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Post N° 23
Post n°23 pubblicato il 03 Maggio 2006 da esifal
Se dio esiste – e io sinceramente non lo credo – capirà che c’è un limite alla comprensione umana. È lui che ha determinato questa situazione confusa, in cui regnano miseria, ingiustizia, solitudine. Avrà avuto ottime intenzioni, ma i risultati sono stati nulli. Se Dio esiste, sarà generoso con le creature che hanno voluto lasciare questa terra al più presto: potrebbe addirittura chiederci scusa per averci costretto a passare per questo luogo.
Un potente stregone, con l’intento di distruggere un regno, versò una pozione magica nel pozzo dove bevevano tutti i sudditi. Chiunque avesse toccato quell’acqua, sarebbe diventato matto. Il mattino seguente, l’intera popolazione andò al pozzo per bere. Tutti impazzirono, tranne il re, che possedeva un pozzo privato x sé e per la famiglia, al quale lo stregone non era riuscito ad arrivare. Preoccupato, il sovrano tentò di esercitare la propria autorità sulla popolazione, promulgando una serie di leggi per la salute pubblica. I poliziotti e gli ispettori, che avevano bevuto l’acqua avvelenata, trovarono assurde le decisioni reali e decisero di non rispettarle. Quando gli abitanti del regno appresero il testo dei decreti, si convinsero che il sovrano fosse impazzito, e che per tanto ordinasse cose prive di senso. Urlando, si recarono al castello, chiedendo l’abdicazione. Disperato, il re si dichiarò pronto a lasciare il trono, ma la regina glielo impedì, suggerendogli: “Andiamo alla fonte, e beviamo quell’acqua. In tal modo, saremo uguali a loro:” e così fecero:il re e la regina bevvero l’acqua della follia e presero immediatamente a dire cose prive di senso. Nel frattempo i sudditi si pentirono: adesso che il re dimostrava tenta saggezza., perché non consentirgli di continuare a governare? La calma regnò nuovamente nel paese, anche se i suoi abitanti si comportavano in maniera del tutto diversa dai loro vicini. E così il re poté governare sino alla fine dei suoi giorni.
Questa è la gioventù: stabilisce i propri limiti senza domandarsi se il corpo ce la fa. E il corpo, comunque, riesce sempre a farcela.
… i folli, come i bambini, cedono solo dopo che i loro desideri sono stati soddisfatti.
L’essere umano è così, costituisce gran parte delle proprie emozioni con la paura.
Nella vita possiamo commettere tanti errori. Tranne uno: quello che ci distrugge.
Avrebbe voluto morire di godimento, di piacere, pensando e realizzando tutto ciò che le era sempre stato proibito: implorò l’uomo do toccarla, do soggiogarla, di usarla per soddisfare ogni sua brava. Desiderava che anche Zedka fosse presente, perché una donna sa come toccare il corpo di un’altra e riesce a farlo meglio di qualsiasi uomo, giacché ne conosce ogni segreto.
Esiste sempre qualcuno che desidera esattamente quello che desideri tu.
Voglio che la pioggia mi sferzi il viso. Voglio sorridere agli uomini che mi interessano. Voglio accettare tutti i caffè che mi offrono. Voglio baciare mia madre, dirle che la amo, piangere nel suo grembo, senza vergognarmi di mostrare i miei veri sentimenti, che sono sempre esistiti, anche se io li ho nascosti. Forse entrerò in una chiesa, guarderò quelle immagini che non mi hanno mai detto niente, ma che certamente adesso mi diranno qualcosa. Se un uomo interessante mi inviterà in un locale, accetterò e ballerò per tutta la notte, fino a quando sarò esausta. Poi andrò a letto con lui, ma non nel modo in cui l’ho fatto con altri, ora tentando di mantenere il controllo, ora fingendo cose che non sentivo. Voglio concedermi ad un uomo, alla città, alla vita e, infine, alla morte.
