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La Reincarnazione come veniva insegnata dai primi Cristiani. .

Post n°1045 pubblicato il 01 Febbraio 2014 da dammiltuoaiuto
 



La Reincarnazione come veniva insegnata dai primi Cristiani.

 

Metempsicosi letteralmente significa “trasferimento di anime” ed è un termine correlato al processo di reincarnazione. Viene spesso chiesto: “Perché la reincarnazione fino a poco tempo fa era sconosciuta in Europa e perché il Cristianesimo non la insegna?”

Veramente quest’idea è rintracciabile nelle più antiche tradizioni della civiltà occidentale tanto quanto era insegnata in tutto l’antico Medio ed estremo Oriente. E ci sono prove evidenti che davvero durante i suoi primi secoli, il Cristianesimo impartiva quello che aveva imparato riguardo la pre-esistenza delle anime e la loro reincarnazione

Josephus, lo storico ebreo che visse durante la maggior parte del primo secolo dopo Cristo, annota nel suo Jewish War (3, 8, 5) e nel suo Antiquities of the Jews (18, 1, 3) che la reincarnazione era diffusamente insegnata ai suoi giorni, mentre pure Philo Judaeus, suo contemporaneo d’Alessandria, in vari suoi scritti si riferisce alla reincarnazione, in una forma o nell’altra. Inoltre vi sono dei passaggi del Nuovo Testamento che possono essere compresi solo alla luce della pre-esistenza delle anime come credo generalmente accettato.

Per esempio Matteo (16:13-14) scrive che quando Gesù chiese ai suoi discepoli: “Chi dicono che io sia?” essi risposero che alcune persone dicevano egli fosse Giovanni Battista (il quale era stato giustiziato solo pochi anni prima che la questione fosse posta). Altri pensavano che egli fosse Elia, o Geremia o un altro dei profeti.

Più tardi troviamo in Matteo (17:13) che Gesù, lungi dal respingere il concetto di rinascita, disse ai suoi discepoli che Giovanni Battista era Elia.

Giovanni (9:2-4) riporta che i discepoli chiesero a Gesù se un uomo cieco avesse peccato lui o i suoi genitori dato che era nato cieco. Gesù rispose che tutto ciò avveniva perché le opere di Dio si manifestassero nel cieco ovvero perché avesse compimento la legge di causa ed effetto. O, come si espresse san Paolo al riguardo: “Si raccoglie quello che si semina”. L’uomo cieco non poteva avere piantato i semi della sua cecità in questa vita, ma l’avrà fatto in una precedente.

I primi cristiani, specialmente coloro che erano membri di una delle sette gnostiche come i Valentiniani, gli Ofiti e gli Ebioniti, includevano la reincarnazione tra i loro insegnamenti più importanti. A loro parere essa consentiva il compimento della legge – karma – tanto quanto forniva all’anima i mezzi per purificarsi dalle torbide caratteristiche che risultavano dalla sua immersione nella materia e dall’egoismo che abbiamo sviluppato nei primi stadi del nostro viaggio sulla terra.

Dopo le generazioni iniziali di cristiani, troviamo i primi Padri della Chiesa, come Giustino martire (100-165 d.C.), san Clemente Alessandrino (150-220 d.C.) e Origene (185-254 d.C.), che insegnavano la pre-esistenza delle anime, abbracciando la reincarnazione o uno degli aspetti della rinascita. Esempi di questo si trovano nelle opere di Origene, in special modo nel Contra Celsum (1, XXXII), dove egli chiede: “Non è razionale che le anime debbano essere introdotte in corpi secondo i loro meriti e azioni precedenti…?” E nel De Principiis afferma che l’anima non ha inizio né fine. San Gerolamo (340-420 d.C.), traduttore della versione in latino della Bibbia, conosciuta come la Vulgata, nella sua Lettera a Demetria, una matrona romana, afferma che alcune sette cristiane del suo tempo insegnavano una forma di reincarnazione come dottrina esoterica, impartendola a pochi, “come una verità tradizionale che non doveva essere divulgata”.

Anche Sinesio, (370-480 d.C.), vescovo di Tolemaide insegnava lo stesso concetto e, in una preghiera che è giunta fino a noi dice: “Padre concedi che la mia anima possa fondersi nella luce e che non sia respinta nell’illusione materiale”. Altri suoi Inni, come il numero 3, contengono frasi che riaffermano chiaramente il suo punto di vista e che supplicano che egli sia così purificato da rendere non più necessaria la rinascita sulla terra. In una tesi sui sogni Sinesio scrive: “E’ possibile, per l’anima immaginativa, grazie al tempo e al lavoro e ad una transizione in altre vite, emergere da questa oscura dimora”. Questo passaggio ci ricorda i versetti dell’Apocalisse di Giovanni (3:12) con il suo linguaggio simbolico iniziatico che porta a: “Il vincitore lo porrò come una colonna nel tempio del mio Dio e non ne uscirà mai più”.

A questo punto dobbiamo ricordare quel che accadde dopo che Costantino dichiarò il Cristianesimo religione di stato dell’impero romano. La chiesa dimenticò l’ingiunzione di dare a Cesare quel che è di Cesare e si lasciò coinvolgere nell’amministrazione del regno di Cesare – l’arena politica. Il suo destino si legò così a quello dell’impero stesso e ai suoi sovrani.

Le svariate differenze tra gli insegnamenti nelle sette cristiane del quarto secolo erano parallele ai disordini che scoppiavano nelle province sotto il governo di imperatori poco energici, cosicché nel momento in cui Giustiniano prese l’incarico nel 527, ebbe seri problemi. Egli lavorò disperatamente per riunificare l’impero in rovina procedendo su due direttrici: da una parte il suo sforzo fu di guidare il suo esercito contro gli stati più piccoli all’interno del fold più grande; dall’altra impose un canone uniforme di credenze, al quale ci si doveva attenere strettamente. Teologo non disprezzabile egli stesso, lanciò una campagna contro le credenze dei cristiani nestoriani e altre minoranze e per fare questo dovette aggirare la decisione del Concilio di Chalcedon (451). Egli ordinò a Menna, patriarca di Costantinopoli, di convocare un sinodo locale o provinciale per affrontare il problema e venire incontro alle richieste di vari uomini di chiesa che si opponevano a certi insegnamenti, inclusi quelli di Origene sulla pre-esistenza delle anime.

Il sinodo locale accettò l’interdizione formulata da Menna, ma questo non sembrò ottenere grandi risultati. Dieci anni più tardi Giustiniano convocò il quinto Concilio di Costantinopoli, conosciuto anche come Secondo Concilio Ecumenico, ma questa definizione è sbagliata. Fu presieduto dal patriarca effettivo di Costantinopoli, Eutichio, alla presenza di 165 vescovi. Papa Virgilio era stato convocato dall’imperatore ma si oppose al Concilio e si rifugiò in una chiesa di Costantinopoli; non fu pertanto presente alle deliberazioni, né vi fu rappresentato.

Il Concilio redasse una serie di anatemi, 14 secondo qualcuno, 15 secondo altri, diretti principalmente contro le dottrine di tre “scuole” o “eresie”, i cui documenti divennero noti come “I tre capitoli”. Solo questi atti vennero presentati al papa per la sua approvazione. I papi successivi, incluso Gregorio Magno??? (590-604), mentre trattavano le faccende emerse dal quinto Concilio, non fecero riferimento alcuno alle idee di Origene. Tuttavia Giustiniano impose l’accettazione delle decisioni di quella che sembrava essere stata semplicemente una sessione extra conciliare, facendo sembrare che avesse approvazione o sanzione ecumenica. Quello che ci interessa qui è che gli ecclesiastici che si opponevano agli insegnamenti di Origene, soprattutto a quello che riguardava la pre-esistenza delle anime, si procurarono una condanna ufficiale, che cercarono di rendere obbligatoria.

Sebbene Gregorio Magno non facesse riferimento alcuno ad Origene quando intraprese i lavori del Quinto Concilio, accettò la tendenza alla codificazione del credo cristiano che si era sviluppato durante il quinto ed il sesto secolo, ed affermò perfino di aver “riverito” le conclusioni dei primi quattro Concilii, tanto quanto quelle dei quattro Vangeli!

Dal punto di vista dell’insegnamento pubblico l’idea della reincarnazione scomparve dal pensiero europeo dopo il sinodo provinciale del 543 e il Quinto Concilio del 553 – e questo adducendo come motivo il fatto che fosse in conflitto con un’appropriata comprensione del concetto di redenzione.

Malgrado gli anatemi, l’influenza di Origene continuò salda nei secoli, portando dritti i Cristiani verso Massimo da Tiro (580-662) e Giovanni Scoto Eriugena (810-877), il monaco irlandese immensamente erudito. Tale influenza raggiunse perfino figure relativamente più recenti come san Francesco d’Assisi, fondatore dell’Ordine Francescano (1182-1226) e san Bonaventura, il dottore “serafico” (1221-1274), che diventò cardinale e Generale dei Francescani. Perfino un teologo come san Gerolamo disse di Origene che fosse “il più grande insegnante della Chiesa primitiva dopo gli Apostoli”.

Tranne le sette cristiane come i molto diffusi Catari, che comprendevano gli Albigesi, i Valdesi e i Bogomili, individui isolati come Jacob Boehme, il mistico protestante tedesco, Joseph Glanvil, il cappellano del Re Carlo II d’Inghilterra, il reverendo William Law, William R. Alger e molti ecclesiastici moderni, Cattolici e Protestanti, hanno appoggiato il concetto di reincarnazione sia sul piano logico che su altri piani. Henry More (1614-1687), il noto pastore della Chiesa d’Inghilterra e celebre neoplatonico di Cambridge, scrisse nel suo lungo saggio “L’Immortalità dell’Anima” uno studio considerevole e completo su questo tema, con risposte convincenti alle critiche sulla pre-esistenza.

Come disse More nel suo saggio sopra citato, “non c’è mai stato alcun filosofo che abbia parlato di un’anima spirituale ed immortale, che non ne sostenesse anche la pre-esistenza”.

L’opposizione generale dei teologi nell’ultimo secolo sta venendo meno, dal momento che i loro successori hanno assunto un atteggiamento più aperto al riguardo. Sacerdoti di confessioni diverse stanno cominciando ad avallare i vecchi insegnamenti riguardo alla pre-esistenza dell’anima, la sua trasmigrazione in generale e la reincarnazione in particolare. Se ne sta parlando in modo più ampio di quanto non sia stato fatto per secoli, e lo scherno iniziale, basato sul fraintendimento della trasmigrazione, ha lasciato il posto ad un’indagine più seria.

Una delle tesi più comuni contro l’idea della reincarnazione è che non ricordiamo le nostre esistenze passate. Ma c’è una memoria diversa da quella cerebrale. Certe abilità o la capacità di fare o di capire certune tematiche o attività spesso evidenti nella prima infanzia, sicuramente indicano una reminiscenza di familiarità passate. Importa qualche cosa che nome avesse un certo personaggio se la caratteristica espressa attraverso quella vita continua nella presente, modificata secondo il genere e l’intensità del precedente periodo di auto-espressione? Spesso consideriamo la vita e la morte come degli opposti; in realtà la vita è un continuum con nascita e morte a fare da vie di accesso dentro e fuori alla fase terrena. Nascita, morte e rinascita – il ciclo si compie e completa se stesso continuamente finché non ci liberiamo di tutte le scorie della nostra natura per divenire il puro oro dello spirito.

I. M. Oderberg

Traduzione di Patrizia Calvi e Roberta Girardi.

 
 
 

L'URANIO DEGLI AMERICANI IN IRAQ PEGGIO DI HIROSHIMA

Post n°1044 pubblicato il 25 Settembre 2013 da dammiltuoaiuto
 
Tag: IRAQ, obama, usa

L’invasione americana in Iraq lascia un’eredità più tossica di Hiroshima

La potenza morale che punisce la Siria per il presunto uso di armi di distruzione di massa…

Nella città irachena di Fallujah, bambardata dai Marines nel 2004, si assiste ad un aumento sconvolgente nel tasso di mortalità infantile, di tumori e di casi di leucemia. Un tasso che – stando ad una recente ricerca – supera quello riferito dai sopravvissuti alle bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki nel 1945.

I medici iracheni a Fallujah si sono lamentati fin dal 2005 di essere sopraffatti dal numero di bambini con gravi difetti alla nascita, danni che spaziano da una bambina nata con due teste alla paralisi degli arti inferiori. Dicono anche di vedere molti più tumori rispetto a prima della battaglia di Fallujah svoltasi fra le truppe USA ed i ribelli.

Le loro affermazioni trovano sostegno in una ricerca la quale mostra un aumento dei tumori di quattro volte (400%) che salgono a dodici volte (1200%) nel caso di bambini sotto i 14 anni. La mortalità infantile in città è più di quattro volte (+400% ) rispetto a quella che si riscontra nella vicina Giordania ed 8 volte più alta (+800%) che nel Kuwait.

