello. Nella fretta perse il portafoglio sgualcito, con all'interno i documenti.Arcibaldo tentò di raggiungerla per consegnarle l'oggetto smarrito, ma l'inseguimento fu del tutto inutile.Il giorno seguente il Principe si recò a casa della matrigna per chiedere la mano di Cenerentola. La donna, incredula e furiosa, tentò di proporre ad Arcibaldo una delle sue figlie...tentativo completamente fallito...Dopo una serie di scenate isteriche, la matrigna diede il proprio consenso...tutto sommato fu l'occasione per liberarsi definitivamente di quella presenza tanto utile quanto scomoda.La data delle nozze fu fissata per il sabato della settimana successiva.Fu la festa più grandiosa del secolo. Una favola!VI ASPETTATE LA FRASE "E VISSERO FELICI E CONTENTI"?Mi spiace, non posso accontentarvi...La cara Cenerentola si trasferì a Corte. Saloni maestosi. Lenzuola di seta blu. Trentacinque filippini al loro servizio. Abiti da sogno e gioielli costosissimi. Dopo anni di stenti, finalmete la vita iniziava a sorridere alla povera fanciulla.Arcibaldo mostrava tenerezza nei confronti della moglie, era affettuoso e tentava di insegnarle le buone maniere ed il galateo.Per rispettare la consorte decise di dormire in camere separate. Considerando i problemi di insonnia, preferiva non svegliarla al suo rientro. Cenerentola apprezzava le delicatezze che il marito aveva nei suoi riguardi.Una mattina, la nostra eroina, decise di fare una sorpresa al Principe. Scese in cucina e preparò amorevolmente una gustosa colazione. Si avviò verso la camera di Arcibaldo. Aprì con grazia la porta ed accese la luce. Non l'avesse mai fatto! Bisognerebbe bandire le sorprese (ndr)! TUFFO AL CUORE! Il giovane non era solo! Una chioma bruna giaceva sul petto del marito. Cenerentola si mise a strillare. Il consorte si svelgliò all'improvviso ed iniziò a pronunciare frasi prive di significato "Tesoro non è come credi...non è successo nulla...ci siamo addormentati...". Ma l'orrore arrivò quando la ragazza scoprì l'identità dell'amante. GUSTAVO! Il compagno di caccia dell'adultero! Inutile raccontarvi il seguito. La Principessa continuò la vita di Corte. Diede un erede al popolo. Passò da una depressione all'altra. Ed accettò, suo malgrado, le visite notturne di Gustavo.I Sovrani avevano il loro successore. Il popolo si dovette ricredere sulla poca virilità del principe. Arcibaldo fu libero di vivere la sua sessualità. Gustavo non fu costretto a rinunciare all'amante.E VISSERO TUTTI FELICI E CONTENTI. PROPRIO TUTTI NON DIREI...THE END