- Che cose c’è di sbagliato? - Me lo dica lei. - Tutto. Perché quando molti sognano e soltanto pochi realizzano, l’intero mondo si sente codardo.
Il Dottor Igor posò la penna , riflettendo su se steso: era così anche x lui? Si, anche a lui sarebbe piaciuto. Per come l’immaginava, l’orgia doveva essere qualcosa di totalmente anarchico e allegro, dove il senso di possesso non esisteva più: c’erano solo il piacere e la confusione. Era questo uno dei principali motivi per spiegare la grande massa di persone avvelenate dell’Amarezza? Matrimoni ridotti ad una sorta di monoteismo forzato, dove il desiderio sessuale scompariva dopo il terzo o il quarto mese di convivenza.
..Ma penso che tutti ciò faccia parte della vita, e che il prezzo di questi piccoli problemi sia molto inferiore a quello che dovremmo pagare se non li riconoscessimo come nostri. (…) In fondo, la colpa di tutto ciò che ci accade nella vita è esclusivamente nostra. Tanta gente ha avuto le nostre stesse difficoltà, ma ha reagito in maniera diversa. Noi cerchiamo la cosa più facile: una realtà separata. Ho voglia di ricominciare a vivere, Eduard:commettendo gli errori che ho sempre desiderato e che non ho mai avuto il coraggio di compiere, affrontando il panico che potrebbe assalirmi ancora, ma la cui presenza mi darà solo stanchezza, perché ormai so che non morirò o perderò i sensi durante la crisi. Voglio farmi dei nuovi amici, per insegnare loro ad avere quella dose di follia che consente di essere saggi. Dirò loro di non seguire le regole del buon comportamento, di scoprire la propria vita, i propri desideri, le proprie avventure; li spronerò a VIVERE!
Anche nelle più furiosa della follie esiste una dose di paura.
Io direi che, se qualcuno ha pochissimo tempo da vivere e decide di passarlo davanti a un letto, guardando un uomo che dorme, in questo c’è amore. … -Ma io non posso essere innamorata di un uomo che vive in un altro mondo.- Tutti viviamo in un mondo nostro. Ma Se guardi il cielo stellato, ti accorgi che tutti questi mondi diversi si combinano, formando sistemi solari, costellazioni, galassie. (…) Molta gente si rifiuta di amare proprio x questo: perché ha …tanto futuro e tanto passato in gioco.
Non so quello che provo; inoltre, l’amore mi ha già distrutto una volta!
Ho scoperto l’immagine che vorrei contemplare nel momento in cui lascerò questo mondo: il tuo viso. Non ti devi vergognare di essere amato. Ti chiedo soltanto di permettermi di amarti, di suonare il pianoforte per te ancora una sera, se ne avrò le forze. -Non durerà a lungo, Eduard. Lo sai bene.- “Durerà un’eternità, Veronica. Più di tutti i giorni e di tutte le notti uguali che ho trascorso qui dentro, tentando di dimenticare le visioni del Paradiso. Le avevo quasi scordate, ma sembra che adesso stiano tornando. Andiamo. I folli commettono sempre delle follie.”
Sii come la fonte che trabocca e non come la cisterna che racchiude sempre la stessa acqua.
“Guarda il mio viso,” gli disse. “Guardalo con gli occhi dell’anima, perché un giorno tu possa riprodurlo.”
“Forse è troppo presto o troppo tardi, però anche io voglio dirti che ti amo. Non c’è bisogno che tu mi creda: forse è una sciocchezza, una fantasia.” (…) La morte era dolce, odorava di vino e le accarezzava i capelli.
DA VERONIKA DECIDE DI MORIRE (Paulo Coelho) |
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SCHIAVA
Sei la mia schiavitù
sei la mia libertà
sei la mia carne che brucia
come la nuda carne delle notti d’estate
sei la mia patria
tu, coi riflessi verdi dei tuoi
tu, alta e vittoriosa
sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso
in cui ti afferro.


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