Il dottor Chris Busby, visiting professor presso l’University of Ulster – ed uno degli autori della ricerca condotta a Fallujah su 4.800 soggetti – ha dichiarato che è difficile stabilire chiaramente la causa esatta dei tumori e dei difetti neonatali, ma aggiunge che: «per produrre effetti simili, la popolazione deve essere stata esposta a fortissime sostanze mutagene quando si sono verificati gli attacchi del 2004».

I Marines USA hanno prima assediato Fallujah, 30 miglia ad ovest di Baghdad, e l’hanno poi bombardata nell’aprile del 2004 dopo che 4 dipendenti della società di sicurezza americana Blackwater furono uccisi ed i loro corpi bruciati. Dopo uno stallo di 8 mesi, a novembre i Marines sconvolsero la città usando l’artiglieria e bombardando con raid aerei le posizioni dei ribelli. Le forze USA ammisero successivamente di aver utilizzato fosforo bianco ed altre tipologie di munizioni.

Nell’assalto, i comandanti USA trattarono Fallujah come una zona dove sparare liberamente, in modo da ridurre al minimo le perdite. Gli ufficiali britannici rimasero costernati dalla mancanza di preoccupazione per i danni ai civili. Il Brigadiere Nigel Aylwin-Foster, un comandante britannico di stanza con le forze americane a Baghdad ricorda che «durante le operazioni preparatorie delloperazione di pulizia di Fallujah del novembre 2004, in una sola notte e su di una singola piccola porzione della città, vennero sparati 40 colpi di artiglieria da 155 mm».

 
 
 

IL LIMONE ANTICANCRO?

Post n°1043 pubblicato il 09 Giugno 2013 da dammiltuoaiuto
 
Tag: limone

 

QUELLO CHE I MEDIA NON VI DICONO: Gli avevano dato un mese. Dopo 7 anni, è vivo grazie al LIMONE. Perché ci nascondono i suoi benefici?

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ATTENZIONE: Abbiamo trovato questo articolo molto interessante nel web e ci è sembrato doveroso proporvelo. Non abbiamo ancora avuto modo di verificarne il contenuto, ma lo faremo e Vi terremo aggiornati. Comunque sono tante, tantissime le voci (anche autorevoli) che sostengono le virtù del limone come toccasana per innumerevoli malanni. CI INFORMEREMO E VI TERREMO AGGIORNATI.

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Tre medici e un cardiochirurgo mi avevano dato un mese di vita. Sono passati sette anni. Sono vivo grazie al LIMONE. Ho preso per sei mesi antibiotici per curare una cistite. Mi ha curato il LIMONE.

Dopo sei mesi di una cistite devastante, dove a ogni antibiogramma risultava la morte di un batterio ma la vita di altri cinque o sei, dopo aver preso tutti gli antibiotici possibili e immaginabili, senza contare le visite specialistiche fino ad arrivare a un luminare di urologia, in preda alla più cupa disperazione e a bruciori da incubo, ho deciso di provare la “cura” di un amico dietologo, nutrizionista e gastroenterologo. Non gli credevo, ammetto. Non gli ho proprio dato credito convinta che – parliamo di quasi vent’anni fa – solo la medicina “ufficiale” avesse la risposta.

Quando poi arrivi “alla frutta”, in questo caso di nome e di fatto, ti arrendi e provi anche i rimedi…cui non credi. Tanto per non aver rimpianti.

Una spremuta di tre limoni succosi, seguiti da tre bicchieri d’acqua la sera prima di andare a dormire, con l’ordine tassativo di “tener duro” fino al mattino seguente. Convinzione, zero. Disperazione, diecimila. Immaginate la sorpresa quando, dopo solo qualche giorno, non sentivo più bruciore, il sanguinamento era scomparso, e all’ennesimo antibiogramma i valori erano perfetti?

Ma se il limone è riuscito a curare un disturbo come la cistite, forse possiede altre doti nascoste?

Comincia così, una ricerca lunga e laboriosa. Sapete che ricerche diverse hanno dimostrato che Il limone è in grado di uccidere le cellule tumorali, dimostrando un’efficacia 10.000 volte più forte della chemioterapia? Poi t’imbatti nelle dichiarazioni rilasciate a Ok Salute – di cui è garante scientifico – da Umberto Veronesi: “Una bella limonata fa da scudo contro il cancro. La ricerca ha evidenziato per questo frutto un ruolo speciale nella prevenzione, sebbene nessun alimento da solo possa essere uno scudo efficace se non è inserito in una dieta e in uno stile di vita salutare. Nei limoni ci sono molecole con notevoli proprietà antiossidanti, capaci di contrastare l’azione dei radicali liberi, che possono alterare la struttura delle membrane cellulari e del materiale genetico (DNA) e quindi aprire la strada ai processi di formazione della neoplasia. Sono i flavonoidi, presenti ad alte concentrazioni, e i limonoidi (che si ritrovano soprattutto nella buccia e che contribuiscono a fornire il tipico sapore agro). In più,

hanno il potere di limitare le infiammazioni croniche, che a loro volta sono alla base, spesso, della trasformazione neoplastica dei tessuti. I limonoidi, dal canto loro, mostrano una diretta capacità di frenare alcuni tipi di cellule cancerose, come quelle del neuroblastoma: l’hanno verificato, per ora solo in provetta, i ricercatori della Texas Agriculture Experiment Station di Chillicothe (Stati Uniti).  L’ideale è una spremuta di un limone il giorno. E una spruzzata di limone sull’insalata, è un gesto che bisognerebbe ricordarsi di fare più spesso”.

Ulteriori ricerche confermano che il limone è un rimedio provato contro praticamente tutti i tipi di tumore. Non solo, è uno spettro anti-microbico contro le infezioni batteriche e i funghi, funziona come antidepressivo, utile contro stress e disturbi nervosi, regolatore di pressione alta, combattente naturale di parassiti interni e vermi.

Secondo uno studio statunitense, il limonene, sostanza contenuta nel limone, pare sia impiegata con successo nella distruzione dei calcoli nella cistifellea, e nella cura di tumori a pancreas, stomaco e intestino.

Ma torniamo ai flavonoidi: uno studio pubblicato su Journal of Agricultural and Food Chemistry rivela che queste sostanze sono in grado di limitare l’azione di particolari molecole con alto potenziale cancerogeno. Un’altra ricerca, pubblicata su Current Cancer Drug Targets, afferma che i flavonoidi hanno il potere di rallentare il processo di duplicazione delle cellule tumorali.

Allora perché siamo costretti ad assumere versioni sintetiche di sostanze naturali?

Un nostro lettore scrive che il limone gli ha salvato la vita. “Tre medici, un cardiochirurgo…un mese di vita…storia lunga ma sono vivo dopo più di sette anni, non assumo più alcun farmaco”. Come, scusa? “In poche parole dopo il ricovero, dopo aver fatto tre volte l’Ecocolordoppler (metodica diagnostica non invasiva, che permette la visualizzazione ecografica dei principali vasi sanguigni e lo studio del flusso ematico al loro interno nda) tre medici diversi e un cardiochirurgo mi danno da un mese a una settimana di vita. Diagnosi: una necrosi ha compromesso già più del 25 % del cuore…Non si può più fare molto … Arrivederci e grazie! Una mia carissima zia mi consiglia “metti il Limone”. Così ho fatto, direttamente sul cuore: piano piano ho avuto miglioramenti fino alla completa guarigione”.

Il succo di limone è utile nel prevenire e curare la malattia? Pare proprio di sì. Ha un sapore abbastanza gradevole e soprattutto non produce gli effetti terribili della chemioterapia. Ma interessante è l’effetto che produce su cisti e tumori.

Inevitabile continuare a cercare, il WEB e i libri sono fonte inesauribile di bufale, certo, ma anche di notizie.

Come diceva Agatha Christie: “Una coincidenza è una coincidenzadue coincidenze fanno un indizio, tre coincidenze fanno una prova”.

Una delle fonti sulle proprietà anticancerogene del limone ha dell’incredibile, perché arriva nientemeno che da uno dei più grandi produttori di droga al mondo: dal 1970, dopo più di venti test di laboratorio, si rileva che distrugge le cellule maligne in dodici tipi di cancro, incluso quello del colon, del seno, della prostata, polmone e pancreas.

Addirittura, secondo l’Istituto di Scienze della Salute di Baltimora, i composti dell’albero di limone hanno dimostrato un’efficacia 10.000 volte superiore di uno dei più usati farmaci chemioterapici. Non bastasse, pare che questo tipo di terapia a base di estratto di limone abbia la capacità di distruggere solo le cellule tumorali maligne senza influire su quelle sane.

Gli studi sul limone davvero si sprecano, così scopriamo che il limone è un valido aiuto anche per chi ha poche difese immunitarie perché può “aumentare” la produzione dei globuli bianchi. Anche per quanto riguarda il trattamento del diabete, questo frutto si è dimostrato un ottimo deterrente.

Studi scientifici in fase ancora embrionale, hanno individuato nella tangeritina, elemento presente nella buccia del limone, la possibilità di controllare i livelli di colesterolo nel sangue. Allo stesso tempo, sono all’esame i suoi effetti positivi nella cura del morbo di Parkinson.

Secondo la Reams Biological Ionization Theory, il limone sarebbe l’unico alimento anionico al mondo, caratteristica che lo renderebbe particolarmente benefico per la salute, grazie al contributo dato nell’interazione tra cationi e anioni, necessaria per la produzione di energia a livello cellulare.

Per le proprietà depurative e disintossicanti, sarebbe opportuno bere una spremuta di limone il mattino a digiuno. Tutti siamo convinti delle sue proprietà astringenti? Ebbene, bevuto il mattino, il limone aiuta a regolare l’intestino…e combatte la cellulite.

Ma l’uso del limone è davvero infinito: tarmicida naturale, è sufficiente appendere negli armadi qualche sacchetto di tela contenente scorze di limone secche per tenere alla larga le tarme.

Gli antichi Egizi ne usavano il succo per curare le dermatiti. Potremmo andare avanti all’infinito, ma se gli antichi usavano il limone come vera e propria medicina naturale in grado di curare e prevenire malattie, dov’è finita tutta questa conoscenza?

Concludiamo con una breve sintesi, una sorta di “Bignami” dei benefici effetti del limone:

  • Ostacola l’insorgere dell’osteoporosi
  • Riequilibra il Ph del corpo
  • Migliora la digestione
  • Favorisce il riposo
  • Previene raffreddore e influenze
  • Depura il fegato
  • Elimina gli acidi urici
  • Favorisce l’attività intestinale
  • Dissolve i calcoli biliari, renali e i depositi di calcio che si accumulano nei reni
  • Previene la calcolosi urinaria
  • Contrasta i radicali liberi
  • Previene l’invecchiamento cellulare dell’organismo
  • Abbassa il colesterolo
  • Favorisce la digestione
  • Ha proprietà antibatteriche
  • Elimina i parassiti intestinali
  • Rafforza i vasi sanguigni
  • Regola la pressione del sangue
  • Ha proprietà anticancro
  • Favorisce la produzione di energia

Se una mela il giorno toglie il medico di torno, cosa ci costa aumentare l’utilizzo del limone nella nostra vita quotidiana, partendo dal famoso bicchiere il mattino?

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IL LIMONE ANTICANCRO?

Post n°1042 pubblicato il 02 Giugno 2013 da dammiltuoaiuto
 

Gli avevano dato un mese. Dopo 7 anni, è vivo grazie al LIMONE. Perché ci nascondono i suoi benefici?

Tre medici e un cardiochirurgo mi avevano dato un mese di vita. Sono passati sette anni. Sono vivo grazie al LIMONE. Ho preso per sei mesi antibiotici per curare una cistite. Mi ha curato il LIMONE.

Dopo sei mesi di una cistite devastante, dove a ogni antibiogramma risultava la morte di un batterio ma la vita di altri cinque o sei, dopo aver preso tutti gli antibiotici possibili e immaginabili, senza contare le visite specialistiche fino ad arrivare a un luminare di urologia, in preda alla più cupa disperazione e a bruciori da incubo, ho deciso di provare la “cura” di un amico dietologo, nutrizionista e gastroenterologo. Non gli credevo, ammetto. Non gli ho proprio dato credito convinta che – parliamo di quasi vent’anni fa – solo la medicina “ufficiale” avesse la risposta.

Quando poi arrivi “alla frutta”, in questo caso di nome e di fatto, ti arrendi e provi anche i rimedi…cui non credi. Tanto per non aver rimpianti.

Una spremuta di tre limoni succosi, seguiti da tre bicchieri d’acqua la sera prima di andare a dormire, con l’ordine tassativo di “tener duro” fino al mattino seguente. Convinzione, zero. Disperazione, diecimila. Immaginate la sorpresa quando, dopo solo qualche giorno, non sentivo più bruciore, il sanguinamento era scomparso, e all’ennesimo antibiogramma i valori erano perfetti?

Ma se il limone è riuscito a curare un disturbo come la cistite, forse possiede altre doti nascoste?

