Donna sull'orlo...

Post N° 50


Oggi è la tua festa ed io non trovo il coraggio di alzare la cornetta...basterebbero due semplici parole "Auguri Papà"...tutto lì...perchè non riesco a pronunciare una frase che al mondo intero risulta naturale e spontanea...? AUGURI...auguri per cosa? Per il padre assente che sei stato? Per la frustrazione che ti provoca essere genitore? Per ricordarti che tua figlia ha 30 anni e tu stai invecchiando? Per manifestarti la rabbia che mi ha causato la tua superficialità? Per ringraziarti di avermi dato denaro anziché calore? Per comunicarti che sto combattendo la battaglia più dura della mia vita?Tu non vuoi tutto questo!Tu mi vuoi spensierata, indipendente, sfrontata, al top della forma fisica, divertente, dedita al lavoro, insensibile, responsabile a livello pratico, inaffidabile sentimentalmente...Mi spiace...sono tormentata, non riesco a staccarmi dal nido, talvolta eccessivamente scrupolosa, ho il viso tirato e gli occhi sofferenti, chiusa nel mio dolore, il lavoro ora è una chimera, vulnerabile, vorrei che nessuno dovesse contare sul mio supporto e la mia esistenza è costellata da fallimenti amorosi...PAPA'...non ricordo di aver pronunciato questo vocabolo negli ultimi 25 anni...preferisco chiamarti con un nomignolo insensato e quasi ironico...ho da sempre la sensazione che questo ruolo ti stia terribilmente stretto, così ho optato per un surrogato che si trascina nel tempo...Devo ammettere che nella mia malattia hai mostrato un lato più morbido, hai espresso concetti inediti, frasi di ammirazione, gesti amorevoli...Forse, il vuoto all'interno della mia anima, ti ha fatto comprendere quanto mi siano mancate le sicurezze che solo tu potevi darmi...Non ti voglio giudicare...siamo tutti vittime di altre vittime...ma vorrei arginare il rancore e trovare il coraggio di alzare quella maledetta cornetta e sussurare:AUGURI PAPA'