Comincia così, una ricerca lunga e laboriosa. Sapete che ricerche diverse hanno dimostrato che Il limone è in grado di uccidere le cellule tumorali, dimostrando un’efficacia 10.000 volte più forte della chemioterapia? Poi t’imbatti nelle dichiarazioni rilasciate a Ok Salute – di cui è garante scientifico – da Umberto Veronesi: “Una bella limonata fa da scudo contro il cancro. La ricerca ha evidenziato per questo frutto un ruolo speciale nella prevenzione, sebbene nessun alimento da solo possa essere uno scudo efficace se non è inserito in una dieta e in uno stile di vita salutare. Nei limoni ci sono molecole con notevoli proprietà antiossidanti, capaci di contrastare l’azione dei radicali liberi, che possono alterare la struttura delle membrane cellulari e del materiale genetico (DNA) e quindi aprire la strada ai processi di formazione della neoplasia. Sono i flavonoidi, presenti ad alte concentrazioni, e i limonoidi (che si ritrovano soprattutto nella buccia e che contribuiscono a fornire il tipico sapore agro). In più, hanno il potere di limitare le infiammazioni croniche, che a loro volta sono alla base, spesso, della trasformazione neoplastica dei tessuti. I limonoidi, dal canto loro, mostrano una diretta capacità di frenare alcuni tipi di cellule cancerose, come quelle del neuroblastoma: l’hanno verificato, per ora solo in provetta, i ricercatori della Texas Agriculture Experiment Station di Chillicothe (Stati Uniti).  L’ideale è una spremuta di un limone il giorno. E una spruzzata di limone sull’insalata, è un gesto che bisognerebbe ricordarsi di fare più spesso”.

Ulteriori ricerche confermano che il limone è un rimedio provato contro praticamente tutti i tipi di tumore. Non solo, è uno spettro anti-microbico contro le infezioni batteriche e i funghi, funziona come antidepressivo, utile contro stress e disturbi nervosi, regolatore di pressione alta, combattente naturale di parassiti interni e vermi.

Secondo uno studio statunitense, il limonene, sostanza contenuta nel limone, pare sia impiegata con successo nella distruzione dei calcoli nella cistifellea, e nella cura di tumori a pancreas, stomaco e intestino.

Ma torniamo ai flavonoidi: uno studio pubblicato su Journal of Agricultural and Food Chemistry rivela che queste sostanze sono in grado di limitare l’azione di particolari molecole con alto potenziale cancerogeno. Un’altra ricerca, pubblicata su Current Cancer Drug Targets, afferma che i flavonoidi hanno il potere di rallentare il processo di duplicazione delle cellule tumorali.

Allora perché siamo costretti ad assumere versioni sintetiche di sostanze naturali?

Un nostro lettore scrive che il limone gli ha salvato la vita. “Tre medici, un cardiochirurgo…un mese di vita…storia lunga ma sono vivo dopo più di sette anni, non assumo più alcun farmaco”. Come, scusa? “In poche parole dopo il ricovero, dopo aver fatto tre volte l’Ecocolordoppler (metodica diagnostica non invasiva, che permette la visualizzazione ecografica dei principali vasi sanguigni e lo studio del flusso ematico al loro interno nda) tre medici diversi e un cardiochirurgo mi danno da un mese a una settimana di vita. Diagnosi: una necrosi ha compromesso già più del 25 % del cuore…Non si può più fare molto … Arrivederci e grazie! Una mia carissima zia mi consiglia “metti il Limone”. Così ho fatto, direttamente sul cuore: piano piano ho avuto miglioramenti fino alla completa guarigione”.

Il succo di limone è utile nel prevenire e curare la malattia? Pare proprio di sì. Ha un sapore abbastanza gradevole e soprattutto non produce gli effetti terribili della chemioterapia. Ma interessante è l’effetto che produce su cisti e tumori.

Inevitabile continuare a cercare, il WEB e i libri sono fonte inesauribile di bufale, certo, ma anche di notizie.

Come diceva Agatha Christie: “Una coincidenza è una coincidenza, due coincidenze fanno un indizio, tre coincidenze fanno una prova”.

Una delle fonti sulle proprietà anticancerogene del limone ha dell’incredibile, perché arriva nientemeno che da uno dei più grandi produttori di droga al mondo: dal 1970, dopo più di venti test di laboratorio, si rileva che distrugge le cellule maligne in dodici tipi di cancro, incluso quello del colon, del seno, della prostata, polmone e pancreas.

Addirittura, secondo l’Istituto di Scienze della Salute di Baltimora, i composti dell’albero di limone hanno dimostrato un’efficacia 10.000 volte superiore di uno dei più usati farmaci chemioterapici. Non bastasse, pare che questo tipo di terapia a base di estratto di limone abbia la capacità di distruggere solo le cellule tumorali maligne senza influire su quelle sane.

Gli studi sul limone davvero si sprecano, così scopriamo che il limone è un valido aiuto anche per chi ha poche difese immunitarie perché può “aumentare” la produzione dei globuli bianchi. Anche per quanto riguarda il trattamento del diabete, questo frutto si è dimostrato un ottimo deterrente.

Studi scientifici in fase ancora embrionale, hanno individuato nella tangeritina, elemento presente nella buccia del limone, la possibilità di controllare i livelli di colesterolo nel sangue. Allo stesso tempo, sono all’esame i suoi effetti positivi nella cura del morbo di Parkinson.

Secondo la Reams Biological Ionization Theory, il limone sarebbe l’unico alimento anionico al mondo, caratteristica che lo renderebbe particolarmente benefico per la salute, grazie al contributo dato nell’interazione tra cationi e anioni, necessaria per la produzione di energia a livello cellulare.

Per le proprietà depurative e disintossicanti, sarebbe opportuno bere una spremuta di limone il mattino a digiuno. Tutti siamo convinti delle sue proprietà astringenti? Ebbene, bevuto il mattino, il limone aiuta a regolare l’intestino…e combatte la cellulite.

Ma l’uso del limone è davvero infinito: tarmicida naturale, è sufficiente appendere negli armadi qualche sacchetto di tela contenente scorze di limone secche per tenere alla larga le tarme.

Gli antichi Egizi ne usavano il succo per curare le dermatiti. Potremmo andare avanti all’infinito, ma se gli antichi usavano il limone come vera e propria medicina naturale in grado di curare e prevenire malattie, dov’è finita tutta questa conoscenza?

Concludiamo con una breve sintesi, una sorta di “Bignami” dei benefici effetti del limone:

  • Ostacola l’insorgere dell’osteoporosi
  • Riequilibra il Ph del corpo
  • Migliora la digestione
  • Favorisce il riposo
  • Previene raffreddore e influenze
  • Depura il fegato
  • Elimina gli acidi urici
  • Favorisce l’attività intestinale
  • Dissolve i calcoli biliari, renali e i depositi di calcio che si accumulano nei reni
  • Previene la calcolosi urinaria
  • Contrasta i radicali liberi
  • Previene l’invecchiamento cellulare dell’organismo
  • Abbassa il colesterolo
  • Favorisce la digestione
  • Ha proprietà antibatteriche
  • Elimina i parassiti intestinali
  • Rafforza i vasi sanguigni
  • Regola la pressione del sangue
  • Ha proprietà anticancro
  • Favorisce la produzione di energia

Se una mela il giorno toglie il medico di torno, cosa ci costa aumentare l’utilizzo del limone nella nostra vita quotidiana, partendo dal famoso bicchiere il mattino?

Dedicato a mio padre, che del limone non sapeva nulla…agli amici persi per la via, e a quelli che ancora stanno male…la cui vita, probabilmente, grazie al limone avrebbe potuto avere un sapore diverso.

Cristina Colombera

 

 
 
 

Ue shock: in galera chi coltiva un orto?

Post n°1041 pubblicato il 19 Maggio 2013 da dammiltuoaiuto
 

Ue shock: in galera chi coltiva un orto? FIRMA ANCHE TU PER ABOLIRE QUESTA SCELLERATA PROPOSTA DI LEGGE
da Paolo Carinci (Note) Venerdì 17 maggio 2013 alle ore 22.12

Ue shock: in galera chi coltiva un orto?

Pubblicato da Cooper Theory in Copertina, Economia & Caste on 17 maggio 2013 11:02 /

Una norma dell’Unione Europea potrebbe definitivamente mettere ko i piccoli agricoltori, già in enorme difficoltà a causa degli alti costi di produzione e della concorrenza sleale del Nord Africa e dell’Asia. La legge creerebbe una sorta di diritto da parte delle multinazionali sui semi. Si potrebbero cioè utilizzare determinati tipi di semi, gli altri verrebbero messi al bando. E, chi li utilizzasse, sarebbe considerato un criminale, dunque sbattuto in galera.

Le associazioni degli imprenditori agricoli sono naturalmente sul piede di guerra. Ma la norma elaborata dalla Commissione Europea riguarderebbe qualunque cittadino abbia un piccolo orto, magari in città. Il testo del progetto di legge, che è già stato più volte modificato a causa delle enormi proteste delle associazioni dei coltivatori, è riportato qui (http://ec.europa.eu/dgs/health_consumer/pressroom/docs/proposal_aphp_en.pdf). “Questa legge intende interrompere immediatamente la coltivazione professionale di varietà vegetali ad uso di piccoli coltivatori, di coltivatori biologici, e di agricoltori che operano su piccola scala”, ha detto Ben Gabel, coltivatore di verdure e direttore del The Real Seed Catalogue (http://www.realseeds.co.uk/seedlaw.html). “I piccoli coltivatori hanno esigenze molto diverse dalle multinazionali – per esempio, coltivano senza usare macchine e non possono o non vogliono utilizzare spray chimici potenti. Non c’è modo di registrare quali sono le varietà adatte per un piccolo campo perché non rispondono ai severi criteri della “Plant Variety Agency”, che si occupa solo dell’approvazione dei tipi di sementi che utilizzano gli agricoltori industriali. ” Praticamente tutte le piante, i semi, gli ortaggi e i giardinieri devono essere registrati.


Quasi tutte le tradizionali varietà di semi per coltivare i vegetali saranno fuori legge ai sensi di questa proposta dalla UE. Ciò vuol dire significa che l’abitudine di conservare i semi di un raccolto per la prossima semina – pietra miliare per una vita sostenibile – diventerà un atto criminale. Ci rendiamo conto della follia?

Inoltre, come spiega Gabel, coltivatore e giornalista, questa legge europea “uccide completamente qualsiasi sviluppo degli orti nel giardino di casa in tutta la comunità europea. “Ma è questa è la vera aspirazione dei governi europei ?Criminalizzare qualsiasi atto di riproduzione dei sementi in casa e rendere la popolazione completamente assoggettata alle imprese monopolistiche, che così potranno rafforzarsi ulteriormente? Questo è quanto succede sia negli Stati Uniti e sia nell’Unione Europea. Questo è quello che stanno facendo i governi: stanno prendendo il controllo, un settore alla volta, anno dopo anno, fino a non lasciare nessuna libertà e ridurre le popolazioni alla schiavitù in un regime dittatoriale globale”.

C’è da rabbrividire. Anche perché se gli agricoltori stanno giustamente dando battaglia, i governi nazionali non sono dalla loro parte e i media mainstream non osano nemmeno sfiorare l’arg

FIRMA    QUI    http://helfen.global2000.at/de/freiheit-f%C3%BCr-die-vielfalt

 
 
 

CINQUE DOMANDE A BEPPE GRILLO

Post n°1040 pubblicato il 06 Marzo 2013 da dammiltuoaiuto
 

CINQUE DOMANDE A BEPPE GRILLO

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/03/quattro-domande-beppe-grillo.html




di Gianni Lannes


 
A quanto pare il sistema di potere internazionale ha deciso di gestire direttamente l’opposizione in Italia. Un riscontro? Le elezioni farsesche (in base ad una legge palesemente incostituzionale) appena andate in onda con un risultato scontato e previsto. 

Mentre altri si vendono o salgono sul classico carro dei vincitori, rifletto sulle evidenti incongruenze e contraddizioni di Grillo, nonché sulla passività degli esponenti del Movimento 5 Stelle, tenuti al guinzaglio dal Regolamento dello stesso Movimento di proprietà esclusiva di Giuseppe Piero Grillo. 

I pericoli si affrontano. Si sta consumando un inganno nei confronti di tutto il Popolo italiano. Così, invece di assistere passivamente allo sfacelo dell'Italia, interrogo a voce alta l’ultimo cosiddetto “salvatore della Patria” e lo invito ad un confronto dialettico serio in un ambito pubblico.
 
In un Paese libero gli interrogativi sono il sale della democrazia e dell’indipendenza.


1)    Egregio Grillo in quale consesso democratico lei è stato eletto Arbitro super partes del Movimento 5 Stelle e Garante d’Italia?

2)    Ragionier Grillo qual è la sua posizione reale sul debito pubblico e sul signoraggio bancario?

3)    Mister Grillo per quali ragioni nel 2008 ha incontrato segretamente l’ambasciatore USA, Ronald Spogli (emissario ufficiale di Bush junior) per discutere di programmi politici nello Stivale e non ha mai rivelato nulla all’opinione pubblica?

4)    Capo Grillo lei ritiene che le centinaia di bombe nucleari di proprietà  USA presenti illegalmente in Italia, in violazione del Trattato Internazionale di non proliferazione debbano essere immediatamente allontanate dal suolo nazionale per restituire sovranità territoriale al nostro Paese ed eliminare un pericolo per milioni di persone?

5)    Ex comico Grillo che ci fa sul suo pianoforte, nel sontuoso salone della villa di Sant’Ilario (che vanta un mastodontico abuso edilizio sanato), una fotografia che la ritrae avvinghiata al presidente degli Stati Uniti d’America, tale Bill Clinton, notoriamente membro e marionetta del Bilderberg Group (un Club esclusivo e segreto che ha pianificato la creazione dell’Unione europea e dell’Euro)? 


AGGIUNGO  ALTRE    DOMANDE

 
Egregio rag. Grillo Giuseppe:

6) Qual è la sua posizione sulle quotidiane operazioni di geoingegneria e di guerra ambientale in atto in Italia?

7) Qual è la sua posizione sul Trattato di Lisbona e sul MES?

8) Qual è la sua posizione sull'opzione di uscita dell'Italia dall'euro e azzeramento di un debito pubblico artificiosamente costituito?

9) Qual è la sua posizione sulla presenza delle basi militari nato in Italia e sulla partecipazione dell'Italia alle operazioni internazionali di peace keeping (Libano, Afganistan ecc.)

10) Perchè ha impedito ai ricercatori Gatti e Montanari di proseguire le loro ricerche sull'impatto delle nanoparticelle, sottraendo loro il microscopio elettronico acquistato con le donazioni a questo scopo raccolte da chi partecipava ai suoi spettacoli a pagamento?

11) Quale è stato l'ammontare dei ricavi pubblicitari del sito beppegrillo.it nell'anno precedente?


rapporto dell'incontro segreto tra Beppe Grillo e l'ambasciatore USA (anno 2008):

 http://www.lastampa.it/rw/Pub/Prod/PDF/4aprile2008.pdf 




miscellanea:



http://www.youtube.com/watch?v=3jmzWi_nhQg








 
 
 

MARIO MONTI SPIEGACI DOV'E FINITO L´ORO DEGLI ITALIANI

Post n°1039 pubblicato il 29 Gennaio 2013 da dammiltuoaiuto
 

MARIO MONTI SPIEGACI DOV'E FINITO L´ORO DEGLI ITALIANI

Le riserve auree diminuite in valore di 5,669 miliardi a 98,123 miliardi al 31 marzo 2012. Si vendono l’oro e senza dire niente ai cittadini! Dov’è finito quell’oro: venduto ai russi o ai cinesi, avidi compratori di riserve auree in questo momento? Oppure è andato in pegno alla Bce come collaterale di qualcosa, su richiesta della Bundesbank sempre più terrorizzata dalle perdite potenziale del programma Target 2? Una cosa è certa, l’operazione non nasce dall’emergenza. Lo scorso novembre, infatti, fecero scalpore per qualche ora le dichiarazioni del presidente della Commissione parlamentare per l’Europa del Parlamento tedesco, Gunther Krichbaum, in un’intervista al quotidiano “Rheinischen Post”: per ridurre il debito pubblico, l’Italia deve mettere in vendita una parte delle riserve auree.

La singolare proposta giunse dopo il netto no della Germania alla richiesta di vari Stati europei di un utilizzare le riserve auree della Banca centrale tedesca a ulteriore garanzia del cosiddetto Fondo salva Stati (Efsf) nel caso in cui la situazione economico-finanziaria peggiorasse. Pochi giorni dopo, si unì a questo coro anche Michael Fuchs, vicecapogruppo della Cdu, il partito di Angela Merkel, che al Bundestag tuonò: «Gli italiani devono mettere a posto i conti, quindi o portano a termine le privatizzazioni oppure vendono le loro riserve di oro». Un’opinione sottoscritta anche da Frank Schaeffler, dell’Fdp, che considerava «necessario» che gli Stati indebitati «vendano parte del loro oro o lo depositino a garanzia presso la Banca centrale europea». E l’Italia può in effetti contare su quasi 2.500 tonnellate di oro, la quarta riserva al mondo dopo Usa, Germania e il Fondo monetario internazionale, per un valore stimato intorno ai 102 miliardi di euro. In questo senso, la vendita del 20% del totale detenuto coprirebbe l’esborso richiesto dagli accordi internazionali.
Peccato che questo sarebbe un segnale di decadenza che avrebbe pesanti conseguenze sull’economia, sugli equilibri dei mercati e sulle valutazioni delle agenzie di rating: insomma, il governo dei tecnici bocconiani pare che abbia fatto come le famiglie indebite che portano catenine e fedi nuziali ai “Compro oro” per pagare le bollette scadute! E senza dire nulla a nessuno, ma soltanto seguendo pedissequamente le richieste tedesche. Il fatto è che quell’oro non è proprietà dello Stato italiano ma del popolo italiano, tanto che lo stesso Giulio Tremonti, quando nel 2009 voleva tassare le plusvalenze generate dalle riserve di Bankitalia, fu bloccato dal governatore della Bce, Jean-Claude Trichet, che disse in Parlamento «Siamo sicuri che l’oro sia della Banca d’Italia e non del popolo italiano?» e dallo stesso Mario Draghi, all’epoca a capo di Palazzo Koch, secondo cui «le riserve auree appartengono agli italiani e non a via Nazionale».

E queste pratiche non sono una novità nel nostro Paese. Nella primavera del 1976 a Palazzo Chigi c’era Aldo Moro e il Tesoro era nelle mani di Emilio Colombo. La crisi valutaria imperversava e fu inevitabile ricorrere all’aiuto del governo tedesco di Helmut Schmidt che concesse un prestito di due miliardi di dollari, chiedendo però in garanzia 540 tonnellate d’oro, che traslocarono contabilmente dai libri della Banca d’Italia di Paolo Baffi a quelli dell’Ufficio italiano cambi. Fino al 1997, quando il passaggio inverso determinò una gigantesca plusvalenza sulla quale Palazzo Koch pagò 3.400 miliardi di lire di imposte: una manna per il governo di Romano Prodi, impegnato nel tentativo di riportare il disavanzo pubblico sotto il 3% del Pil per poter agganciare l’ euro, visto che l’incasso imprevisto avrebbe contribuito ad abbattere di un altro 0,18% il rapporto fra deficit e Pil. Peccato che Bruxelles, dove già avevano detto no alla rivalutazione delle riserve auree tedesche e alla vendita dell’oro della Banca centrale del Belgio, non diede il proprio consenso. Come siamo entrati nell’euro, poi, è cosa nota a tutti.
Com’è, come non è, a febbraio di quest’anno il quotidiano britannico “The Independent” rilanciava la conferma di una forte pressione tedesca fin dall’inizio del 2012 affinché Roma mettesse mano alle sue riserve per incidere sullo stock di debito: insomma, dove non arrivò il governo Prodi – che propose inoltre la vendita di piccole quantità delle nostre riserve per incentivare lo sviluppo dell’economia nazionale – potrebbero essere arrivati i professori, i tecnici. Tanto che il 19 gennaio scorso i deputati Fabio Rampelli e Marco Marsilio presentarono un’interrogazione parlamentare (con richiesta di risposta scritta) indirizzata al ministro dell’Economia e delle Finanze – leggi Mario Monti – per chiedere lumi al riguardo. A tutt’oggi, che io sappia, si attende risposta.
Signore e signori, questi si vendono l’oro (può essere un’alternativa, ma è sempre l’ultima e comunque andrebbe quantomeno annunciata e discussa in Parlamento) mentre le banche incassano e gioiscono (e non pagano nemmeno l’Imu per le sedi delle Fondazioni, il vero cancro politico-economico del sistema): attenzione, la strada che abbiamo intrapreso è decisamente greca. E con la Spagna destinata a ristrutturare in parte il debito entro l’autunno, rischiamo davvero grosso.

 
 
 

LA GUERRA DEI DRONI

Post n°1038 pubblicato il 12 Gennaio 2013 da dammiltuoaiuto
 

“Con un joystick ho massacrato donne e bambini a distanza”

Un ex soldato della Us Air Force, il 27enne Brandon Bryant, ha raccontato allo Spiegel gli “orrori” della guerra “virtuale” che, per più di cinque anni, ha condotto a distanza. A distanza, sì. Perché Brandon bombardava in Afghanistan e in Iraq ma era nel New Mexico, chiuso in un container senza finestre e con l’aria condizionata. Un computer, una tastiera e un joystick i suoi strumenti di morte: telecomandava droni. Nella guerra “virtuale, impersonale e asettica” di cui Brandon era partecipe, sono comparsi – per pochi, lunghi istanti – “uomini, donne e anche bambini”. Ormai insonne e depresso, Brandon viene messo a riposo per sei mesi: “sindrome post traumatica”. Come un soldato al fronte che ha combattuto una guerra “vera”. Per poi essere congedato.

“Quando Brandon premeva un bottone dal New Mexico qualcuno moriva dall’altra parte del mondo”, scrive lo Spiegel. Ad esempio quando un drone Predator da lui telecomandato volava sopra una baracca fatta di fango in un villaggio afgano; il pilota accanto a lui ha impugnato il joystick e ha lanciato un missile Hellfire. Restavano 16 secondi all’impatto.

LEGGI ANCHE: Uccidere terroristi senza sporcarsi le mani. Droni made in Usa per l’Italia?

“Questi momenti sono come in slow motion”, ha dichiarato Brandon. A sette secondi dall’impatto non si vedeva ancora nessuno sul terreno. Il missile poteva essere quindi deviato, a quel punto. A tre secondi dall’impatto è spuntato un bambino. Una forte esplosione. Parti dell’edificio sono crollate immediatamente. Il bambino è scomparso. Brandon è stato preso da un’orrenda sensazione. “Abbiamo appena ucciso un bambino?” ha chiesto al collega. “Sì, credo che che fosse un bambino”, ha replicato questi. ”Era un bambino?” hanno quindi chiesto ai superiori sulla finestra di chat. “No. Era un cane”, hanno risposto. “Un cane su due piedi?”

 

LEGGI ANCHE: L’Onu contro i droni Usa in Pakistan:

 
 
 

UN MILIARDO DI EURO LE SPESE PAZZE MILITARI ITALIANE LE MUTANDE AI SOLDATI LIBICI

Post n°1037 pubblicato il 12 Gennaio 2013 da dammiltuoaiuto
 

SPESE MILITARI/ Un miliardo per missioni assurde. Un esempio? Dentifrici e mutande in Libia…PDFStampaE-mail
Inchieste - Italia
Scritto da Carmine Gazzanni
Sabato 12 Gennaio 2013 08:51
80 mila tubetti di denitrifico, 150 mila saponi da toilette, 38 mila spazzole per scarpe, ben 2 milioni di rasoi: tutto messo a disposizione dello Stato italiano per i soldati libici. È questo uno solo dei tanti provvedimenti contenuto nel colossale testo per le missioni internazionali, ultimo atto formale del governo Monti. Un totale di un miliardo di euro spalmato su missioni militari, alcune delle quali in territori sconosciuti (come i 90 mila euro finiti all’unico soldato italiano impegnato nel valico di Rafah), e su progetti dalla dubbia utilità, come i 60 mila euro finiti al Centro che cura i rapporti tra Italia e Germania. Rapporti in bilico dopo la Seconda Guerra Mondiale.

 

di Carmine Gazzanni

È, nei fatti, l’ultimo atto formale del governo Monti, verrà approvato a giorni e, probabilmente, si andrà ad aggiungere ad altri provvedimenti sui quali non si può che porre un grosso punto interrogativo. Stiamo parlando del decreto legge sulle missioni internazionali, testo tramite cui il governo italiano ogni anno finanzia tutte le missioni nelle quali sono impegnate le forze militari e civili italiane. L’esame del dl è cominciato in Commissione Affari Esteri soltanto ieri ma, poiché stiamo parlando di un testo i cui provvedimenti non possono essere rimandati alla nuova legislatura, c’è da scommettere che verrà approvato nel giro di poco.

Eppure, a leggere le 324 pagine del disegno di iniziativa governativa (è stato presentato dallo stesso Monti insieme al ministro degli Affari Esteri Terzi di Sant’Agata, quello della Difesa Di Paola e quello dell’Interno Cancellieri), qualche dubbio sulla bontà del testo sorge spontanea. Innanzitutto per la mole di soldi messi a disposizione dallo Stato per le missioni, in secondo luogo per la quantità di posti (a volte anche sconosciuti ai più) in cui il nostro Paese è impegnato con forze militari. Ma è soprattutto il terzo punto a incuriosire: sono i tanti progetti finanziati dall’Italia all’estero e per l’estero, alcuni dei quali davvero assurdi. Ma andiamo con ordine.


UN MILIARDO DI EURO PER LE MISSIONI. DAL PRESIDIO AFGHANO IN USA FINO ALL’UNICO SOLDATO IMPEGNATO NEL VALICO DI RAFAH - Il finanziamento per le missioni militari, per il solo 2013, ammonta a ben 947 milioni 350 mila euro. Poco meno di un miliardo di euro spalmato soltanto su un anno. Una cifra che ha dell’incredibile. O, perlomeno, ce l’ha se si pensa – ingenuamente – che il nostro Paese sia impegnato in poche missioni militari.

spese_militari_italia_assurdeChi, d’altronde, non pensa che si potrebbero contare sulle dita i presidi militari italiani all’estero? E invece è proprio qui che sorge il problema – e arriviamo al secondo punto della questione – dato che, accanto alle missioni principali, più onerose e certamente più note (Afghanistan, Libia, Libano, Somalia) ce ne sono altre certamente meno note, se non proprio sconosciute alla maggioranza degli italiani. Sono ad esempio 52 i milioni messi a disposizione dallo Stato per i 465 militari (con tanto di aeromobile) ancora presenti nei Balcani; 33 milioni invece andranno per le forze militari impegnati nella missione portata avanti da Unione Europea e Natoper il contrasto alla pirateria”; 6 milioni per le iniziative nel Cono d’Africa; 2 milioni per gli uomini che andranno in soccorso della polizia nigeriana. E poi, ancora, 223 mila euro per i solo 5 militari presenti ancora in territorio bosniaco, 195 mila euro per i soldati impegnati in Sudan, 200 mila euro destinati invece ai militari in Cipro (c’è una missione militare in Cipro?).

E poi, ancora, i posti sconosciuti ai più. Come l’Hebron in cui ci sono ben 13 militari italiani: 848 mila euro per loro. Novanta mila euro, invece, sono andati per la “partecipazione di personale militare alla missione europea” nel famosissimo valico di Rafah. Domanda: a quanto ammonta questa “partecipazione”? Ad un solo soldato. Ci si chiede che senso abbia.

Ultima piccola curiosità: per la missione in Afghanistan sono stati stanziati ben 15 milioni di euro. Si dirà: i soldi saranno arrivati ai presidi in territorio afghano. E invece no, dato che i presidi per la missione non sono in Afghanistan, ma negli Emirati, in Bahrein, in Qatar e – udite udite – a Tampa, negli Stati Uniti. Il senso di un presidio non proprio nei pressi del teatro militare rimane oscuro ai più.


MUTANDE, DENTIFRICI E RASOI IN LIBIA - Arriviamo, a questo punto, al terzo punto. Già, perché accanto ai finanziamenti diretti per le campagne militari, abbondano anche particolari finanziamenti per progetti, campagne, concorsi. Finanche dismissioni e donazioni decisamente particolari. Come non pensare sia particolare, ad esempio, la cessione “a titolo gratuito alla Libia di effetti di vestiario e materiale per l’igiene personale”, tra cui 19.635 cinture kaki, 3.826 cravatte kaki, 2.374 camicie a maniche lunghe e 6.752 camicie a mezze maniche, 28 mila pantaloni e 6 pantaloncini. E ancora: 30 mila magliette di cotone e altrettanti slip, 80 mila tubetti di dentrificio, 150 mila saponi da toilette, 38 mila spazzole per scarpe, ben 2 milioni di rasoi.


I PROGETTI: DAL GIORNALISTA ALLA ARMI NUCLEARI - Non solo. Accanto a queste strane donazioni, infatti, troviamo anche dei finanziamenti per progetti non meno particolari. Come i 200 mila euro messi a disposizione in Libia per la “realizzazione di attività di formazione in favore di giornalisti e opinion makers, ma anche degli operatori tecnici responsabili della parte editoriale dei quotidiani e delle pubblicazioni libiche”; o come i 317 mila euro in territorio siriano per la “assistenza tecnica internazionale nel settore giudiziario”. È difficile, ancora, pensare che riesca ad andare in porto, viste le vicende politiche di Assad, la missione di un team di esperti per promuovere in Siria l’adesione alla convenzione sulle armi chimiche. Costo: quasi 40 mila euro. In territorio siriano, peraltro, sarà attivo anche un altro progetto – di quasi 500 mila euro – per la “riqualificazione e riorientamento di esperti siriani nel campo biologico e chimico in applicazioni pacifiche”. Cosa significhi, rimane non molto chiaro.

I 60 MILA EURO PER SOCNGIURARE LA TERZA GUERRA MONDIALE TRA ITALIA E GERMANIA - Interessante, infine, anche il finanziamento di 60 mila euro per il Centro, sconosciuto ai più, italo-tedesco di Villa Vigoni. Cosa sarà mai questo centro? L’obiettivo, a distanza di sessant’anni, è quasi grottesco: le iniziative infatti sono “dirette a favorire la composizione e il superamento di talune questioni collegate alla Seconda Guerra Mondiale che ancora pesano sul rapporto tra Italia e Germania”.

A distanza di sessant’anni, insomma, i rapporti tra i due Stati ancora non sono limpidi. Meglio finanziare il Centro. Non sia mai la Germania invadesse la penisola.

 
 
 

IL MATRIMONIO DI UN 90 ENNE PEDOFILO IN ARABIA SI PUO'

Post n°1036 pubblicato il 10 Gennaio 2013 da dammiltuoaiuto
 

Arabia, scappa a 15 anni dal marito 90enne.
Rivolta web: "Basta con le spose bambine"La ragazza è fuggita la prima notte di nozze per tornare dai genitori e l'uomo vuole intentare causa per riavere i 17 mila dollari pagati in dote. Ma sui social network arabi la reazione è stata potentissima

ROMA - Lui novanta, lei 15 anni. Un matrimonio comune in Arabia Saudita dove sull'altare possono salire spose bambine di undici, dieci anni. O otto. Non c'è un limite di età, perché non c'è una legge. Secondo i media locali l'uomo per sposare la ragazza ha pagato alla famiglia una dote di 17 mila dollari. Ma in un'epoca in cui la libertà di esprimere la propria opinione trova un'eco attraverso i social network, anche in Arabia Saudita lo sdegno per un contratto matrimoniale come mille altri prima, ha trovato forza e i commenti virtuali hanno creato una rivolta che, partita dalla Rete, è arrivata a terra smuovendo le fondamenta del regno.

Gli utenti del Paese si sono ribellati dopo aver appreso della fuga della ragazza già la prima notte di nozze, quando, spaventata, si è prima chiusa a chiave dentro una stanza lasciando fuori il marito novantenne per poi scappare a casa, dai genitori, e arrivarci due giorni dopo. L'uomo ha annunciato che, secondo i suoi diritti, avrebbe intentato una causa legale per riavere indietro, se non lei, almeno il denaro della dote pagato alla famiglia. Il contratto non è stato rispettato.

Ma la reazione su Twitter e Facebook è stata feroce e ha messo in evidenza una storia che sarebbe passata inosservata. Per gli arabi i social network sono diventati una voce importante, un mezzo in grado di superare barriere e veli. Omertà, tradizioni. Secondo l'analista del Medio Oriente Sebastian Usher, citato dalla Bbc, quest'ultimo caso ne riflette la potenza. Twitter o Facebook sono 'vitali' per la popolazione araba, una piattaforma fondamentale per affrontare pubblicamente discussioni che sono sempre state, fino a oggi, opache, nascoste. Migliaia di ragazze minori di 14 anni sono state date in spose a uomini più vecchi e ricchi. Eppure restano compravendite. Mercati di minori confusi da antiche tradizioni che ora sono scosse alla base da un tumulto sociale, in grado di non restare virtuale. La rete, ora, chiede la maggiore età per sposarsi.

L'attivista umanitaria araba Suhaila Zein el-Abedin ha detto che la reazione della rete è stata netta e per la prima volta è riuscita a riportare l'attenzione su un tema che tende a passare inosservato. Poi si è appellata alle autorità parlando attraverso la tv Al Arabiya, chiedendo di aiutare la ragazza perché la famiglia non è in grado di restituire i soldi.

Già anni fa, nel 2010, con soddisfazione dei gruppi che difendono i diritti umani, lo Stato arabo aveva 'promesso' nuove misure che regolassero i matrimoni delle spose bambine: "Sono anni che si parla di quest'argomento, ci sono centinaia di casi e cause che cercano di impedire ai padri di vendere le proprie figlie a uomini troppo vecchi in cambio di soldi", aveva detto Mufleh Al-Qahtani, direttore della National Society dei diritti umani. Poi niente era successo. Perché si tratta della base della cultura araba. Dove per povertà, o per pagare i propri debiti, i padri di famiglia possono decidere che prezzo ha il destino delle proprie figlie.

Nel 2009 la Corte di Unaiza aveva proposto, se non l'abolizione della pratica matrimoniale, almeno che fosse rispettata l'età della pubertà per il rapporto sessuale e, nello stesso periodo, anche l'allora ministro della Giustizia, Muhammad Issa, aveva manifestato la volontà di porre un freno all'arbitrarietà delle famiglie alla vendita le loro figlie. Nessuna misura è mai stata attuata.

 
 
 

UCCISA E DECAPITATA BEBYSITTER IN ARABIA SAUDITA

Post n°1035 pubblicato il 10 Gennaio 2013 da dammiltuoaiuto
 

La ragazza uccisa dall’indifferenza09/01/2013 - E' una minorenne cingalese accusata di infanticidio, con molti - troppi - dubbi

La ragazza uccisa dall'indifferenza
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Il governo dell’Arabia Saudita ha compiuto la sentenza di morte a cui era stata condannata Rizana Nafeek, giovane domestica dello Sri Lanka accusata di aver strangolato il bambino a cui faceva da tata. Il fatto risale al 2005 e in tutti questi anni la donna si era sempre dichiarata innocente. A renderlo noto è stato lo stesso governo saudita e la notizia è stata confermata dall’ambasciata dello Sri Lanka a Riyadh.

ACCUSATA DI INFANTICIDIO - Otto anni fa Rizana aveva lasciato il suo paese per recarsi in Arabia Saudita in cerca di una vita migliore. Con sé aveva un passaporto falso in cui sosteneva di avere 18 anni, ma in realtà era ancora minorenne. Una volta arrivata nel regno saudita, la giovane era stata assunta da una facoltosa famiglia locale, con il compito di prendersi cura di un bambino di quattro mesi. Poco dopo il bimbo morì e le indagini appurarono che la Nafeek uccise il bimbo stangolandolo. La donna, condannata alla pena capitale, ha sempre respinto le accuse. (LEGGI QUI)

LA BATTAGLIA DEGLI ATTIVISTI - La storia di Rizana ha attirato l’attenzione di molte ong e organizzazioni internazionali che si battono contro la pena di morte e, nei giorni precedenti all’attuazione della sentenza, hanno chiesto il suo rilascio. Invano. Anche il presidente cingalese Mahinda Rajapaksa si era battuto per la salvezza della giovane: alla notizia della morte il parlamento di Colombo si è fermato per un minuto di silenzio.

 

LEGGI ANCHE: La babysitter che rischia di morire decapitata

 

“NON AVETE FATTO NULLA PER LEI” - La Commissione Asiatica per i Diritti Umani (AHRC) ha però accusato il presidente di non aver fatto abbastanza per salvare la vita di Rizana e di averla “scandalosamente abbandonata” per tutti questi anni in un carcere straniero. Oltretutto, quando furono formulate le accuse e pronunciata la sentenza, la ragazza aveva soltanto 17 anni e, nonostante gli appelli della famiglia di Rizana e della società civile, il governo dello Sri Lanka non avrebbe mai agito in suo aiuto.

TORTURATA - Secondo il comunicato stampa diffuso dalla AHRC, l’accusa di omicidio a carico di Rizana sarebbe stata priva di fondamento: non sarebbero stati condotti né una regolare autopsia sul corpo del bambino né un giusto processo. I diritti fondamentali della Nafeek sarebbero stati calpestati in più di un’occasione e, con tutta probabilità, ogni confessione fatta dalla ragazza le sarebbe stata estorta con la tortura, un metodo che l’AHRC ha definito “criminale e sbagliato”, seppur perfettamente legale nel regno saudita. Allo stesso modo, l’Alta Corte per i Diritti Umani avrebbe fallito nel tentativo di salvare la vita della giovane.

GIORNO DELLA VERGOGNA - “Tutti i cingalesi e le migliaia di persone in tutto il mondo che hanno cercato di salvare Rizana – conclude il comunicato della AHRC – sono rimasti scioccati dalla notizia della sua esecuzione. Secondo le stime 1,8 milioni di cingalesi vivono e lavorano all’estero: il 45% sono donne. Per tutti i cingalesi questo deve essere il giorno della vergogna: finché ci sarà un governo che dimostra di non curarsi dei diritti dei propri cittadini, queste tragedie continueranno a ripersi”.

 
 
 

*Il Collasso della terra è imminente e irreversibile: siamo vicinissimi alla nostra fine **

*Il Collasso della terra è imminente e irreversibile: siamo vicinissimi alla nostra fine **

fine del mondo

 

Ecco la sintesi di uno studio pubblicato su Nature da Anthony Barnosky, un biologo dell' Università della California : il tempo a nostra disposizione sta per scadere o smettiamo di maltrattare il nostro pianeta o questo si ribellerà, con conseguenze  catastrofiche.

Secondo Barnosky la Terra è vicina al punto di non ritorno: si sta preparando ad affrontare i cambiamenti più drammatici e radicali da 12.000 anni a questa parte, da quando cioè i ghiacci hanno inziato a ritirarsi alla fine dell'ultima glaciazione.

Secondo lo scieziato e il suo team il problema è causato dalla violenza continua esercitata dall'uomo contro il pianeta: a un certo punto, impossibile da prevedere, il suo precario equilibrio  si frantumerà scatenando una serie di reazioni a catena i cui effetti devastanti si amplificheranno nel loro espandersi.

L'esempio più eclatante delle attuali pericolose  trasformazioni terrestri è il quasi totale azzeramento delle superfici ghiacciate: poco meno di 3000 anni fa la Terra era coperta per il 30% da una coltre di nevi perenni.
Oggi queste sono in gran parte scomparse.

E ancora: il maggior numero di estinzioni nella storia del pianeta si è consumato negli ultimi 1600 anni. Tutta colpa dell'uomo, secondo Barnosky.
La razza umana ha causato, ed è tutt'ora la causa, di mutamenti climatici e ambientali rapidissimi: la CO2(anidtride carbonica) nell'atmosera è aumentata del 35% negli ultimi 250 anni, le superfici coltivate o cementificate sono ormai il 43% del totale delle terre emerse e la popolazione ha sfondato il tetto dei 7 miliardi di individui.
Negli ultimi 200 anni insomma, abbiamo sottoposto la Terra a uno stress molto più elevato di quello che ha scatenato gli ultimi grandi cataclismi.
 
Ma quali potrebbero essere le conseguenze di questo scempio?  I ricercatori ipotizzano estinzioni di massa, radicali cambiamenti nelle specie che sopravviveranno per adattarsi alle nuove condizioni di vita e massicce migrazioni.
Insomma, uno scenario da "Alba del giorno dopo".

Fino ad oggi tutti gli appelli all'adozione di uno stile di vita a minor impatto ambientale sono rimasti inascoltati: secondo gli scienziati entro il 2025 circa il 50% delle terre emerse sarà colonizzato in qualche forma dall'uomo e per il 2050 la popolazione avrà raggiunto i 9 miliardi di individui.
-Vorrei che tra 50 o 100 anni il mondo fosse ancora come oggi, se non un po' migliore- spiega Barnosky ai media-Siamo a un crocevia, e se non cambiamo qualcosa, adesso,subito, lasceremo un disastroso futuro alle prossime generazioni-

Intanto,perché capiamo tutto, in Giappone si dà il Bentornato al nucleare: quindici mesi dopo Fukushima il Governo è pronto a riattivare due impianti


Carissimi che fareste voi se veniste a sapere con sicurezza  che  tutto  vi crollerà addosso entro pochissimo tempo? In un vecchio film di cui non ricordo il titolo  di fronte a questa catastrofe annunciata c'era chi fuggiva non si sa bene dove, chi si chiudeva in casa a bere fino allo stordimento, chi si suicidava...ma stranamente nessuno  pregava, come se l'umanità capisse di essersi procurata da sola la terribile punizione e di meritarla in pieno. Inutile implorare un qualche dio.
Vi aspetto, buona domenica

 
 
 

20 fantastici utilizzi dell’Aloe Vera

Post n°1033 pubblicato il 03 Dicembre 2012 da dammiltuoaiuto
 

20 fantastici utilizzi dell’Aloe Vera

 

aloe_vera

I migliori rimedi per la cura di sé arrivano spesso direttamente dalla natura. Alcuni di voi probabilmente avranno già sentito parlare dell’aloe vera e della sostanza gelatinosa dalle mille applicazioni possibili contenuta nelle sue foglie, che magari vi sarà capitato di raccogliere durante una vacanza al mare per poterle incidere e strofinare su di una scottatura solare.

Se abitate in un luogo soleggiato, potreste provare a coltivare sul vostro balcone una piantina d’aloe. Me se non avete questa fortuna o non vi sentite dotati di pollice verde, sappiate che è possibile acquistare il gel d’aloe ormai nella maggior parte delle erboristerie e dei negozi di prodotti naturali. L’unica accortezza da avere è quella di controllare scrupolosamente la lista degli ingredienti presente sulla confezione, che dovrà comprendere pochissimi componenti oltre all’aloe, che dovrà essere preferibilmente di origine biologica. I prodotti migliori aggiungono all’aloe (indicato in etichetta come aloe barbadensis) soltanto i conservanti necessari, solitamente sorbato di potassio (potassium sorbate) e acido citrico (citric acid).

Ora che sapete come scegliere il vostro “gel d’aloe”, ecco alcuni suggerimenti per il suo impiego. L’aloe è un rimedio davvero portentoso, che vi potrà stupire ed aiutare in mille occasioni. E’ considerato un vero toccasana per le pelli sensibili e non è solitamente considerato tra le possibili cause scatenanti di reazioni allergiche, mentre lo potrebbero essere alcuni conservanti o profumi sintetici contenuti in prodotti a base d’aloe. Vi consigliamo quindi al momento dell’acquisto di orientarvi verso prodotti privi di profumazioni e di conservanti potenzialmente allergizzanti come, ad esempio, i parabeni.   Noi vi suggeriamo alcuni dei suoi impieghi possibili e restiamo in attesa di conoscere anche i vostri.

1. L’aloe può essere utilizzato come ingrediente di base per la preparazione di uno scrub per il corpo, con l’aggiunta di olio d’oliva, zucchero o sale.

2. Se il vostro problema è la forfora, coccolate il cuoio capelluto strofinando delicatamente del gel d’aloe su di esso e lasciandolo agire il più possibile prima dello shampoo. Vi aiuterà a contrastarne la formazione e a combattere il prurito.

3. Stendete abbondantemente del gel d’aloe sulla pelle dopo una giornata trascorsa sotto il sole, in modo da beneficiare del suo potere rinfrescante.

4. L’aloe è adatto da impiegare come maschera per il viso in caso di pelle arrossata. Stendetene il gel con le dita e risciacquate il tutto con acqua tiepida quando si sarà asciugato formando una sottile pellicola. Tamponate il viso delicatamente con un panno di cotone.

5. Se quando ritornate a casa alla sera vi ritrovate ad avere le mani screpolate a causa del freddo o del vento, applicate generosamente del gel d’aloe sulle parti più ruvide delle vostre dita. Per un trattamento d’urto lasciate agire l’aloe sulle mani per tutta la notte indossando dei guantini in cotone.

6. il gel d’aloe vera puro può sostituire benissimo la vostra abituale crema viso. Potrete applicarlo anche più volte al giorno, a seconda delle vostre necessità.

7. Provate ad impiegare il gel d’aloe come contorno occhi. Rimarrete stupite del suo effetto tensore sulle piccole rughe.

8. Avete terminato la vostra crema per il corpo abituale? Dopo la doccia utilizzate il gel d’aloe al suo posto, massaggiandolo sulla pelle finché non si sarà ben assorbito. Per renderlo profumato potrete addizionarlo con poche gocce del vostro olio essenziale preferito.

9. il gel d’aloe è anche un ottimo gel per capelli. Provare per credere!

10. Sempre a proposito di cura della chioma, i capelli stressati beneficeranno di un impacco pre-shampoo a base d’aloe, applicato su di essi dopo averli inumiditi e lasciato agire per almeno mezz’ora.

11. Applicate del gel d’aloe sulle punture d’insetti per alleviare rossore e prurito.

12. E’ inoltre il prodotto ideale da utilizzare dopo la rasatura o la depilazione, per rimarginare eventuali microferite.

13. Applicatelo con costanza sulle cicatrici per fare in modo che il loro aspetto migliori e che scompaiano più rapidamente.

14. In caso di macchie scure sulla pelle causate da un’eccessiva esposizione al sole, non disdegnate di effettuare prolungati impacchi di gel d’aloe sulle zone interessate, in modo che tali in estetismi possano attenuarsi fino a scomparire.

15. Provate a contrastare i dolori muscolari effettuando dei massaggi con del gel d’aloe vera, che gode, tra le altre, di proprietà antinfiammatorie e calmanti.

16. Applicatelo senza remore in caso di gengive infiammate o formazione di piccole fiacche all’interno del cavo orale.

17. A fine giornata massaggiate i piedi stanchi con una piccola quantità di gel d’aloe a cui avrete aggiunto al momento alcune gocce di olio essenziale alla lavanda.

18. Se soffrite di mal di testa, tenete a portata di mano un barattolino di gel d’aloe che avrete addizionato con poche gocce dio olio essenziale di menta ed applicatelo al bisogno con movimenti circolari sulla nuca e sulle tempie.

19. L’aloe vera è spesso alla base della composizione di dentifrici naturali. Potrete provare a realizzarne uno unendo al gel d’aloe alcune foglioline di menta e di origano essiccate e polverizzate, da utilizzare di tanto in tanto come alternativa ai prodotti comunemente in commercio.

20. Alcune gocce di gel d’aloe rappresentano la soluzione ideale da applicare affinché gli antipatici brufoletti scompaiano più rapidamente.

Marta Albè

 
 
 

10 rimedi naturali e curativi da avere sempre a portata di mano

Post n°1032 pubblicato il 03 Dicembre 2012 da dammiltuoaiuto
 

10 rimedi naturali e curativi da avere sempre a portata di mano

rimedi naturali

I rimedi naturali e erboristici possono essere utili nella cura di disturbi più o meno lievi, tenendo conto che la loro azione, che si svolge nei confronti dell'organismo grazie all'impiego di estratti vegetali dalle proprietà curative, potrebbe non essere tanto immediata quanto quella svolta da un comune farmaco.

Anche i rimedi a base di estratti naturali possono presentare delle controindicazioni, ma una volta chiarite le stesse e ascoltato il parere di un esperto, è opportuno tenere a portata di mano alcuni di essi per poter agire prontamente per porre rimedio ai piccoli imprevisti quotidiani o per alleviare sintomi più o meno fastidiosi.

Ecco dunque alcuni rimedi alternativi che sarebbe opportuno conoscere in proposito.

1) Pomata alla calendula

calendula

La pomata erboristica a base di calendula è adatta per alleviare i fastidi legati a punture di insetti, prurito o irritazioni della pelle. Le proprietà curative delle calendula derivano dagli oli essenziali in essa contenuti, che sono considerati come efficaci antimicrobici e antinfiammatori. Anche i rimedi naturali possono avere delle controindicazioni. La calendula potrebbe non essere ben tollerata da parte di coloro che soffrono di allergia all'ambrosia, in quanto le due piante appartengono alla stessa famiglia (Compositae).

LEGGI ancheCalendula: il fiore giallo-arancio alleato dela pelle e non solo

2) Olio essenziale di lavanda

olio-lavanda

L'olio essenziale di lavanda è adatto ad essere utilizzato in aromaterapia, attraverso un diffusore per ambiente, al fine di creare un'atmosfera rilassante nella propria abitazione, che possa favorire uno stato di calma e che possa conciliare il riposo e il sonno anche in coloro che soffrono di insonnia. Può essere utilizzato per uso esterno per alleviare il prurito causato dalle punture di zanzara.

LEGGI anche: Lavanda: proprietà benefiche e i mille utilizzi per la salute e la bellezza

3) Olio essenziale di tea tree

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L'olio essenziale di tea tree presenta proprietà antimicrobiche e antifungine. Può essere applicato puro nella quantità di una sola goccia sulle imperfezioni causate dall'acne, per favorire la loro guarigione. Può essere utile anche in caso di micosi della pelle, consultando preventivamente un esperto per poter conoscere i metodi di applicazione più adatti al proprio caso. In casa, mescolato all'aceto, è il rimedio naturale più rapido per eliminare la muffa e per disinfettare le maniglie delle porte, il proprio tappetino da yoga o altre superfici resistenti.

LEGGI anche: Tea Tree oil: i mille usi, le proprietà e dove trovarlo

4) Pomata e estratto di arnica

arnica

Le pomate e gli estratti fitoterapici a base di arnica vengono consigliati come rimedio in caso di dolori muscolari e infiammazioni. L'arnica contiene sostanze in grado di inibire la risposta infiammatoria ad un trauma subito da parte dell'organismo, come nel caso di una contusione o di uno strappo muscolare, eventualità in cui l'arnica può essere utile sia per uso esterno che interno, seguendo i consigli del proprio erborista.

LEGGI anche: Arnica e Artiglio del diavolo: proprieta' e utilizzi

5) Aloe vera

aloe

L'utilizzo dell'aloe vera avviene prevalentemente sotto forma di gel e di succo ottenuti entrambi dalle foglie della pianta. Il gel d'aloe vera può essere applicato sulla pelle per alleviare i fastidi provocati da scottature solari, bruciature o punture di insetti. E' utile anche in caso di screpolature e di pelle disidratata. L'assunzione del succo d'aloe è solitamente consigliata per favorire il corretto funzionamento dell'intestino.

LEGGI anche: 20 fantastici utilizzi dell'Aloe Vera

6) Olio essenziale di eucalipto

eucalipto

L'olio essenziale di eucalipto può essere utilizzato in diffusione nell'ambiente per allontanare dolcemente gli insetti, come le zanzare, Può essere inoltre impiegato per effettuare dei suffumigi versandone alcune gocce in acqua bollente per curare il raffreddore e contribuire a liberare le vie respiratorie. Si tratta di un olio essenziale dalle proprietà balsamiche e disinfettanti. Può essere utilizzato come ingrediente, in poche gocce, per la preparazione di uno spray anticalcare e disinfettante per la casa ottenuto miscelando una parte di acqua con una di aceto bianco.

7) Menta piperita, olio essenziale e estratto

menta

L'olio essenziale di menta piperita può essere impiegato come l'olio essenziale di eucalipto per effettuare dei suffumigi per la cura del raffreddore. Una tisana a base di foglie essiccate di menta piperita (due cucchiaini in una tazza d'acqua da lasciare in infusione per 15 minuti) può essere utile per contrastare i crampi allo stomaco e il gonfiore addominale. Le compresse fitoterapiche a base di estratto di menta piperita sono invece indicate in caso di problemi intestinali, in quanto la menta è dotata di proprietà rilassanti nei confronti dei muscoli, che potranno distendersi nel corso dell'attività digestiva, alleviando i dolori.

LEGGI anche: Menta: proprieta', benefici e utilizzi

8) Valeriana, tintura e capsule

La valeriana rappresenta un rimedio naturale noto sin dall'antichità come metodo per favorire il sonno. Si tratta di una delle erbe più studiate per comprenderne sempre più a fondo l'azione contro l'insonnia. A seconda dei casi può essere assunta sotto forma di tintura o di capsule. In alcuni casi viene consigliata per favorire uno stato di calma e di rilassatezza se si è soggetti ad ansia e agitazione. La sua somministrazione deve essere tenuta sotto controllo per evitare sovradosaggi.

9) Rescue Remedy

rescue remedy

Si tratta di un rimedio d'emergenza ottenuto dalla miscela di cinque fiori (Clematis, Impatiens, Rock Rose, Cherry Plum e Star of Bethelhem) seguendo i principi della floriterapia del dottor Bach. Viene consigliato in caso di ansia e di attacchi di panico. Il suo impiego può avvenire in dosi maggiori in caso di attacchi acuti o in dosi minime, giornalmente, per tenere sotto controllo lo stress. La somministrazione dei Fiori di Bach è strettamente legata alla propria condizione personale ed è preferibile seguire i consigli di un esperto in materia.

LEGGI anche: Fiori di Back. dire No alla paura con il Rescue Remedy

10) Oscillococcinum

Si tratta di un rimedio omeopatico ritenuto utile per la prevenzione di disturbi come il raffreddore e l'influenza. Esso sarebbe in grado di alleviarne i sintomi e di abbreviare il decorso della malattia. La sua efficacia viene considerata massima se assunto non appena ci si accorge della presenza dei primi sintomi dell'influenza, tra cui vi potrebbero essere dolori muscolari, mal di testa e raffreddore. Per ulteriori informazioni è bene rivolgersi ad un omeopata, cioè ad un medico laureato in Medicina e Chirurgia che in seguito abbia seguito specifici corsi di omeopatia.

 
 
 

Juventina Villa Mojica: l'attivista messicana che proteggeva le foreste uccisa dai narcotrafficanti

Post n°1031 pubblicato il 03 Dicembre 2012 da dammiltuoaiuto
 

Juventina Villa Mojica: l'attivista messicana che proteggeva le foreste uccisa dai narcotrafficanti

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Quella di Juventina Villa Mojica è una morte annunciata. Aveva già subito l'uccisione del marito, di due figli e di oltre 25 membri della sua famiglia allargata a partire dallo scorso anno. Ma lo scorso mercoledì una pioggia di proiettili ha investito anche lei e il figlio più grande in una zona montuosa dello stato messicano di Guerrero. A colpire è stata una banda armata composta da almeno 30 assalitori, mentre la figlioletta di 7 anni è rimasta miracolosamente illesa.

Al momento dell'imboscata si trovava in viaggio nel sud del Messico per organizzare il trasferimento di 45 famiglie minacciate dai paramilitari. Ed era scortata da dieci poliziotti armati, visto che la situazione era già critica, che nulla hanno potuto contro la perfetta imboscata in un'area completamente isolata e la raffica di proiettili che l'hanno raggiunta. Per farla sparire per sempre. Per farla finalmente tacere. Perché Juventina Villa Mojica era diventata un personaggio troppo scomodo, che aveva più volte osato alzare la testa contro la criminalità organizzata.

Questa donna coraggio era infatti un'attivista ambientalista che si opponeva tenacemente alle gang dedite al narcotraffico, in difesa dei "campesinos" e della ricchezza della loro terra. Per questo aveva ricevuto più volte minacce di morte. Insieme a suo marito, Ruben Santana Alonso, aveva guidato, infatti, per più di 20 anni la resistenza di un gruppo di agricoltori nel villaggio di La Laguna, nel comune di Coyuca de Catalan, un'area sotto il controllo del cartello della droga, che vuole diffondere la marijuana e il papavero da oppio nei campi. Ed era a capo della Organización de Campesinos Ecologistas de la Sierra de Petatlán y Coyuca de Catalán.

"E' una zona vergine con aree forestali ricche ma gli interessi dei narcotrafficanti stanno radendo al suolo gli alberi in modo che le foreste, una volta disboscate, possano lasciare posto a campi di droga", ha spiegato Manuel Olivares Hernandez, segretario della rete dei gruppi per i diritti umani nello stato messicano di Guerrero. Le bande del narcotraffico hanno iniziato a prendere di mira Villa, suo marito e la sua famiglia dopo che l'attivista aveva impedito il taglio degli alberi in prossimità del loro villaggio, minacciandola costantemente fino a riuscire a ucciderla. Addio Juventina, donna audace e forte, che si è battuta per il bene della comunità e del mondo, pur consapevole che questo avrebbe potuto costare la vita.

Roberta Ragni

 
 
 

RIDUCIAMO LA VELOCITA' DELL'AUTO A 30KM PER SALVARE I CICLISTI FIRMA ANCHE TU

Post n°1030 pubblicato il 03 Dicembre 2012 da dammiltuoaiuto
 

 

Obiettivo #30eLode: Riduciamo la velocità sulle strade delle nostre città
Obiettivo #30eLode: Riduciamo la velocità sulle strade delle nostre città

Lanciata da

#salvaiciclisti

Secondo i dati INAIL, ogni giorno 57 pedoni sono coinvolti in incidenti stradali 2 dei quali perdono la vita; di questi il 35% viene investito sulle strisce pedonali. In totale fanno 730 pedoni morti all’anno.

Un pedone può essere ucciso dall’imprudenza, dalla disattenzione, dalla non curanza, in ogni caso dall’eccessiva velocità . Per rendersene conto basta pensare che investire una persona a 50, a 75 o a 100 km/h equivale a spingerla giù dal balcone del terzo, del settimo o del tredicesimo piano di un palazzo. Le possibilità di sopravvivenza ad un impatto di questo tipo non serve neppure calcolarle.

7.625 pedoni e 2.665 ciclisti uccisi in 10 anni sulle strade italiane sono un tributo troppo alto da pagare per l’ebbrezza della velocità ed è per questo che chiediamo che venga immediatamente introdotto il limite di velocità massimo di 30 KM/H in tutte le aree residenziali d’Italia, con eccezione delle arterie a scorrimento veloce.

Si stima che ridurre di un solo chilometro orario la velocità media nel nostro Paese farebbe diminuire la mortalità stradale del quattro per cento. Ridurre la velocità media di 20 km/h significa dimezzare i decessi sulla strada.
In cambio dovremo rinunciare alle brusche accelerazioni in città e a circa il 3% del nostro tempo di percorrenza.

Chiediamo solo di poter attraversare la strada ed essere sicuri di arrivare sani e salvi dall’altra parte. Non chiediamo troppo, vero?

Puoi supportare questa petizione anche via twitter usando l'hashtag #30elode

Per maggiori informazioni sulle ragioni tecniche alla base di questa petizione, puoi scaricare un breve sunto della letteratura scientifica disponibile e di alcune esperienze di riferimento.

FIRMA   QUI   http://www.change.org/it/petizioni/obiettivo-30elode-riduciamo-la-velocit%C3%A0-sulle-strade-delle-nostre-citt%C3%A0?utm_campaign=share_buttonfriend_inviter_modal&utm_medium=facebook&utm_source=share_petition&utm_term=15586212

 
 
 

il Parlamento boccia il taglio degli stipendi, ancora intatti i costi della politica

Post n°1029 pubblicato il 21 Novembre 2012 da dammiltuoaiuto
 

Onorevoli, no alla riduzione degli stipendi. Commissione boccia emendamentoL’emendamento al decreto sviluppo destinato a tagliare i salari dei parlamentari italiani non ha passato il vaglio dell’ammissibilità in Commissione industria del Senato
Camera dei deputati

L’emendamento al decreto sviluppo destinato a ridurre gli stipendi di deputati e senatori non ha passato il vaglio dell’ammissibilità. ”Al fine di reperire, attraverso la riduzione del costo della rappresentanza politica nazionale, maggiori risorse da destinare al sostegno delle politiche per la crescita e l’occupazione giovanile – recita l’emendamento – il trattamento economico omnicomprensivo annualmente corrisposto ai membri della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica non può superare la media ponderata rispetto al Pil degli analoghi trattamenti economici percepiti annualmente dai membri dei Parlamenti nazionali dei sei principali Stati dell’Area Euro”. Ma la proposta avanzata dalla senatrice Pd Leana Pignedoli non è riuscita a passare ed è stata cassata dalla Commissione industria del Senato che sta valutando l’ammissibilità o meno dei circa 1.800 emendamenti presentati.

il Parlamento boccia il taglio degli stipendi, ancora intatti i costi della politica
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il Parlamento boccia il taglio degli stipendi, ancora intatti i costi della politica

Yahoo! NotizieScritto da Angela Iannone | Yahoo! Notizie –

 

Ce l'hanno fatta anche stavolta. Mentre chiedono sacrifici agli italiani, gli onorevoli mantengono il loro stipendio intatto, e i costi della politica non cambiano. Perchè è stato dichiarato "inammissibile" l'emendamento al decreto sviluppo che proponeva di ridurre gli stipendi dei parlamentari, investendo questo notevole taglio nelle opere di sviluppo e crescita.

 

Invece l'istanza, portata avanti dalla senatrice Pd Leana Pignedoli, è stata cassata dalla Commissione industria del Senato, che sta vagliando l’ammissibilità o meno dei circa 1.800 emendamenti presentati.

I parlamentari votano no, negando al Paese la possibilità di investire una quota sulla crescita e l'occupazione giovanile. Era quanto deciso dall'emendamento bocciato: "Al fine di reperire, attraverso la riduzione del costo della rappresentanza politica nazionale, maggiori risorse da destinare al sostegno delle politiche per la crescita e l'occupazione giovanile, il trattamento economico omnicomprensivo annualmente corrisposto ai membri della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica non può superare la media ponderata rispetto al Pil degli analoghi trattamenti economici percepiti annualmente dai membri dei Parlamenti nazionali dei sei principali Stati dell'Area Euro".

 Non è la prima volta che il Parlamento riesce a dribblare simili proposte di legge che tentano di mettere mano nelle loro onorevoli tasche: già lo scorso anno, a luglio, quando ancora era in piedi il governo Berlusconi, la Commissione Bilancio del Senato aveva bocciato - durante una votazione notturna e segreta - i provvedimenti da adottare per ridurre i costi della politica, annunciati dall'allora ministro dell'economia Giulio Tremonti. Un notevole dimezzamento dei costi, se mai ci fosse stato: da quasi 12 mila euro a "soli" 6 mila euro, adeguandosi al livello medio degli altri paesi europei. Nulla di fatto.

 

La situazione non è cambiata sotto Monti: sfumata l'idea della riforma costituzionale per ridurre il numero dei deputati e senatori, così come i numerosi dietrofront del governo sul tema del taglio dei costi della politica, affidando la decisione direttamente all'esecutivo, cioè al Parlamento, cioè ai diretti interessati. Contraddittorio, oltre che beffardo.

Così come il bluff del taglio dello stipendio, annunciato a inizio anno. La decurtazione dell'indennità parlmentare di 1.300 euro lordi al mese - 700 euro netti - di cui si vantarono parlamentari di destra e sinistra era in realtà il taglio di un aumento automatico dovuto al cambio di regime pensionistico. Una rinuncia ad un aumento, in buona sostanza, lasciando la situazione esattamente come prima.

 

Ed è praticamente passata sottovoce la raccolta firme portata avanti quest'estate dal partito di Unione popolare per chiedere un referendum sul taglio degli stipendi d'oro dei parlamentari. Un milione e trecentomila firme prese per dire no alla legge 261 del 1965, che determina l’indennità parlamentare: 3.500 euro mensili che ogni membro di Camera e Senato riceve per le spese di soggiorno a Roma. Una proposta che ha un iter lungo: a gennaio, infatti, le firme raccolte saranno consegnate in Cassazione che dovrà valutare la leggittimità delle sottoscrizioni. Esito che si saprà soltanto in autunno, dopodichè sarà la volta della Corte Costituzionale che valuterà i quesiti non prima di gennaio 2014. Se tutto va bene, si voterà nella primavera successiva.

 

http://it.notizie.yahoo.com/parlamento-boccia-taglio-stipendi-costi-della-politica-122914351.html

 

 
 
 

VADO A VIVERE CON 300 EURO

Post n°1028 pubblicato il 16 Novembre 2012 da dammiltuoaiuto
 
Tag: viaggi

Belize

Stai pensando di fuggire dall'Italia? Intanto sappi che non sei l'unico, anzi, e che ci sono diverse possibilità: ecco 5 Paesi esotici dove vivere con 300 euro al mese.

 

 

Sono sempre di più gli italiani - giovani e meno giovani - che fuggono lontani da un paese che sembra non riservare niente di buono per il futuro. Ma il dubbio amletico che ci si pone, una volta presa la decisione di partire, è: si, ma dove? E quanti soldi ci vogliono per arrivare a fine mese?

 

Ecco: noi vi proponiamo cinque mete esotiche dove poter vivere con 300/350 euro al mese, magari in riva al mare, sorseggiando un cocktail e lavorando tramite internet da un comodissimo portatile con connessione super veloce. Un sogno irraggiungibile? No, è la pura realtà che si può realizzare con un pizzico di forza di volontà.

THAILANDIA - Voto 8

Con 350 euro al mese è difficile trovare una casetta sulla spiaggia ma i prezzi degli appartamenti sono davvero bassissimi e variano dai 10 euro al mese nelle zone più periferiche, fino ai 21 (euro al mese!) nella zona nord del Paese verso Chiang Mai o ai 60 (euro al mese!) in direzione costa. Per mangiare sappiate che con meno di un euro per pasto si può gustare un ottimo pollo con riso o noodles e altre sfizioserie simili che in Thailandia si possono acquistare per strada. Viaggi, ristoranti e shopping sono compresi nei 350 euro al mese...

CAMBOGIA - Voto 6,5

Insieme a Laos e Vietnam, la Cambogia presenta un costo della vita simile a quello della Thailandia, forse qualcosa in meno. Nonostante i prezzi siano in crescita, causa turismo poco sostenibile, anche qui si riesce a mangiare con poco più di 100 euro al mese e investire il resto per alloggio e divertimenti. Da visitare la capitale Phnom Penh.

FILIPPINE - Voto 7

Si tratta del Paese più "sputtanato" e turistico, tanto è vero che in zona capitale (Manila) si trovano campi da golf, spiagge lussuose e centri commerciali da far invidia all'Occidente. La provincia di Cebu, invece, altrettanto sviluppata, offre prezzi più contenuti tanto da riuscire ad affittare un appartamento per poco meno di 100 euro al mese e spendendone altrettanti per mangiare. Sulla sanità non garantiamo niente ma nel complesso le Filippine offrono scorci niente male (vedasi la spiaggia di Patoy) e uno stile di vita piuttosto libertino. Ma attenti a non farvi beccare dalla locale polizia, altrimenti andrete incontro a grossi guai.

COSTARICA - Voto 7,5

Sigarette a 90 centesimi di euro, banane a 30 centesimi, pranzo al ristorante con meno di 4 euro e appartamenti vista mare a circa 200 euro al mese. Clima in prevalenza tropicale, possibilità di fare surf e divertimento assicurato. 

BELIZE - Voto 8,5

Il Paradiso quasi gratis. Spiagge bellissime, clima sub-tropicale, si parla inglese - siamo in America centrale - e ha un ecosistema marino tra i più belli del mondo. Il posto ideale per fare immersione. La capitale è Belize City ma in tanti scelgono di vivere nella zona di Cayo dove si trovano case sulla spiaggia a meno di 200 euro al mese. Per mangiare ci sono degli ottimi mercatini, economici e di qualità.

 
 
 

98 MILIARDI DI EURO DI TASSE EVASE MA AL GOVERNO NON INTERESSA

Post n°1027 pubblicato il 15 Novembre 2012 da dammiltuoaiuto
 

Scandalo slot machine, scontati 96 miliardi di euro. Il governo li recuperi per il welfare

http://affaritaliani.libero.it/cronache/sale-giochi151112.html

Giovedì, 15 novembre 2012 - 09:07:00
slot machine

Di Barbara Benedettelli

98 MILIARDI di euro equivalgono a ben 5 manovre economiche. Sono i soldi che alcune concessionarie di slot machine avrebbero dovuto allo Stato secondo la condanna di primo grado. Di quei 98 MILIARDI  (lo scrivo maiuscolo perche' sia chiaro che non sono milioni) ne abbiamo recuperati 2,5.

Gli altri 96, che potrebbero impedire i tagli al welfare, che potrebbero diminuire i costi del lavoro e creare occupazione, che potrebbero essere dati al volontariato per sostenerlo nella fondamentale opera sociale, che potrebbero evitare tagli lineari alla sanità, che potrebbero permettere incentivi per gli insegnanti, che potrebbero andare all'università per abbassare le rette, alla ricerca delle energie alternative, che potrebbero impedire i tagli alle forze dell'ordine e quindi alla sicurezza dei cittadini, che avrebbero potuto impedire di portare l'IVA al 21% e il rialzo che arriverà, che avrebbero potuto impedire l'IMU sulla prima casa ecc., gli altri 96 sono stati SCONTATI!

Quei NOVANTASEI MILIARDI DI EURO mancati che potrebbero perfino abbassare parte del nostro debito pubblico, non li ha recuperati neanche un governo che parla ogni istante di rigore, che chiede ai cittadini lacrime e sangue, che taglia da una parte, quella essenziale per la persona, e aumenta dall'altra i costi della vita rendendoci tutti un po' più poveri, insomma: tutti uguali nella povertà, niente più classi intermedie. Solo i "poveri" (la maggioranza) da una parte e i ricchissimi (pochi) dall'altra. Situazione che mi ricorda regimi che spero non tornino mai.

Prima del 2002 le slot machine (o videopoker) erano illegali e facevano gola alla criminalità organizzata che se l'è vista brutta quando lo Stato ha giustamente deciso di regolarizzare il settore. Lo ha fatto obbligando i gestori a collegare ogni macchina al sistema telematico di controllo della Sogei, società di Information and Communication Technology del Ministero dell'Economia e delle Finanze. In questo modo non può sfuggire nessuna giocata al controllo e l'entrata delle tasse è garantita. Ma a quanto pare le società non hanno provveduto. Di chi è la colpa? Questo è uno dei temi del procedimento a loro carico. Di certo il mancato allacciamento ha permesso loro di risparmiare, e molto, sulle tasse. Possiamo chiamarla evasione fiscale? Le società concessionarie, a leggere la sentenza, si erano impegnate perché tutto funzionasse a puntino ed è per questo che parte cospicua della sanzione, oltre ai sospetti di evasione, è costituita da quelle che vengono definite “inadempienze contrattuali”. C'è poi il caso del colonnello Umberto Rapetto, per anni comandante del Nucleo speciale frodi telematiche,“dimessosi” recentemente dopo l'appello, che ha suscitato non poche perplessità soprattutto nel mondo di internet. Ci sarà un fondo di verità in quanto sostiene la rete?

Quei 98 MILIARDI sono quanto diverse concessionarie di slot machine sono state condannate a pagare dalla sentenza di primo grado poi scontati del 96% in appello e i 98 MILIARDI diventano 2 e mezzo. Rigore? Lacrime e sangue? Moralità? Legalità? Guerra aperta all'evasione? O al pensionato al quale l'INPS, per suo errore magari (e quindi il pensionato neanche dovrebbe pagare), ha dato 10 euro in più e con cui ci si è comprato un filetto?

Le società incriminate sono: Atlantis World Giocolegale limited, Snai spa, Sisal spa, Gmatica srl, Cogetech spa, Gamenet spa, Lottomatica Videolot Rete spa, Cirsa Italia srl, H.b.G. Srl e Codere spa che avrebbero “cagionato l’inefficace funzionamento del servizio pubblico, nonché causato lo sperpero delle molteplici risorse finanziarie pubbliche impiegate, nella prevenzione e nel contrasto del gioco illegale; per il mancato avviamento della rete telematica; per il mancato completamento dell’attivazione della rete; per il mancato inserimento in rete di molti apparecchi installati; per il mancato rispetto dei livelli di servizio”.

La guerra all'evasione deve essere in primis una guerra di fermezza, di certezza della pena, anche lì, di annullamento degli sconti fiscali che anche culturalmente permettono il perpetrarsi di comportamenti illegali. Deve essere una "guerra" per l'uguaglianza: niente sconti al piccolo evasore verso il quale si procede subito al pignoramento dei beni? A maggior ragione niente sconti al grande evasore, e se proprio dobbiamo stare ai principi costituzionali, il grande evasore dovrebbe pagare perfino di più mentre il piccolo potrebbe essere, in casi di provata indigenza, sostenuto. É, per di più, in questo caso, gioco d'azzardo, anche se “legale”, e può provocare in alcune persone una dipendenza pari alla peggiore delle droghe. La ludopatia è una malattia grave. La fermezza, la severità, la forza della legge devono dunque essere perfino maggiori. Invece no.

Lo Stato, con le sue leggi che lo permettono, regala ben 96 MILIARDI DI EURO a chi per distrazione, per superficialità o per atteggiamento più o meno velatamente illegale (non chiamiamola furbizia), li ha sostanzialmente esso stesso rubati ai cittadini.  Poi a quegli stessi cittadini chiede tutto il denaro che hanno, raccontando che il paese può crescere, che l'economia può ripartire, che la disoccupazione può calare, che l'illegalità generalizzata deve sparire. Eppure è alimentata proprio dalla mancanza di severità verso chi non rispetta la legge, e l'aggira. Il principio di responsabilità soltanto ci può salvare e dovrebbe essere al primo posto nella nostra Costituzione. Un altro problema da risolvere, al più presto, è quello relativo al conflitto d'interessi, che, al di là di Berlusconi a cui è sempre e solo stato riferito, riguarda molti molti altri. Un esempio banale: si sa, da tempo sono vicina ai familiari delle Vittime della strada. Vi siete mai chiesti perché non si riesce a rendere le pene certe in questo settore? Semplice e inquietante. Perché in parlamento e in Commissione giustizia ci sono deputati che esercitano la professione di avvocato penalista. Le leggi possono dunque essere imparziali? Tutte le leggi votate in Commissione Giustizia possono essere certe? Ce la prendiamo sempre con i magistrati, ma le colpe della mancanza di certezza della pena non sono sempre e solo loro. Sono invece, spesso, del legislatore che non dovrebbe svolgere altra professione se non quella di parlamentare.
 
Ma torniamo ai 96 MILIARDI MANCATI. Da un governo tecnico ci aspettiamo ora, alla fine del mandato, una puntata di piedi per restituire agli italiani ciò che è stato tolto loro, recuperando tutti o molta parte di quei soldi. Ci si aspetta che siano cambiate leggi sempre meno leggi e sempre più "consigli per gli acquisti" che però gli italiani non possono fare, tartassati e schiacciati nei diritti fondamentali quali il lavoro,la salute, la dignità.

Di miliardi da recuperare dalle frodi e dall'evasione, e già scoperti da bravi investigatori della finanza, ce ne sono. Vediamo che fine fanno, per esempio, i soldi che derivano dalla maxi frode che coinvolge "47 imprenditori e professionisti di tutta Italia denunciati dalla Guardia di finanza di Pescara. Una forde fiscale internazionale, attuata mediante società fittizie e trust con sede nel paradiso fiscale di Madeira. In ballo ci sono altri 36 MILIONI QUESTA VOLTA di euro, ma i nomi degli imputati sono noti a livello nazionale e operano nei più disparati settori. Vediamo se anche questa volta tutto viene messo a tacere per evitare meno soldi ai partiti, meno pubblicità ai media, meno favori, o se invece prevale il rigor mortis montiano.

 
 
 

Innovazioni: 4 ragazze africane creano energia da urina

Post n°1026 pubblicato il 11 Novembre 2012 da dammiltuoaiuto
 

 - Vengono da tutta l'Africa, uomini e donne, tutti con destinazione Lagos, Nigeria. Quello che vogliono fare è mostrare questa volta cosa sono riusciti ad inventare, racconta TNW.

Maker Faire Africa, è uno show di innovazioni, invenzioni e iniziative che cercano di risolvere problemi. Non si tratta quindi del solito gruppo di ricchi scienziati che si ritrovano in un convegno dove spiegano come le loro invenzioni cambieranno il mondo.

A questa fiera si sono presentate quattro ragazze che hanno portato qualcosa di veramente speciale e innovativo: un generatore elettrico di urine. Questo fa pensare che se sono cosí brave a questa età, chissà una volta diventate grandi e, magari, con dei fondi che cosa potranno inventare.

Ecco come funziona:



L'urina viene messa dentro una cella elettrolitica, che rompe l'urea in azoto, acqua e idrogeno.

L'idrogeno entra in un filtro per la purificazione dell'acqua, che poi viene spinto nella bombola del gas.

La bombola del gas spinge l'idrogeno in un cilindro di borace liquido che viene utilizzato per rimuovere l'umidità del gas idrogeno.

Questo gas idrogeno viene poi spinto in un generatore.

Ed ecco che un litro di urina riesce a offrire sei ore di energia elettrica.

 
 
 
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